Buon 2014 – La storia del Capodanno Pisano

Quando nel 2012 tutti avevano paura dei Maya e delle loro (false e nemmeno Maya) profezie, mentre intere comunità di gestori di locali, sedicenti maghi e santoni e aproffittatori facevano affari d’oro con la creduloneria popolare, noi abitanti della provincia di Pisa ce la ridevamo alla grande, perchè s’era già nel 2013 … Ora detta così sembra priva di senso la cosa, ma andiamo per ordine.

capodanno-pisano-2014

 

 

 

La storia del “calendario pisano” incomincia intorno al X° Secolo D.C, ma in realtà ha le sue origini ancor prima: prima dell’avvento di Giulio Cesare al potere e della creazione del cosidetto Calendario Giuliano (che fissava l’inizio dell’anno al 1° Gennaio), era consuetudine far iniziare il nuovo anno alle Calende di Marzo, verso il 25 del mese appunto.

Con la caduta dell’impero romano nel 476 D.C e la successiva nascita nei secoli successivi dei Liberi Comuni e delle Repubbliche Marinare, le varie realtà iniziare a creare proprie unità di misura e anche propri calendari fatti coincidere più o meno con festività religiose o locali.

 

(Il raggio di Sole nel Duomo - Foto © l'Eco del Monte & del Padule)

(Il raggio di Sole nel Duomo – Foto © l’Eco del Monte & del Padule)

 

A partire dal X° Secolo quindi Pisa reintroduce il vecchio calendario rifacendo partire appunto l’anno dal 25 di Marzo, che nel calendario liturgico coincide con la festa dell’Annunciazione della Vergine Maria, ma a differenza di altre città che lo adottano come le toscane Firenze o Siena, il calendario pisano è avanti di un anno rispetto al calendario “normale”.

Il rituale solenne che celebra il Capodanno pisano si svolge in Duomo: qui a Mezzogiorno, un raggio di sole colpisce una mensola sorretta da un uovo di marmo posto sulla navata laterale sinistra del Duomo, sancendo appunto la nascita del nuovo anno … Il calendario pisano non è stato solo usato dai cittadini della Repubblica Marinara, ma ha avuto ampia diffusione: alcune fra le città che l’hanno utilizzato sono state: la costa fra Portovenere e Civitavecchia, Gorgona, Capraia, Elba, Pianosa, Corsica, Sardegna, Baleari, Gaeta, Reggio Calabria, Tropea, Lipari, Trapani, Mazara, Tunisia, Algeria, Egitto, Palestina, Siria, la città di Azov (nel Mare omonimo, sulla foce del fiume Don) e infine Costantinopoli, dove i Pisani e i Veneziani furono gli unici occidentali a potersi stabilire.

(Il corteo storico entra in Duomo - Foto © La mia Vita a Pisa Town)

(Il corteo storico entra in Duomo – Foto © La mia Vita a Pisa Town)

 

Il Calendario, nonostante la caduta e la conquista di Pisa da parte dei fiorentini, rimane in vigore ancora per molti secoli, fino a che il Graduca di Toscana Francesco I di Lorena ordina il 20 Novembre del 1749 che tutte le città e i possidementi toscani si adeguino al calendario giuliano a partire dal 1° Gennaio dell’anno successivo.

Il rituale nei secoli si era perso, ma verso la meta degli anni 80 del secolo scorso, grazie a un gruppo di appassionati che iniziano a recuperare le tradizioni storiche pisane (dal Gioco del Ponte al Giugno Pisano), si reintroduce questo antico rito pisano, fino al tornare alla grande valorizzazione degli ultimi anni, dove è diventata una festa cittadina ma anche un evento che attrae migliaia di turisti da tutta Italia e non solo.

Quest’anno volevo assistere alla cerimonia, ma ero un pò malaticcio e ho dovuto abdicare,ma spero di poterla vedere e fotografare il prossimo anno; appuntamento al prossimo capodanno dunque.

LUNGA VITA ALLA REPUBBLICA MARINARA DI PISA !!!

Si ringrazia per le informazioni: Wikipedia, StilePisano.it & la mia Vita a Pisa Town

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.