La prima Rece non si scorda mai – Il Grande Gatsby

Nuovo appuntamento con la recensione cinematografica, stavolta parliamo di un film che cerca di trasporre sul grande schermo un romanzo di notevole successo già più volte portato su pellicola: Il Grande Gatsby.

(Foto Warner Bros 2013)

(Foto © Warner Bros 2013)

 

 

La trama – Il film ci racconta, attraverso il racconto di Nick Carraway (Tobey Maguire – Spiderman, Pleasantville e Sea Biscuit, solo per citarne alcuni), la storia che lo lega a Jay Gatsby (Leonardo DiCaprio – Titanic, Gangs Of New York, Departed e Inception, solo per citare i più noti), suo ricco e misterioso vicino di casa nella ricca West Egg, ai confini di New York, del quale diventa presto amico, ma del quale poco sa e forse quel che sa non è la verità, come scoprirà nel corso della sua conoscenza delle persone che gravitano intorno a Gatsby, che sembra essere molto interessato alla cugina di Carraway, Daisy Buchanan (Carey Mulligan – Wall Street il Denaro non muore Mai, Drive e Shame), che scoprirà aver ricoperto un ruolo molto importante nella vita di Daisy, ma molte saranno le sorprese e le verità che verranno a galla…. Tratto dal leggendario romanzo di Francis Scott Fitzgerald (Tenera è la Notte, Di qua dal Paradiso e Belli & Dannati, solo per citarne alcuni), questo è la quarta pellicola che Hollywood dedica al romanzo dello scrittore americano.

 (Leonardo Di Caprio/Jay Gatsby - Warner Bros 2013)

(Leonardo Di Caprio/Jay Gatsby – Foto © Warner Bros 2013)

Il Paragone con le altre pellicole – Se probabilmente molti di voi mai hanno visto la prima versione cinematografica del 1926 (realizzato in versione muta, ormai persa definitivamente) e quella del 1949 diretta da Elliot Nugent (Il fantasma di Mezzanotte, l’Uomo questo Dominatore), sicuramente vi è maggiormente nota la versione cinematografica del 1974 del regista Jack Clayton (Suspense, Qualcosa di Sinistro sta per accadere) con Robert Redford e Mya farrow nei panni di Gatsby e Daisy.

(La copertina dell'edizione storica del romanzo di Fitgerald)

(La copertina dell’edizione storica del romanzo di Fitgerald)

Com’è andato il confronto fra queste due pellicole? In generale nessuna stravolge la base del racconto del romanzo di Fitzgerald, lasciando che i dialoghi seguano fedelmente buona parte del libro stesso e delle sue situazioni; il Gatsby di Redford è più didascalico e “classico” nelle atmosfere legate al periodo (l’America alle soglie della crisi del 29), mentre il Gatsby di Baz Luhrmann (Romeo + Juliet, Moulin Rouge) punta più sull’estetica esagerata a corollario di una trama solida, abbandonando certe atmosfere troppo serie del film del 1974.

Va detto che questa è anche una scelta voluta per motivi sicuramente commerciali-economici (la colonna sonora è un discreto campionario della cultura hip-hop americana e gli outfit dei protagonisti sono grandi firme e marchi di oggi in stile “retrò”, di punta chiaramente al richiamo degli anni 20 per lanciare un “recupero” dello stile da portare ai giorni nostri), ma anche un aggiornare quelle che erano le atmosfere eccessive e scintillante delle feste newyorkesi degli anni 20 fra il proibizionismo e l’ascesa economica ancora non andata in crollo nel fatidico venerdì nero del 29, dove eccessi e feste che qualcuno definirebbe “altamente stracafonal” coinvolgevano i Vip e le personalità di spicco della società americana di allora. Entrambi i film presentano cambiamenti minimi per esigenze di copione, ma niente che realmente stravolge il romanzo di Fitzgerald; si può dire quindi che CLayton e Luhrmann hanno superato bene la prova nel trasporre il libro sullo schermo.

(Redford nel Gatsby del 1974)

(Redford nel Gatsby del 1974)

Il Cast – Decisamente ottimo, con un DiCaprio ovviamente gigante e motore del film, il suo modo di dire “Vecchio Mio” e di come ha portato il personaggio di Gatsby nel 2013 è stato eccezionale, dimostrando ancora una volta di sapersi assumere ruoli pesanti; bella anche la prestazione di Maguire, convincente Callaway sempre in bilico fra il farsi travolgere dalla Movida di West Egg e il suo ricordarsi i sani principi in cui è cresciuto, il tutto mentre capisce e cerca di comprendere il percorso e la vita di Gatsby, fra i rumors dei suoi vicini sul suo passato e le confessioni dello stesso. Belle anche le prove di Carey Mulligan, convincente Daisy, travolta da eventi più grandi di lei e molto umorale in questo, e di Joel Edgerton (Star Wars Episodi II e III, Zero Dark-Thirty) nei panni del fedifrago marito di Daisy, Tom.

(Tobey Maguire/Nick Callaway - Warner Bros 2013)

(Tobey Maguire/Nick Callaway – Foto © Warner Bros 2013)

Buona anche la recitazione di Elizabeth Debicki, al suo primo vero ruolo importante (ma che vi consiglio di vedere nel comicoTre Uomini & una Pecora) nel ruolo di Jordan Baker.

Il Messaggio – il film ovviamente riprende secondo me molto del messaggio che Fitzgerald volle trasmettere ai lettori: quanto conosciamo realmente le persone che ci circondano? quanto influenza le nostre relazioni quello che ci raccontano le persone? quanto di quello che sentiamo dire su una persona è vero?

(Carey Mulligan/Daisy - Warner Bros 2013)

(Carey Mulligan/Daisy – Foto © Warner Bros 2013)

Mai come oggi, nel tempo in cui i social network ridefiniscono le relazioni fra persone attraverso quello che condividiamo o vogliamo condividere, quello che scriviamo e diciamo di noi, o di quello che vogliamo gli altri sappiano e raccontino di noi in giro?

Quante volte scopriamo veri e propri personaggi fittizi costruiti ad uso di chi è dall’altra parte dello schermo a interagire con noi e poi scopriamo un castello di carte dietro a questo? Se pensiamo bene oggi si direbbe che Jay Gatsby si era creato una specie di sua vita perfetta su Sims o qualche altro social network per vivere e credere di poter realizzare il suo sogno, scontrandosi poi con la dura realtà. In conclusione recuperatelo live nei cinema estivi se lo avete perso al momento dell’uscita, personalmente a me è piaciuto molto, decisamente bello da vedere, per nulla pesante o noioso, un bel film insomma. Vi dico anche che se siete dalle mie parti grazie ai ragazzi dell’Agorà potete godervelo a Luglio e Agosto in quel di Pontedera

BUONA VISIONE !!!

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2 Comments

  1. Non ho mai visto la versione di Robert Reford, ma l’amore per Di Caprio e le sue performance attoriali mi hanno portato al cinema il giorno dopo l’uscita del film. E mi è piaciuto talmente tanto che ho letto anche il libro subito dopo: è stato un piacere, come dici tu, notare la fedeltà delle battute nella trasposizione cinematografica.

    Alessandra

    • Anche il film del 74 è molto bello e te lo consiglio, forsè un pò meno “scintillante” rispetto a questo di Luhrmann, ma con una grande prestazione di Redford e della Farrow, quindi se puoi ricercatelo

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