La prima Rece non si scorda mai – Hitchcock

Nuovo appuntamento con l’editoriale cinematografico, stavolta vi racconto del  bellissimo Film uscito lo scorso aprile e riproposto dal Cineclub Agorà dedicato a uno dei maestri della cinematografia e a uno dei suoi film più conosciuti e visti: stiamo parlando di Hitchcock.

(Foto © Fox & Universal Pictures - 2013)

(Foto © Fox & Universal Pictures – 2013)

LA TRAMA – Alla soglia dei 60 anni Alfred Hitchcock (Anthony Hopkins – Il Silenzio degli Innocenti, Amistad, Vi presento Joe Black, solo per citarne alcuni) é uno dei registi più stimati e idolotrati di Holliwood per i suoi film, ma sente il bisogno di nuovi stimoli; Scoperto per caso il romanzo Psyco di Robert Bloch, ispirato alle vicende del serial Killer Ed Gein (interpretato da Michael Wincott – Il Corvo, Strange Days, Alien: La Clonazione e molte altri), decide di farne un film, ma la Paramount non sembra credere nel progetto; Hitchcock allora decide di metterci la faccia personalmente, grazie anche all’aiuto di sua moglie Alma (Helen Mirren – Gosford Park, The Queen e Red 1e 2, solo per citarne alcuni) perchè Psyco veda la luce….

( Johansson/Leigh -Foto © Fox & Universal Pictures - 2013)

( Johansson/Leigh -Foto © Fox & Universal Pictures – 2013)

Un Film decisamente interessante, che svela alcuni retroscena poco noti di uno dei più importanti film della cinematografia moderna e della sua realizzazione; ottima la scelta del regista Sacha Gervasi (autore del documentario Anvil! The Story of Anvil e sceneggiatore di The Terminal di Steven Spielberg) di farci vivere il clima intorno al film attraverso gli occhi degli Hitchcock e delle loro relazione con i membri del cast e della troupe, oltre alle pressioni operate sia dalla Paramount che dalla Commissione Censura, oltre che le tensioni fra Alfred e sua moglie Alma, alimentate dalla paura che il film potesse essere un fiasco e loro perdere tutto (impegnarono addirittura la casa come garanzia per ottenere di fare il film).

 

(D'Arcy/Perkins - Foto © Fox & Universal Pictures - 2013)

(D’Arcy/Perkins – Foto © Fox & Universal Pictures – 2013)

Interessante anche vedere un aspetto magari poco conosciuto della vita di Hitchcock: quello del ruolo spesso fondamentale che ha giocato la moglie Alma Reville nella stesura e correzione delle sceneggiature (bello lo scambio di battute quando discutono di quando far morire la protagonista di Psyco “Dici è sbagliato farla morire prima della fine del primo tempo?” “No assolutamente…falla morire dopo mezz’ora!”) e nell’appoggio anche morale dato al marito in tutta la sua carriera. Il film svela anche in parte il rapporto che Hitchcock ha avuto con i suoi attori e la sua troupe, che lo consideravano, a seconda del grado di conoscenza e di affiatamento sul set, un padre, un dittatore o una vera fonte di ispirazione.

( Mirren/Rivelle e Hopkins/Hitchcock - Foto © Fox & Universal Pictures - 2013)

( Mirren/Rivelle e Hopkins/Hitchcock – Foto © Fox & Universal Pictures – 2013)

IL CAST – La sola presenza di Hopkins e Mirren rendono questo film già grande di suo: Hopkins regala un Hitchcock maestrale, ossessionato dal trovare nuovi stimoli, stressato dai problemi fisici (Hitchcock soffriva di obesità e problemi di salute legati alla sua età) e tormentato dalle sue stesse creature (molto interessante il “dialogo” che ha nel corso del film con Ed Gein, che diventa una specie di sua “coscienza oscura”); Mirren ci regala un ritratto fantastico di Alma, moglie e prima collega di Hitchcock, sempre pronta a dare una mano al lavoro del marito ma allo stesso tempo stressata dall’aura di divinità sorta attorno al regista e dal quale sembra essere esclusa (anche se Hitchcock ha spesso citato la moglie per il suo lavoro in interviste e nei credit dei suoi film, spesso ha anche lavorato nell’assoluto anonimato, quasi alla stregua di un “Ghost Writer”).

Ottimo anche il resto del cast: da Scarlett Johansson (Lost in Translation, Match Point, la saga di Iron Man e Avengers) nei panni di Janet Leigh, scelta per interpretare il ruolo di Marion Crane, che si presta bene nel ruolo di oggetto del desiderio di Holliwood ma anche di attrice che vuole far valere le sue doti, a Jessica Biel (Blade III, The Illusionist, il remake di Atto di Forza, ma nota soprattutto in italia per la serie TV “Settimo  Cielo”) nel ruolo di  Vera Miles, altra musa di Hitchcock che con Psyco terminerà la collaborazione con il regista; bella sorpresa James d’Arcy (Wilde,Master & Commander e Cloud Atlas) nel ruolo di Anthony Perkins, che interpreterà l’enigmatico Norman Bates (per la cui figura Hitchcock  si ispira a Gein), che nella prova convince bene nei panni dell’attore che vuole misurarsi in un ruolo serio per uscire dalla gabbia del “bravo ragazzo” in cui Perkins era chiuso in quegli anni.

Anche il cast dei comprimari è ben gestito e presenta attori interessanti, da segnalare Kurtwood Smith (Il Cacciaotre, Rambo III, Deep Impact e molti altri) nei panni del capo della Commissione Censura con cui Hitchcock ha a che fare.

IL MESSAGGIO – Anche se il film racconta un fatto reale, credo che si possa trovare un messaggio di fondo abbastanza chiaro: persino un grande genio e stimato regista come Hitchcock ha dovuto affrontare ostacoli insormontabili per girare un film che oggi consideriamo un capolavoro assoluto: dall’ostracismo delle case cinematografiche che credevano che un simile film mai avrebbe ottenuto successo, alla censura, fino all’idea che un regista non doveva abbandonare un filone sicuro e un tipo di film sicuro per un azzardo totale.

Se si guarda all’oggi notiamo che in fondo non molte cose sono cambiate: è vero che un film deve portare soldi ai cinema che proietta, alle case che lo producono e lo distribuiscono e successivamente a chi se lo guarda in Pay Tv o DVD o Blue Ray, ma pensate a quanti film che oggi consideriamo CAPOLAVORI non avrebbero visto la luce se qualcuno non si fosse preso il rischio: oggi non avremmo film come Apocalypse Now, Taxi Driver, Psyco, solo per citarne alcuni, perchè qualcuno ha preferito fare un film di sicuro incasso al cinema; o pensiamo se non ci fossero sale che fanno una certa programmazione: quanti film non troverebbero la giusta dimensione se non esistessero sale d’Essai, festival a tema (come le 50 Giornate di Cinema a Firenze) o rassegna minori nei circuiti dei cineclub?

Hitchcock ci insegna anche questo secondo me, ci insegna che senza qualcuno che pensa fuori dagli schemi, che osa, che esce dal “binario sicuro” spesso non avremmo visione di grandi capolavori o idee geniali.

In conclusione se lo vedete programmato nelle sale vicino a voi guardatelo, altrimenti recuperatelo in DVD appena esce, BUONA VISIONE !!!

 

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