La prima Rece non si scorda Mai – La Grande Bellezza

Nuovo appuntamento con la rece cinematografica, che ho cambiato visto che mi sembrava giusto parlarvi di un film che ha trionfato ai Golden Globe e potrebbe seriamente bissare anche agli Oscar: La Grande Bellezza.

(La locandina del film - Foto © Indigo/Medusa Film 2013)

(La locandina del film – Foto © Indigo/Medusa Film 2013)

 

LA TRAMA – Jep Gambardella (Toni Servillo – Le conseguenze dell’Amore, La Ragazza del Lago, Gomorra e Il Divo) è un critico d’arte e di costume per una nota rivista che vive e presenzia a tutti gli eventi mondani di una Roma magicamente incastonata fra il suo glorioso passato e il lato Stracafonal delle sue feste animate da starlette, politici, celebrità sul viale del tramonto, nani e ballerine varie; famoso per aver pubblicato in gioventù un libro best seller, alla soglia dei 65 anni fa un bilancio della sua esistenza e delle motivazioni che lo portano a vivere in questo “universo” romano…. Un film decisamente ben diretto e interpretato questo di Paolo Sorrentino (Le Conseguenze dell’Amore, Il Divo e This Must Be The Place), Che ha portato sullo schermo la realtà culturale (e non solo) del nostro Paese in una storia fantastica, ma senza mai scadere nel volgare e pecoreccio, pur presentando diversi aspetti.

 

(Jep/Servillo - Foto © Indigo/Medusa Film 2013)

(Jep/Servillo – Foto © Indigo/Medusa Film 2013)

 

IL CAST – Eccezionale, a partire da Servillo, ormai una sicurezza nel cinema italiano di attore di spessore: si può dire che stia seguendo la scia di attore a tutto tondo avuta in precedenza da nomi come Gassman o Tognazzi, attori in grado di passare tranquillamente dal serio al comico, dalla commedia al dramma, con una naturalezza e una scioltezza che pochi padroneggiano.

Servillo/ Jep è un personaggio che chi opera nella cultura può probabilmente aver davvero incontrato una volta nella sua carriera, così come molti dei personaggi che animano i salotti romani in questo film: brillante e cinico allo stesso tempo, capace di muoversi con scioltezza in ogni situazione e occasione, dalla parlantina che conquista anche quando tira stilettate ai suoi stessi amici e conoscenti; bella anche la prova di Carlo Verdone (Un Sacco Bello, Bianco,Rosso & Verdone, Perdiamoci di Vista, Compagni di Scuola, solo per citarne alcuni) nei panni dell’amico/spalla Romano, che insegue i successi e la celebrità a Roma da decenni fallendo e vivendo della luce riflessa dell’amicizia di Jep per cercare il suo spazio: Un ruolo serio ma con un tono di comico cinico che rende ‘interpretazione di Verdone davvero molto apprezzabile.

(Romano/Verdone con Jep/Servillo - Foto © Indigo/Medusa Film 2013)

(Romano/Verdone con Jep/Servillo – Foto © Indigo/Medusa Film 2013)

 

Merita assolutamente una citazione anche la parte di Sabrina Ferilli (Caramelle da uno Sconosciuto, la serie Rimini Rimini, Vite Strozzate, Ferie d’Agosto e fiction come Commesse e Dalida), nei panni di Ramona, stripper e figlia di un vecchio amico di Jep, che riporta per un breve periodo gioia e spensieratezza nella vita del critico, con la sua sincerità e schiettezza di donna vissuta e indipendente e quella di Pamela Villoresi (Il Gabbiano, Splendor, il Sole anche di Notte e I Banchieri di Dio – Il Caso Calvi, solo per citarne alcuni) nei panni della Radical-chic Viola, pronta a disprezzare i salotti che frequenta e autoelogiarsi per il suo attivismo politico; da segnalare anche il personaggio del comico Lillo (Fascisti su Marte, Mi rifaccio Vivo oltre che le numerose serie TV con il collega Greg) nei panni di un eccentrico gallerista.

Il resto del cast è uno spaccato reale (anche se portato in alcuni casi agli estremi) di quella variegata umanità di personaggi che animano i “salotti bene” romani e non solo della cultura italiana, dove ognuno strappa i suoi 15 minuti di warholiana fama.

(Ramona/Ferilli - Foto © Indigo/Medusa Film 2013)

(Ramona/Ferilli – Foto © Indigo/Medusa Film 2013)

 

LA REGIA – Sorrentino ci regala un film per me a tutto tondo: Roma, con i suoi scorci storici, ma anche con le contaminazioni moderne, gli eccessi kitch delle feste mondane, di una Roma che passa dal caos delle sue feste multiaffollate a quelle degli scorci notturni deserti, quasi fossero set deserti a fine di una giornata di riprese (e dove troviamo un breve ma felliniano cameo con Fanny Ardant e Servillo molto carino e poetico), non fa solo da scenario ma è parte pulsante del film stesso, teatro delle gesta di Jep e dei suoi amici, che la vivono alcuni come accessorio altri come unico posto dove essere “qualcuno”.

Il personaggio di Servillo è brillante, consapevole di avere più spessore culturale e mentale delle persone che frequenta, ma si trova a suo agio nei decadenti e mal frequentati salotti dove si affollano a partecipare artisti senza talento, attricette e starlette in cerca dell’ingaggio della vita, scrittori mediocri e “alternativi” con amicizie influenti che animano le serate mondane, dove però allo stesso contempo si sente un pesce “fuor d’acqua” , ma dove sa anche che il suo essere brillante, che il suo mestiere di critico gli permette di poter dire e fare quel che pensa, gli fa capire che “io non volevo solo partecipare alle Feste, volevo avere il potere di FARLE FALLIRE!”

In tutto questo, con elementi che possano apparire l’uno in contrasto con l’altro, Sorrentino ha confezionato un ritratto sincero della società culturale italiana, orfana della Dolce Vita e dei suoi fasti che li insegue scimmiottandone l’iconografia ma riuscendo invece solo ad essere una rappresentazione carnevalesca, lontano dal contesto culturale dei bei tempi che furono e non dicendo niente di nuovo per i tempi di oggi ……

(Servillo e Ferilli a Villa Medici, una delle vedute di Roma - Foto © Indigo/Medusa Film 2013)

(Servillo e Ferilli a Villa Medici, una delle vedute di Roma – Foto © Indigo/Medusa Film 2013)

IL MESSAGGIO DEL FILM – Se si vuole ricercare un messaggio in questo film è che in qualche modo una “ripartenza”, una seconda chance per una vita vissuta solo di facciata o nel modo sbagliato è possibile, se si ritrova il proprio percorso, se non ci si accontenta di essere quello che la gente vuole che siamo o pensa che dobbiamo essere, persino per un uomo che deve la sua fama e notorietà proprio alla sua presenza nei cafonissimi salotti romani come Jep o i suoi amici, ma questo messaggio lo capite meglio vedendo il film, di cui non voglio anticiparvi alcune cose per non guastarvi la sua visione.

In conclusione è un film DA VEDERE ASSOLUTAMENTE, cercatelo nei cinema o in DVD e guardatelo possibilmente in compagnia, per apprezzare le diverse reazioni… auguro a Sorrentino e al cast che arrivi anche l’Oscar, per il resto BUONA VISIONE !!!

 

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