La prima Rece non si scorda Mai – Che Strano Chiamarsi Federico + Indebito

Nuovo appuntamento con l’editoriale cinematografico, addirittura doppio per parlarvi di due ottimi documentari apparsi sui nostri fra la fine del 2013 e l’inizio di questo anno.

Il primo di cui vi parlo è “Che Strano chiamarsi Federico” girato da Ettore Scola (Brutti, Sporchi & Cattivi, Una Giornata Particolare, Il viaggio di Capitan Fracassa, solo per citarne alcuni, oltre a una mare di collaborazioni come sceneggiatore), dedicato al grande amico e collega Federico Fellini.

(La locandina del film - Foto © Palomar/BIM/Luce 2013)

(La locandina del film – Foto © Palomar/BIM/Luce 2013)

Il documentario girato con materiale d’epoca, interviste e backstage è intercalato da ricostruzioni che ripercorrono gli anni giovanili in cui i due si conobbero nella redazione del “Marc’Aurelio”, popolare giornale satirico degli anni 30 dove scrivevano e disegnavano le penne più brillanti della satira italiana della prima metà del 900.

(il giovane Fellini al "Marc'Aurelio" -Foto © Palomar/BIM/Luce 2013)

(il giovane Fellini al “Marc’Aurelio” -Foto © Palomar/BIM/Luce 2013)

Scola confenziona non solo un documentario ma anche una pellicola molto gradevole, dove le immagini del film si mischiano in una dimensione reale-onirica con gli aneddoti, le avventure e i personaggi incontrati dai due amici nel corso delle loro esistenze e del loro percorso comune.

Bello e interessante il cast che riproduce gli anni giovanili del duo, offrono una divertente e genuina interpretazione; belle anche le presenze di Sergio Rubini (Al Lupo Al Lupo, Nirvana, Denti) nei panni di uno dei curiosi “passeggeri” del duo Fellini/Scola nelle loro gite notturne per Roma, di Antonella Attili (Nuovo Cinema Paradiso, l’Uomo delle Stelle e Pugili, nonchè una lunga serie di parti teatrali) nei panni della prostituta Wanda; molto citazionistico di “Amarcord” il personaggio del Narratore interpretato da Vittorio Viviani (Serie Tv come Elisa di Rivombrosa, l’Onore & il Rispetto e un Medico in Famiglia 7).

(Fellini di fronte alla leggendaria scenografia dello Studio 5 - -Foto © Palomar/BIM/Luce 2013)

(Fellini di fronte alla leggendaria scenografia dello Studio 5 – -Foto © Palomar/BIM/Luce 2013)

Un bel documentario che vi strapperà sicuramente molti sorrisi e risate, oltre che conoscere aspetti forse poco noti della prima fase dell’esistenza di uno fra i più eccelsi registi italiani e la sua amicizia e collaborazione con un suo altrettanto valido collega e amico.

 

 

E’ invece ambientanto nell’epoca attuale, ma ne parla attraverso la storia di un genere musicale invece il secondo documentario di cui vi parlo, Indebito.

(La locandina del film - Foto © Nexo/Rai Cinema 2012)

(La locandina del film – Foto © Nexo/Rai Cinema 2012)

Il film vede il cantautore e musicista Vinicio Capossela (4 Targhe Tenco e numerosi riconoscimenti in campo musicale), che cerca di raccontare nel documentario di Andrea Segre (ottimo documentarista, fra i suoi lavori cito Il Sangue Verde, Come un Uomo sulla Terra e film come Io Sono Li e La Prima Neve), la crisi economica della Grecia e di come i greci nella stessa riscoprono la musica Rebetiko , musica nata nel 900 dai greci fuggiti da Smirne che parla di Povertà, Degrado ma anche di Orgoglio, Amore e resistenza, che sarà da traino per l’orgoglio dei fuggiaschi grechi nei primi decenni del 900, poi dopo la II Guerra mondiale negli anni 40-50 e infine durante gli anni duri della Dittatura dei Colonelli .

(Capossela per le strade di Atene - Foto © Nexo/Rai Cinema 2012)

(Capossela per le strade di Atene – Foto © Nexo/Rai Cinema 2012)

Capossela e Segre scelgono che siano i testi delle canzoni storiche cantate dai giovani e dai cantautori di oggi della scena rebetika greca a raccontare le sue origini, le sue difficoltà e di come essa sia tornata a raccontare la situazione greca attuale, dimostrando come essa possa essere la valvola di sfogo della popolazione e la sua fonte d’espressione in una società che invece non vuole parlarne o non vuole interessarsene.

(Capossela con alcuni musicisti - Foto © Nexo/Rai Cinema 2012)

(Capossela con alcuni musicisti – Foto © Nexo/Rai Cinema 2012)

 

Per chi conosce Capossela come cantante sa della sua passione per la contaminazione musicale, specie quella balcanica e slava, non è casuale (il suo ultimo album è stato appunto dedicato alla musica rebetika, Rebetiko Gymnastas del 2012), ma la bravura di Vinicio è di sfruttare l’universalità della musica nel sapere raccontare il presente nei suoi testi, anche se a volte il presente sembra essere un ripetitivo passato, coi suoi corsi e ricorsi storici….

 

In conclusione sono due ottimi documentari che vi  consiglio di vedere; se avete un cineclub o un cinema d’Essai di fiducia, consigliate la loro proiezione o cercatela nella programmazione; se siete ancora alle superiori, una visione ve la consiglio sia di quello di Scola (specie per le scuole a indirizzo artistico, capire come nasce la genialità è una bella cosa) sia quello di Segre (capire la situazione greca e la storia della sua esistenza attraverso la musica è sempre molto interessante, secondo me), male non vi farà, altrimenti cercatelo nel circuito DVD, vale la pena, dunque BUONA VISIONE !!!

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