Vincitori e Vinti…Addio Schell…

Mentre ovunque si vede stati dedicati alla morte di Philip Seymour Hoffman, io preferisco invece parlarvi della morte meno interessante per i media e i frequentatori dei social network: quella di Maximilian Schell, per due motivi:

1) Una persona che si ammazza perchè, nonostante dalla vita abbia tutto (successo, l’amore di una famiglia e un’ottima carriera) decidi di rovinarsi l’esistenza con la tossicodipendenza, non ha il mio rispetto e neanche la mia compassione, perché nessuno ti ha puntato una rivoltella e obbligato a drogarti ma è stata una tua scelta;

2) Omaggiare di tributi un Uomo che ha letteralmente sputato sul successo e l’affetto dei fans ammazzandosi perchè incapace di non smettere di drogarsi non merita di essere incensato; chiaro, ci ha lasciato ottime interpretazioni in grandi film, ma la cosa finisce lì e, onestamente, non mi va di dedicare pianti e omaggi a chi sputa in faccia a quanto di positivo gli ha dato alla vita.

Finito questo breve incipit del “perchè non piangerò la morte di Hoffman”, vado invece a scrivere del perchè invece mi spiace se ne sia andato Schell: nato a Vienna nel 1930, l’attore esordisce nel 1955 nel film tedesco all’Est si Muore, che racconta gli ultimi tragici giorni della seconda guerra mondiale in Germania.

Ma Schell viene ricordato e diventa famoso sopratutto quando sbarca a Hollywood nel 1958 e recita nel film Premio Oscar Vincitori & Vinti del 1961, che gli vale anche l’Oscar come Miglior Attore protagonista nel ruolo dell’avvocato difensore di un giudice nazista in uno dei numerosi processi a contorno del principale ai gerarchi e ufficiali nazisti a Norimberga, personaggio che porta avanti il suo dovere di avvocato anche di fronte alle mille contraddizioni interiori che una vicenda come quella dei crimini commessi dai nazisti durante il conflitto solleva e può sollevare nell’intimo di una persona (vi consiglio di recuperarvi il film noleggiandolo o su internet, oltre all’ottima interpretazione di Schell svettano anche quelle di Spence Tracy e Burt Lancaster).

(Schell in Vincitori & Vinti - 1961)

(Schell in Vincitori & Vinti – 1961)

Schell più volte è finito nel portare questo conflitto con quanto accadutro durante la Seconda Guerra Mondiale e le conseguenze dopo lo stesso come nel bel film di Vittorio De Sica I Sequestrati di Altona del 1962 o nel controverso Dossier Odessa di Ronald Neame del 1974, in entrambi i casi si trova ad affrontare il ruolo di una persona in fuga (volontaria o meno) dal suo passato e dalle sue azioni.

(Schell ne I Sequestrati di Altona - 1962)

(Schell ne I Sequestrati di Altona – 1962)

Schell partecipa anche ad altri generi, come quello della fantascienza con il controverso e poco compreso film della Disney The Black Hole del 1979, dove  interpreta l’oscuro Dr. Reinhardt, o nel genere storico come la miniserie Tv Pietro il Grande del 1986.

(Schell in The Black Hole - 1979)

(Schell in The Black Hole – 1979)

Ricordiamo Schell anche come Abramo nella lunga serie di Film Tv della serie La Bibbia del 1993 trasmessa dalla Rai: dagli anni 90 alla sua morte Schell si è dedicato sopratutto alle produzioni Tv con diversi sceneggiati televisivi e film TV, molti sopratutto per il mercato tedesco e del centro europa.  

Se n’è andato in silenzio dopo una rapida e improvvisa malattia lo scorso 1° Febbraio a 83 anni, nel silenzio e nella tranquillità, unica colpa per cui Schell, al contrario di Hoffman, non se l’è filato nessuno.. Addio Schell, grande interprete e mestierante del cinema

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