Loro i Monuments Men, noi Rodolfo Siviero….

( © 20th Century Fox 2014)

( © 20th Century Fox 2014)

In questi giorni è uscito nelle sale italiane Monuments Men, pellicola americana che narra le gesta di uno speciale reparto americano creato per recuperare i tesori d’arte che i nazisti avevano depredato e saccheggiato durante la Seconda Guerra Mondiale dai paesi occupati, nell’ormai tradizionale rituale del saccheggio dei tesori da parte degli eserciti conquistatori (dai romani fino a Napoleone Bonaparte fu una tradizione portare nei propri paesi oggetti d’arte dei paesi conquistati).

La pellicola probabilmente otterrà molto successo non solo per il fatto che è girato con i toni di un grande action movie storico, ma anche per la presenza di George Clooney, attore e regista del film … ma pochi ignorano che anche in Italia abbiamo avuto il nostro Monument Men, anche se non aveva certo il fascino di Clooney e se ha agito con mezzi e budget decisamente inferiori a quelli che avevano il reparto americano; ancora di più molti ignorano che questo eccezionale uomo era toscano, di origine pisana e che molte delle opere oggi in mostra nei musei e monumenti italiani sono ancorà lì grazie a lui: grazie a Rodolfo Siviero .

(Siviero con un Pontormo recuperato durante le sue ricerche - Foto © Museo Casa Siviero)

(Siviero con un Pontormo recuperato durante le sue ricerche – Foto © Museo Casa Siviero)

 

 

Rodolfo Siviero nasce a Guardistallo (PI) la vigilia di Natale del 1911, dal padre Giovanni Siviero, veronese e sottufficiale dei Carabinieri della locale caserma e la madre Caterina Bulgarini, senese; nel 1924 si trasferiscono a Firenze, dove Siviero si iscrive all’Università di Firenze per diventare storico e critico d’Arte.

Negli anni 30 entra a far parte dello S.I.M (il servizio segreto militare italiano, precursore del SID e poi delle attuali agenzie investigative, Nb) e per le sue conoscenze in fatto di arte e storia viene inviato (con la copertura di una borsa di studio in Storia dell’Arte) a Berlino per raccogliere informazioni sul regime nazista e le sue attività; Siviero, che all’inizio era sostenitore del regime fascista e convinto dei suoi effetti positivi, dopo lo scoppio della guerra e viste le sue conseguenze si ricrede e alla vigilia dell’8 Settembre 1943 si unisce alla Resistenza, ma mantenendo un ruolo di copertura nella nascente Repubblica Sociale di Salò, lo stato-fantoccio creato dai nazisti con a capo Benito Mussolini, che così prosegue a fianco dei nazisti la lotta contro gli Alleati.

Siviero in particolare, viste le sue conoscenze, si occupa della sorte dell’enorme patrimonio culturale italiano, che nel silenzio e favorito dalla divisione in due del Paese (il Centro-Nord occupato dai nazifascisti, il Centro-Sud liberato dagli Alleati e sotto il neo-governo Badoglio), sono più occupati a combattere sul campo che pensare alla tutela del Patrimonio Artistico (e la terribile vicenda del bombardamento di Cassino ne rimarrà l’esempio più terribile e devastante e di cui oggi ricorre il 70° Anniversario): infatti è il toscano a seguire i movimenti del temibile reparto Kunstschutz, corpo ufficialmente nato per la salvaguardia delle opere d’arte dalle azioni di guerra, ma che in realtà i tedeschi utilizzarono per depredare e saccheggiare musei, collezioni private (sopratutto quelle delle ricche famiglie e delle comunità ebraiche) e monumenti di ogni nazione occupata o amica.

(Soldati della divisione "Hermann Goring" con un quadro di Giovanni Paolo Pannini davanti Palazzo Venezia nel 1944 - Foto   © Meister/Archivio Federale Tedesco)

(Soldati della divisione “Hermann Goring” con un quadro di Giovanni Paolo Pannini davanti Palazzo Venezia nel 1944 – Foto © Meister/Archivio Federale Tedesco)

E proprio dalla casa di uno storico dell’arte di origine ebrea, Giorgio Castelfranco (che diventerà poi la Casa-Museo Siviero) che Rodolfo coordina le azioni di intelligence dei CLN e dei reparti partigiani, sfrutta le amicizie intessute con altri ex-aderenti al fascismo che agiscono sotto copertura e cerca di anticipare le mosse dei nazisti nascondendo e recuperando le opere che essi hanno sottrato dai musei e monumenti italiani (come il clamoroso salvataggio dell’Annunciazione del Beato Angelico, oggi ancora visibile a S. Giovanni Valdarno, o delle opere di Giorgio De Chirico, che con l’auto di agenti della polizia finge “sequestrati” dalle autorità dalla sua casa di Fiesole per poi nasconderli), in un delicato gioco di spionaggio e controspionaggio fra Siviero e i tedeschi. Ma Siviero rischia anche la vita, arrivando a un passo dalla morte: infatti nell’Aprile del 1944 viene catturato dai militari di Salò e finisce nelle mani della terribile Banda Carità a Villa Triste,in Via Bolognese, dove per due mesi rimane imprigionato e torturato, prima di riuscire ad essere rilasciato grazie all’aiuto di ufficiali della RSI che collaborano con gli Alleati nel controspionaggio.  

Finita la Guerra, la nascente repubblica inizia a riprendere le normali funzioni istituzionali fra cui anche quella dedicata alla cura e alla conservazione del Patrimonio artistico, scoprendo così i saccheggi avvenuti con la compiacenza della Repubblica di Salò e inizia la ricerca delle opere trafugate: venuti a conoscenza del lavoro svolto da Siviero e i suoi uomini durante il conflitto, il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi decide di affidare a Siviero l’incarico ufficiale del recupero delle opere trafugate affidandogli pieni poteri (con il ruolo di Plenipotenziario Ministeriale) e si reca in Germania per discutere della restituzione delle opere trafugate dai nazisti con i responsabili del Governo Militare Alleato.

(l'Hermes di Lisippo recuperato in mostra nel 1947 davanti al Presidente De Gasperi, Siviero, Il Presidente della Repubblica De Nicola - Foto © Museo Casa Siviero)

(l’Hermes di Lisippo recuperato in mostra nel 1947 davanti al Presidente del Consiglo De Gasperi, Siviero, Il Presidente della Repubblica De Nicola – Foto © Museo Casa Siviero)

Inizia quindi la fase più lunga, proficua (e magari meno avventurosa e rischiosa, ma pur sempre affascinante) che riporta dalla fine del conflitto a tutti gli anni 50 centinaia di opere d’arte trafugate dai nazisti, fra cui diversi capolavori degli Uffizi, dei musei di Capodimonte (come la Danae di Tiziano) e del Museo Archeologico di Napoli (come l’Hermes di  Lisippo); Siviero, finito l’incarico istituzionale, continua a collaborare fino alla sua morte del 1983 alla ricerca e recupero di capolavori sotratti durante la Guerra ma anche a casi di furti, come quello che permette il recupero nel 1973 della Madonna col Bambino del Masaccio, recuperata da lui durante la Seconda Guerra Mondiale e rubata nel 1971 dalla Collezione Loeser a Palazzo Vecchio (e ora agli Uffizi).

Non è stato tutto rosa e fiori neanche nella collaborazione con il Governo: spesso Sivierio ha dovuto lamentare la poca collaborazione fra soprintendenze e uffici nell’opera di catalogazione e recupero delle opere d’arte, della loro gestione e della mancanza di un coordinamento nella tutela delle stesse…. oggi grazie anche al lavoro di Siviero e alla catalogazione delle opere operata in questi decenni, molto è migliorato ma ancora si deve superare certi aspetti burocratici legati alla gestione e tutela di queste opere.

(L'interno del Museo Casa Siviero - - Foto © Museo Casa Siviero)

(L’interno del Museo Casa Siviero – – Foto © Museo Casa Siviero)

Una vita dedicata all’Arte e alla sua tutela che non dico meriterebbe un film (o anche solo una fiction), ma forse la stessa attenzione che si sta dando alle vicende raccontate in Monuments Men e i suoi protagonisti, ma chissà quanti Siviero o quanti Monuments Men sono esistiti o esistono ancora sparsi nel Mondo a cui dobbiamo la possibilità di vedere capolavori e oggetti che rendono la Storia dell’Arte e della cultura così belli? Quanti sanno ad esempio degli eroici custodi che nascosero opere importanti e le risparmiarono ai saccheggi durante la Guerra in Iraq del 2003? O quanti sanno le identità dei custodi che salvarono migliaia di preziosi rotoli dalle devastazioni dei guerriglieri islamici durante la guerra civile in Mali pochi anni fa? O alle altre decine di piccole storie dimenticate dalla Grande  Storia e di cui magari ignoriamo l’esistenza?

Lapide a Guardistallo sulla casa dove nacque Rodolfo Siviero - Foto © Giovanni Baldini & ResistenzaToscana.it)

Lapide a Guardistallo sulla casa dove nacque Rodolfo Siviero – Foto © Giovanni Baldini & ResistenzaToscana.it)

Spero un giorno di poter vedere sul piccolo o sul grande schermo anche la storia di questo eccezionale storico dell’arte toscana al quale dobbiamo molto… per le visite al Museo Casa Siviero consultate il Sito Ufficiale  del Museo o il sito dell’associazione Amici dei Musei Fiorentini

P.S: Il pezzo è volutamente uscito in occasione dell’anniversario del bombardamento di Montecassino che il giorno dopo la ricorrenza di quello di Dresda, avvenuto il giorno prima e che distrusse completamente la città tedesca, soprannominato “la Firenze tedesca” per l’enorme quantità di monumenti e opere d’arte contenute nella città… il bombardamento non fu solo un’enorme perdita di persone innocenti (si stima fra le 25.000 e 35.000 vittime civili), ma fu anche un pesante tributo al patrimonio artistico tedesco, quasi un perverso contrappasso per quello che stavano facendo al patrimonio artistico europeo….

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