due giorni, tre eroi …..

Don Giuseppe Diana

Fra Ieri e Oggi è doveroso ricordare tre figure che hanno fatto del portare fino in fondo e fino alla morte il loro ideale senza compromessi e senza mediare la Verità.

Il 19 Marzo di 20 anni fa la Camorra uccideva in maniera brutale Don Giuseppe Diana, Nato a Casal di Principe (CA) il 4 Luglio 1958, eroico prete di frontiera che fu fra i primi a incoraggiare i suoi concittadini a ribellarsi al sistema di potere instaurato dalla Camorra a Casal di Principe e che per questo pago con la vita.

I Mandanti e l’esecutore materiale sono stati processati e condannati e l’esempio di Don Diana ha dato inizio a quella lenta ma inesorabile voglia di riscatto sociale che coinvolge sempre maggiori persone nella Campania e non solo. Don Giuseppe Diana è famoso anche per uno splendido scritto intitolato “Per Amore del Mio Popolo” scritto nel Natale del 1991:

« Siamo preoccupati

Assistiamo impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della camorra. Come battezzati in Cristo, come pastori della Forania di Casal di Principe ci sentiamo investiti in pieno della nostra responsabilità di essere “segno di contraddizione”. Coscienti che come chiesa “dobbiamo educare con la parola e la testimonianza di vita alla prima beatitudine del Vangelo che è la povertà, come distacco dalla ricerca del superfluo, da ogni ambiguo compromesso o ingiusto privilegio, come servizio sino al dono di sé, come esperienza generosamente vissuta di solidarietà”.

La Camorra

La Camorra oggi è una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana. I camorristi impongono con la violenza, armi in pugno, regole inaccettabili: estorsioni che hanno visto le nostre zone diventare sempre più aree sussidiate, assistite senza alcuna autonoma capacità di sviluppo; tangenti al venti per cento e oltre sui lavori edili, che scoraggerebbero l’imprenditore più temerario; traffici illeciti per l’acquisto e lo spaccio delle sostanze stupefacenti il cui uso produce a schiere giovani emarginati, e manovalanza a disposizione delle organizzazioni criminali; scontri tra diverse fazioni che si abbattono come veri flagelli devastatori sulle famiglie delle nostre zone; esempi negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri laboratori di violenza e del crimine organizzato.

Precise responsabilità politiche

È oramai chiaro che il disfacimento delle istituzioni civili ha consentito l’infiltrazione del potere camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempie un vuoto di potere dello Stato che nelle amministrazioni periferiche è caratterizzato da corruzione, lungaggini e favoritismi. La Camorra rappresenta uno Stato deviante parallelo rispetto a quello ufficiale, privo però di burocrazia e d’intermediari che sono la piaga dello Stato legale. L’inefficienza delle politiche occupazionali, della sanità, ecc; non possono che creare sfiducia negli abitanti dei nostri paesi; un preoccupato senso di rischio che si va facendo più forte ogni giorno che passa, l’inadeguata tutela dei legittimi interessi e diritti dei liberi cittadini; le carenze anche della nostra azione pastorale ci devono convincere che l’Azione di tutta la Chiesa deve farsi più tagliente e meno neutrale per permettere alle parrocchie di riscoprire quegli spazi per una “ministerialità” di liberazione, di promozione umana e di servizio. Forse le nostre comunità avranno bisogno di nuovi modelli di comportamento: certamente di realtà, di testimonianze, di esempi, per essere credibili.

Impegno dei cristiani

Il nostro impegno profetico di denuncia non deve e non può venire meno. Dio ci chiama ad essere profeti.

  • Il Profeta fa da sentinella: vede l’ingiustizia, la denuncia e richiama il progetto originario di Dio (Ezechiele 3,16-18);

  • Il Profeta ricorda il passato e se ne serve per cogliere nel presente il nuovo (Isaia 43);

  • Il Profeta invita a vivere e lui stesso vive, la Solidarietà nella sofferenza (Genesi 8,18-23);

  • Il Profeta indica come prioritaria la via della giustizia (Geremia 22,3 -Isaia 5)

Coscienti che “il nostro aiuto è nel nome del Signore” come credenti in Gesù Cristo il quale “al finir della notte si ritirava sul monte a pregare” riaffermiamo il valore anticipatorio della Preghiera che è la fonte della nostra Speranza.

NON UNA CONCLUSIONE: MA UN INIZIO

Appello

Le nostre “Chiese hanno, oggi, urgente bisogno di indicazioni articolate per impostare coraggiosi piani pastorali, aderenti alla nuova realtà; in particolare dovranno farsi promotrici di serie analisi sul piano culturale, politico ed economico coinvolgendo in ciò gli intellettuali finora troppo assenti da queste piaghe”. Ai preti nostri pastori e confratelli chiediamo di parlare chiaro nelle omelie ed in tutte quelle occasioni in cui si richiede una testimonianza coraggiosa. Alla Chiesa che non rinunci al suo ruolo “profetico” affinché gli strumenti della denuncia e dell’annuncio si concretizzino nella capacità di produrre nuova coscienza nel segno della giustizia, della solidarietà, dei valori etici e civili (Lam. 3,17-26). Tra qualche anno, non vorremmo batterci il petto colpevoli e dire con Geremia “Siamo rimasti lontani dalla pace… abbiamo dimenticato il benessere… La continua esperienza del nostro incerto vagare, in alto ed in basso,… dal nostro penoso disorientamento circa quello che bisogna decidere e fare… sono come assenzio e veleno”. »

(Forania di Casal di Principe (Parrocchie: San Nicola di Bari, S.S. Salvatore, Spirito Santo – Casal di Principe; Santa Croce e M.S.S. Annunziata – San Cipriano d’Aversa; Santa Croce – Casapesenna; M. S.S. Assunta – Villa Literno; M.S.S. Assunta – Villa di Briano; SANTUARIO DI M.SS. DI BRIANO))

 

Dal 2006 Il messaggio di Don Diana è portato avanti dal Comitato Don Peppe Diana, ONLUS che raduna numerosi associazioni (come Agesci, Legambiente e molte altre) che porta avanti programmi di educazione alla Legalità e al rispetto delle regole.

 

Oggi Invece venivano assassinati mentre compivano il loro dovere, ossia informare il pubblico di quello che stava accadendo nel complicato calderone della Somalia dei Signori della Guerra la giornalista romana Ilaria Alpi e il Fotografo e Reporter triestino Miran Hrovatin, che erano lì come inviati del TG3 e che furono uccisi probabilmente perchè le loro inchieste stavano tocccando argomenti “scomodi” (Traffico d’armi, smaltimento rifiuti tossici) per chi gestiva affari illeciti.

Ilaria Alpi Miran Hrovatin

 

A tutt’oggi putroppo non sono stati definiti in modo chiaro i mandanti e i reali esecutori di questo assassinio.

Dal 1995 il premio giornalistico “Premio Ilaria Alpi” ricorda la memoria e l’impegno della giornalista italiana premiando i giornalisti e le inchieste più interessanti del giornalismo italiano e internazionale.

Tre storie, tre persone che hanno fatto della ricerca e della diffusione della Libertà e della Legalità capisaldi delle loro esistenze …. quella Legalità che predica da sempre Libera, associazione nata nel 1995 dalla mente e dalle azioni di Don Luigi Ciotti, che promuove la Legalità, il rispetto delle leggi, la Giustizia Sociale e la lotta contro le Mafie e ogni criminalità organizzata che con le sue azioni incide sulle Libertà individuali e sui diritti della Società Civile.

Libera Giornata della Memoria

Il 21 Marzo Libera celebra ogni anno la Giornata per la Memoria e l’Impegno in ricordo delle vittime della Mafia, della Camorra, della ‘Ndrangheta e di tutte le associazioni criminali; il 22 a Latina ci sarà il Raduno Nazionale, se volete partecipate pure, trovate tutte le info sul Sito e su la Pagina FB ufficiale.

 

 

Ricordare, non tacere, per Amore….

 

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