La prima Rece non si scorda Mai – La Principessa Mononoke

Nuovo appuntamento con la Rece cinematografica, oggi vi parlo di un film d’animazione a cui sono molto legato che, complice la Festa del Cinema in corso fino al 15 Maggio in tutta Italia, ho avuto il piacere di rigodermi sul grande schermo: sto parlando di La Principessa Mononoke.

 

(Il Manifesto del Film - Foto © Studio Ghibli 1997/Lucky red 2014)

(Il Manifesto del Film – Foto © Studio Ghibli 1997/Lucky red 2014)

 

 

LA TRAMA – In un Giappone sconvolto dalle guerre feudale, la tranquillità raggiunta dall’isolamento in una placida vallata del Clan Emishi viene turbato dall’attacco di uno spirito demoniaco, che viene fermato dall’intervento di Ashitaka, giovane membro e futura guida del Clan; ma nel fermarlo la bestia, prima di spirare, getta una maledizione sul corpo di Ashitaka, infettando il suo braccio della malvagità che lo spirito nutre verso gli umani.

(Ashitaka - Foto © Studio Ghibli 1997/Lucky red 2014)

(Ashitaka – Foto © Studio Ghibli 1997/Lucky red 2014)

 Si scopre che la causa dell’attacco della Divinità Cinghiale (mutatosi in demone malvagio) è stata causata da un proiettile di ferro usato contro di lui dagli uomini; Ashitaka, per non attirare la maledizione sul Villaggio, lo lascia e si dirige verso il Nord, terra d’origine della Divinità, anche in seguito alle voci che vogliono in quei territori la presenza di un’altra divinità animale (il Dio Bestia)  che potrebbe guarirlo dal maleficio.

Nel suo viaggio incontra la forte e rivoluzionaria Lady Eboshi, padrona di un villaggio-fortezza e della sua fucina per il ferro e San, definita dagli abitanti del villaggio di Eboshi la “principessa Spettro” (che da il titolo al Film), che combatte contro il villaggio con le divinità animali della montagna….. Favola da tratti più adulti ma sempre stupenda quella raccontata nel 1997e portata sui nostri schermi dalla Lucky Red dal genio del Maestro Hayao Miyazaki (Nausicaa nella Valle del Vento, Laputa, Porco Rosso e Totoro, solo per citare i più famosi).

(San - Foto © Studio Ghibli 1997/Lucky red 2014)

(San – Foto © Studio Ghibli 1997/Lucky red 2014)

 L’ANIMAZIONE –  Stupisce come sempre la freschezza delle animazioni con tecnica tradizionale (anche se in questa occasione lo Studio Ghibli aggiunse anche tecniche in CGI per l’animazione su scene di massa) di questo film realizzato nel 1997 che tiene tranquillamente il passo di molte animazioni odierne presenti nei cinema; stupisce per la ricchezza dei dettagli sia nelle scene di massa che nei paesaggi, oltre che della cura nei singoli personaggi e nel loro aspetto.

IL DOPPIAGGIO – Lo ammetto senza difficoltà: sono un grande fan di Miyazaki e all’epoca non ci pensai due volte a prendere il DVD Pack che Buena Vista fece uscire dei principali film Ghibli, incluso anche per l’appunto Mononoke.

Personalmente ho apprezzato molto il doppiaggio nuovo della Lucky Red: De Angelis rende bene la fierezza e l’integrità del personaggio di Ashitaka (anche Quarta aveva fatto un bel lavoro, sia chiaro); Joy Saltarelli l’aveva già apprezzata in Porco Rosso e mi è piaciuta anche nel ruolo della ragazza-lupo San (Laura Renghi mi era piaciuta un pò meno, per quanto l’apprezzi in molti altri suoi lavori); riconfermata Alessandra Cassioli come voce di Eboshi, decisamente credibile nel rendere questa donna fuori dagli schemi e dalle convenzioni in un Giappone estremamente rigido.

Menzione speciale per Pino Insegno nel ruolo del monaco Jiko-Bō, ricoperto nella versione Buena Vista da Giorgio Lopez: si è comportato bene e ha saputo caratterizzare il dualismo del personaggio.

(il Dio Bestia - Foto © Studio Ghibli 1997/Lucky red 2014)

(il Dio Bestia – Foto © Studio Ghibli 1997/Lucky red 2014)

 IL MESSAGGIO – E’ noto come Miyazaki inserisca tematiche forti nelle sue storie dove, nonostante siano animazioni molto accattivanti anche per Famiglie e bambini, sono assai profondi i messaggi che inserisce.

La scelta del periodo storico in cui inserisce la storia (Il Giappone feudale in pieno conflitto fra Sgogun e signori locali), unito alle conseguenze ambientali dell’attività umana agli albori della siderurgia legata alle armi da fuoco non è casuale: serve a spiegare il difficile rapporto fra l’Uomo e l’Ambiente e di come basta poco a sconvolgerne i delicati equilibri e a scatenare la reazione anche violenta della stessa Natura per riequilibrare quanto stravolto dall’Uomo.

Ashitaka è facilmente identificabile con chi vuole mantenere l’equilibrio fra l’Uomo e l’Ambiente, fra il rispetto della Natura che ci circonda e le esigenze umane di crescita; di contraltare San vuole preservare e difendere la Natura, ma non accetta compromessi con la cultura dell’Uomo, per lei è “o Noi o Loro”.

(Eboshi e i suoi Uomini - Foto © Studio Ghibli 1997/Lucky red 2014)

(Eboshi e i suoi Uomini – Foto © Studio Ghibli 1997/Lucky red 2014)

 Eboshi rappresenta lo spirito di superamento dei limiti umani e dei preconcetti: in un Giappone feudale e chiuso e sopratutto maschilista, lei comanda un villaggio, gestisce la fucina comandando anche uomini, tratta direttamente il commercio del Ferro con i vari Signori della Guerra, ma vuole anche migliorare le condizioni della sua gente, li tratta come suoi pari e mette le donne del villaggio al vertice di quella “società”.

Intenti nobili, ma per attuarli non si pone scrupolo di entrare in conflitto con le divinità animali e di devastare l’ambiente dove vivono, non calcolando le conseguenze del suo gesto… Il Film dunque ci insegna che dobbiamo rispettare e convivere con la Natura, rispettare i suoi ritmi e non adattarla ai nostri o stravolgere i suoi equilibri, perchè la Natura sa come riprendersi quel che le viene tolto e quando lo fa (pensiamo agli sconvolgimenti climatici causati dall’effetto serra e la deforestazione che stiamo solo ora in parte risolvendo), lo fa con immane violenza.

In conclusione? se avete tempo entro il 15 Maggio cercatevi questo film nel cinema più vicino, oppure aspettate la sua uscita in DVD o Blue ray, perchè ne vale davvero la pena da vedere, perchè un film di Miyazaki è sempre un qualcosa di molto bello da vedere (sui film di Miyazaki figlio invece specie il primo ha deluso molto), BUONA VISIONE !!!

 

 

P.S: Menzione assolutamente speciale per la colonna sonora realizzata da Joe Hisaishi, semplicemente stupenda:

 

 

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