100 anni fa, lo Medz Yeghern….

(Prigionieri armeni in marcia - foto Wikipedia/Croce Rossa americana - 1915)

(Prigionieri armeni in marcia – foto Wikipedia/Croce Rossa americana – 1915)

Nella notte fra il 23 e 24 Aprile del 1915, l’allora Impero Ottomano, dette inizio a uno dei più terribili ma poco citati genocidi della storia: quello degli Armeni.

Noto anche come Medz Yeghern (“Grande Crimine”), per decenni questa terribile tragedia fu messa in ombra e quasi del tutto taciuta per convenienza, sia durante il secondo conflitto mondiale (la neonata Turchia di Ataturk manifestava simpatie per la Germania Nazista e gli alleati temevano una scesa in campo al fianco dei nazisti) sia nel periodo della Guerra Fredda per lo schieramento della Turchia a fianco della NATO e degli USA, solo negli anni 90, quando l’UE altri paesi iniziarono a riconoscere il genocidio armeno e a dare visibilità a questo evento.

(Una mappa storica del genocidio armeno - Internazionale & Centro Studi Armeni 2015)

(Una mappa storica del genocidio armeno – Internazionale & Centro Studi Armeni 2015)

Attualmente solo 22 Paesi (tra cui Italia, Vaticano, Svezia, Libano e Russia; gli USA potrebbero aggiungersi a breve, dopo una lunga discussione), mentre la Turchia nega da sempre il genocidio, adducendo che le vittime furono cause di rivolte, epidemie e altre situazioni che portarono l’esercito turco a uccidere gli armeni; nei decenni invece grazie a sopravvissuti e documenti ufficiali, sono state accertate come le deportazioni di massa, l’arresto e la condanna ai lavori forzati come pretesto per radunare e uccidere tutti i maschi adulti in età d’armi e l’arresto immediato nelle primissime ore del Genocidio di tutti gli armeni che ricoprivano posizioni in politica, esercito, comunità intellettuale e finanziaria fossero state pianificate, approvate e caldeggiate dai Giovani Turchi.

(Un momento della cerimonia commemorativa a Erevan - Kirill Kudryavtsev, Afp & Internazionale 2015)

(Un momento della cerimonia commemorativa a Erevan – Kirill Kudryavtsev, Afp & Internazionale 2015)

Non si sa un numero preciso delle vittime: le stime armene hanno sempre parlato di quasi 2 Milioni, i turchi minimizzano parlando di appena 250.000 vittime, stime di studiosi di parte terza attestano almeno 1 Milione di vittime, sommando anche quelle causate dalla rivolta del 1894 -96 contro il Sultano Abdul Ahmid II, che temeva l’adesione degli armeni alla Russia.

Sulla questione della tragedia sono stati scritti molti libri, graphic novel e film divenuti famosi: da La Masseria delle Allodole, romanzo della scrittice italo-armena Antonia Arslan, da cui nel 2007 trassero un film i Fratelli Taviani, che racconta le vicende attraverso gli occhi di una famiglia armena; Ararat, un film del 2002 del regista armeno Atom Egoyan, che racconta il genocidio attraverso le vicende familiari di un regista che deve fare un documentario sulla vicenda; Bella anche la Grafica Novel dell’italiano Paolo Cossi uscita nel 2007 “Medz Yeghern – Il Grande Male” per Hazard Edizioni.

Una scena de La Masseria delle Allodole - Foto © 01 Distribution 2007)

Una scena de La Masseria delle Allodole – Foto © 01 Distribution 2007)

Ricordare in questi giorni, il giorno prima del 70° della Liberazione, dopo la terribile immagine di becero razzismo del nostro popolo espresso dai politicanti amanti del populismo più becero e dei leoni da tastiera dal razzismo facile é importante per due motivi: 1) perché non esistono genocidi di serie A o B, tutti devono essere ricordati e condannati alla stessa maniera; 2) Perché l’Italia in quell’occasione dimostrò accoglienza e compassione per tutti coloro che riuscirono a fuggire, ospitando molti dei rifugiati nelle sue comunità armene storiche (come quella di Venezia ad esempio), un esempio di accoglienza e spirito umanitario che oggi sembra del tutto perso.

(L'edizione francese di Medz Yeghern di Paolo Cossi - © Darguad & Paolo Cossi)

(L’edizione francese di Medz Yeghern di Paolo Cossi – © Darguad & Paolo Cossi)

E’ anche importante perchè sembra tornato a farsi forte anche il negazionismo e il revisionismo storico, che va combattuto ad ogni costo, specie ora che di anno in anno i testimoni viventi e oculari di quelle tristi vicende spariscono di anno in anno….

#NonCancellereteLaMemoria

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