La Prima Rece non si scorda Mai – Francofonia

Nuovo appuntamento con la rece cinematografica, stavolta vi parlo dell’ultimo film di Aleksandr Sokurov (Arca Russa, Padre & Figlio e Moloch) dedicata al Museo del Louvre di Parigi e alle vicende che lo hanno riguardato durante la Seconda Guerra Mondiale: Francofonia.

(Il Manifesto del Film - Foto © Academy Two 2015)

(Il Manifesto del Film – Foto © Academy Two 2015)

 

 

LA TRAMA – Attraverso il racconto dello stesso Sokurov, seguiamo le vicende del Direttore del Louvre nel 1940, Jacques Jaujard (Louis-Do de Lencquesaing – Paris Manhattan, Superstar e 20 Anni di Meno), dopo l’occupazione tedesca della Francia e del suo incontro con  il conte e gerarca nazista Franz Graf Wolff-Metternich (Benjamin Utzerath – al suo primo film dopo una lunga serie di TV Movie e serie tv tedesche), responsabile del Patrimonio Culturale dei paesi sottomessi alla Germania.

 

(I nazisti all'interno del Louvre - Foto © Academy Two 2015)

(I nazisti all’interno del Louvre – Foto © Academy Two 2015)

 

Attraverso le loro vicende ripercorriamo il silenzioso lavoro che Jaujard prima da solo e poi, con l’inaspettato aiuto di Metternich, contribuì ad evitare la dispersione e la deportazione delle opere francesi e di quelle del Louvre nella Germania di Hitler, dove rischiavano di essere spartite fra i gerarchi nazisti….. Molto particolare e di non facile lettura questo film a metà fra lo storico/documentaristico e atmosfere surreali per il regista russo.

 

(Metternich/Utzerath e Jaujaird/Lencquesaing - Foto © Academy Two 2015)

(Metternich/Utzerath e Jaujaird/Lencquesaing – Foto © Academy Two 2015)

 

 

LA REGIA – Sokurov confeziona un film a metà fra il documentario e il film storico (usando documenti d’epoca e ricostruzioni con set e scene girate nel Louvre e in altri luoghi dove furono messe al sicuro le opere del museo e di altri musei e luoghi d’arte) a un racconto a metà fra l’onirico e il surreale, dove fantasmi (quello di Napoleone, interpretato da Vincent Nemeth – Per Sesso o Per Amore, Transporter e Il Capitale Umano; e quello della Marianne, interpretata da Johanna Korthals Altes, al suo debutto) vagano per le sale del Louvre a ricordarne la storia o delle interazioni che il regista ha con i due protagonisti della pellicola Jaujaurd & Metternich.

 

(Napoleone/Nemeth davanti a uno dei suoi ritratti - Foto © Academy Two 2015)

(Napoleone/Nemeth davanti a uno dei suoi ritratti – Foto © Academy Two 2015)

 

La prima parte del film è molto confusionaria e non fa capire bene all’inizio quale sia il reale scopo del regista, se raccontare una reale vicenda storica o romanzarci sopra; nella seconda il regista riesce a dare un taglio decisamente più storico, ma permangono le distrazioni causate dai continui salti fra presente e passato operati dal regista, che sembra impegnato a voler raccontare anche la fantomatica storia di un cargo in balia delle onde che trasporta opere d’arte (ma che dovrebbe essere una metafora di come l’arte e la cultura siano da sempre nella storia in balia dei cataclismi, in questo caso delle guerre e dei saccheggi operati dagli eserciti). Purtroppo a mio giudizio il film non riesce a centrare in pieno l’obbiettivo di far scoprire  allo spettatore la vicenda storica per perdersi troppo nella dimensione molto particolare della visuale del regista.

(Marianne/Althes e Napoleone/Nemeth - Foto © Academy Two 2015)

(Marianne/Althes e Napoleone/Nemeth – Foto © Academy Two 2015)

 

IL CAST – Difficile dire se il cast sia stato all’altezza: le interpretazioni dei due protagonisti (Lencquesaing e Utzerath) non danno particolare spessore ai personaggi, così come il resto del cast composto da Nemeth e dalla Altes, quasi non fossero loro a raccontare la storia, dove invece la voce narrante e la visione di Sokurov prende il sopravvento.

(Una foto di Jaques Jaujaird - Foto © The Time Of Israel 2014)

(Una foto di Jaques Jaujaird – Foto © The Time Of Israel 2014)

 

 

IL MESSAGGIO – Sokurov sfrutta l’analogia con la depredazione e la distruzione causate dai conflitti e dalle manie di grandezza dei grandi conquistatori del passato (è ad esempio ironico che si deve alla mania di grandezza e di voler mostrare la sua immagine trionfante di Napoleone se è nato il Louvre, dove riversò tutte le opere d’arte depredate in Egitto, in Italia e in altre campagne militari) con l’ossessione di avere per se l’arte di tutto il mondo di Hitler e del nazismo (che aveva una apposita sezione di ricerca e cattura delle opere d’arte, sulle cui tracce si metteranno poi in caccia i Monuments Men americani o il nostro Siviero, ad esempio) e l’attinenza con il commercio clandestino di beni archeologici o la distruzione che l’ISIS opera nei territori sotto suo controllo, quasi un filo rosso che lega ogni conflitto della storia all’altro.

Attraverso questo film scopriamo che persino due mondi contrapposti come quello di Jaujuard, vicino alla resistenza francese e desideroso di salvare dalle grinfie naziste le opere d’arte, e quello di Metternich, gerarca nazista ma amante e grande difensore della cultura, che sfrutta la burocrazia per rallentare il possibile esodo delle opere dalla Francia alla Germania, si trovano a stare fianco a fianco animati da un solo grande ideale: preservare il bello e la cultura, perché sanno che la guerra finirà e su quello si dovrà ricostruire una società ora distrutta e impaurita dagli orrori della guerra e del totalitarismo nazista.

In conclusione? quantomeno Sokurov merita una visione solo per far conoscere la storia di questi due personaggi e del loro contributo a salvare l’arte del Louvre, almeno per quello vale la pena di una visione, per poi magari approfondire con libri e ricerche, BUONA VISIONE !

 

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