La Prima Rece non si scorda Mai – Genitori

Nuovo appuntamento con la rece cinematografica, stavolta vi parlo di un documentario molto delicato e bello, Genitori.

(Il Manifesto del film - Foto © Nefertiti Film/Rai Cinema 2015)

(Il Manifesto del film – Foto © Nefertiti Film/Rai Cinema 2015)

 

 

LA TRAMA – Da oltre sedici anni un gruppo di genitori con figli disabili (di varie tipologie, da quelle mentali a quelle fisiche, nati o divenuti in seguito a incidenti) si ritrovano ogni quindici giorni presso i locali dell’associazione Vivere Insieme Onlus di San Vito al Tagliamento, in Friuli, per parlare, discutere e confrontarsi della loro quotidiana vita a contatto con le difficoltà (ma anche i momenti di gioia) della vita dei loro cari affetti da disabilità e di come si ripercuote sulle loro.

 

(Il regista durante uno degli incontri del gruppo -Foto © Nefertiti Film/Rai Cinema 2015)

(Il regista durante uno degli incontri del gruppo -Foto © Nefertiti Film/Rai Cinema 2015)

 

Attraverso le loro storie, il gruppo è diventato a suo volta una famiglia unita, dove ci sostiene e si trova affetto, amicizia e umanità, tanto che alcuni continuano a frequentare il gruppo anche dopo la morte dei loro figli o dei loro familiari, per raccontare la loro esperienza e sostenere i nuovi entrati…. splendido documentare nella sua terra d’origine per Alberto Fasulo (Rumore Bianco, Tir), che ci fa entrare, con estrema naturalezza, nel mondo delle famiglie con figli o parenti disabili.

LA REGIA – Fasulo confeziona un documentario semplice ma che ben ci cala nelle vicende personali dei 14 protagonisti, dei quali scopriamo la storia personale e le vicende dei loro cari durante le riunioni e alcuni brevi momenti in cui si presentano alla telecamera.

 

 

Fasulo segue mostrandoci le facce, le espressioni e le reazioni che i membri del gruppo vivono mentre raccontano la loro quotidianità, ma raccontandosi anche davanti alla telecamera dei momenti difficili o delle grandi sfide che hanno dovuto sostenere dopo quel giorno in cui hanno capito che il loro figlio o il loro familiare non avrebbe avuto una vita “normale”.

Non assistiamo al classico clichè del pietismo, per cui dobbiamo vedere e provare compassione per il disabile e per i suoi familiari, che la società tende a identificare come persone “sfortunate”, ma vediamo invece le storie di quelli che definirei senza tanti problemi 14 eroi, che meritano questa definizione per un semplice motivo: volere e riuscire a far vivere e a vivere nel mondo “civile” loro e i loro cari, non permettendo che vengano o siano trattati come cittadini “diversi” dagli altri, ma consapevoli della loro condizione, dei limiti (fisici e mentali) che comporta, ma desiderosi di non porseli, per dimostrare che non hanno niente di “diverso” dagli “altri”.

 

(due delle protagoniste del gruppo e del documentario - Foto © Nefertiti Film/Rai Cinema 2015)

(due delle protagoniste del gruppo e del documentario – Foto © Nefertiti Film/Rai Cinema 2015)

 

IL CAST – Non si può parlare di Cast vero, visto che il documentario racconta e mostra persone reali che semplicemente portano in “scena” se stessi, con le loro debolezze e le loro forze.

Ci troviamo di fronte a 14 persone decisamente forti, per quello che sono riusciti ad affrontare e raggiungere come risultati nella vita, ma che condividono anche debolezze, momenti difficili, prove forti, senza filtri o censure, davanti a una telecamera, a un oggetto estraneo che li guarda, li scruta e li analizza.

IL MESSAGGIO – Credo che il messaggio sia ben riassumibile in una frase che dice una mamma di una figlia (morta nel frattempo) alla domanda su cosa avrebbe avuto bisogno come aiuto: “Una Famiglia con un Disabile è una FAMIGLIA disabile”.

Troppo spesso pensiamo che basti pensare all’aspetto medico (cure, farmaci, assistenza domiciliare, medici) per aiutare un Disabile ad avere una vita “normale”, ma si dimentica del tutto che quel disabile ha un padre, una madre, magari un fratello o una sorella, che anche loro hanno bisogno di aiuto, ma non fisico o medico, sociale.

E’ qui che scopriamo la forza di questo gruppo di persone, accomunate dall’avere un familiare disabile: sentire storie simili alla loro, sapere che altri ci sono o ci stanno passando, consigliarsi, capire sopratutto una cosa: a parte la condizione fisica o mentale, i loro familiari sono persone come le altre, hanno esigenze come le altre (è in qualche modo comico il dialogo fra mamme quando commentano su come spiegare l’educazione sentimentale e sessuale ai loro figli, ma anche di una tenerezza e di un amore materno che non potete immaginare), che tutti e dico proprio TUTTI raggiungono un punto di rottura (vi lascerà sicuramente impietriti sentire quando alcuni parleranno che sono stati vicini a pensare di farla finita assieme al loro familiare alla paura del “dopo di noi”, ossia se loro fossero morti prima del figlio o familiare disabile), se non sono aiutati a non sentirsi soli che non è “mi mandavano una lista con le signore per fare le pulizie, ma io non avevo bisogno di quello” “e di cosa ha bisogno signora?” “non lo so”, come spiega una mamma di un ragazzo disabile dopo un incidente quando poi la indirizzarono al gruppo dell’associazione.

In conclusione?

Andate a vederlo, forse uscirete un po con il magone, ma uscirete arricchiti, chiedete alle associazioni di farlo proiettare, fatelo vedere a scuola, nel vostro cineclub di fiducia (come sempre un GRAZIE immenso al Cineclub Agorà e ai piccoli gioielli che fa scoprire e riscoprire ogni volta), insomma non perdete occasione, BUONA VISIONE !!!

 

 

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