La Prima Rece non si Scorda Mai – Logan

Nuovo appuntamento con la rece cinematografica, oggi vi parlo del capitolo finale che manda, almeno per ora, il personaggio di Logan/Wolverine degli X-Men a riposo dal Marvel Cinematic Universe e chiude quella parte di carriera dell’attore che lo ha reso al meglio al cinema, Hugh Jackman: Logan  

(Il Manifesto del Film – Foto © Marvel Studios/20th Century Fox 2017)

LA TRAMA – Nel 2029, i mutanti sono quasi estinti, non ne nascono di nuovi, i primi storici mutanti sono quasi tutti morti e scomparsi. al confine fra USA e Messico, troviamo un vecchio e stanco Logan/Wolverine (Hugh Jackman – Le saghe di X-Men e Logan, Real Steel e Les Miserables), che fa l’autista di limousine per racimolare soldi per comprare una barca e le medicine per sedare un vecchio e ormai vicino alla demenza senile Xavier (Patrick Stewart – Dune, la saga di Star Trek, la saga di X-Men), incapace di controllare i suoi poteri psichici e accudito da Logan con l’aiuto del mutante Calibano (Stephen Merchant – Hot Fuzz, Burke & Hare, l’Acchiappadenti); inoltre, sembra molto indebolito e il fattore rigenerante non sembra funzionare più come un tempo.

(Logan/Jackman – © Marvel Studios/20th Century Fox 2017)

 

Un giorno viene avvicinato da un’infermiera messicana, Gabriela (Elisabeth Rodriguez – Il Remake di Miami Vice, Chi é senza Colpa), che le chiede di portare lei e sua figlia, Laura (Dafne Keen – La serie TV Refugees) verso il Nord, in un posto chiamato Eden, dietro una ricca ricompensa in denaro…. ma sulle tracce delle due c’è il capo della sicurezza della Transingen, multinazionale genetica per la quale lavorava Gabriela, Donald Pierce (Boyd Holbrook – The Host, Jane Got a Gun e Morgan), un umano tecnopotenziato; intanto Logan scopre che Laura non è la figlia di Gabriela, ma qualcosa di molto speciale…. Film dell’assoluto riscatto per James Mangold (Cop Land, Ragazze Interrotte, Wolverine l’Immortale e il remake di Quel Treno per Yuma), dopo il non del tutto riuscito precedente capitolo dedicato al Mutante d’adamantio, che qui si riscatta con una vera e propria “cavalcata finale” del personaggio.

(Logan e Xavier/Stewart – © Marvel Studios/20th Century Fox 2017)

LA REGIA – Mangold confeziona un film che sempre il più classico canovaccio di road western movie, con un uomo in fuga dal suo passato che viene chiamato ad un ultimo grande atto di eroismo, in questo caso salvare una ragazzina che sembra essere molto speciale e con un ruolo futuro importante da giocare.

La regia di Mangold è lineare, diretta, niente flashback o richiami forzati, i richiami agli X-Men, al passato, a quello successo ci sono, ma messi semicelati, non troppo palesi ma, per il fan Marvel e X-Men, ben riconoscibili; i personaggi, anche i comprimari, sono ben delineati, hanno tutti il loro momento da giocarsi nel film, sono una pedina dietro l’altro nello scacchiere tessuto da Mangold.

(Logan contro Pierce/Holbrook – © Marvel Studios/20th Century Fox 2017

Il resto lo fa una fotografia superba (John Mathieson – Il Gladiatore, Hannibal, Robin Hood di Scott, per dirne alcuni) e una regia che ci fa attraversare l’America delle mille contraddizioni, dai deserti di povertà ai confini del Messico alle illusioni delle grandi metropoli fino ai confini con il Canada (e anche qui, si torna dalle parti di Logan); le sequenze d’azione, cruente ma mai gratuite o fanservice, tutte funzionali alla storia, girate in modo eccellente.

(Laura/Knee – © Marvel Studios/20th Century Fox 2017)

IL CAST – Superbo. Jackman è probabilmente nella sua interpretazione migliore non solo di Wolverine, ma della vita, perfetto nel ruolo di un uomo stanco di combattere, di incassare colpi, desideroso solo di arrivare dignitosamente alla fine del suo percorso, ma ancora percorso dall’istinto animale del guerriero; Stewart commovente e al tempo stesso eccezionale nella parte di un Xavier distrutto dalla demenza, ignaro di quello che accade attorno a lui, ma ancora animato dallo spirito di aiutare i mutanti a vivere normalmente nella società.

Impressionante la giovanissima Keen nel ruolo di Laura, ragazzina che capiamo sin da subito non essere quello che sembra, recitazione ottima, per essere il primo blockbuster in cui lavora. Menzione speciale per Merchant nel ruolo di Calibano, dagli atteggiamenti quasi matriarcali nei confronti di Logan e Xavier (lui e Logan litigano quasi come una collaudata coppietta), ottimo nel ruolo del mutante albino.

(La copertina di Old Man Logan – © Marvel 2008)

LE DIFFERENZE CON IL FUMETTO – Inizialmente i rumors parlavano di un film che avrebbe attinto molto dalla saga Old Man Logan del 2008, ma Mangold ne ha solo presa alcuni riferimenti e ha fatto un film che si scosta molto, almeno nella forma, da quel fumetto.

Ma il principio cardine resta integro: un Logan a lungo sopito dopo una serie di eventi, ritorna, per proteggere Laura e Xavier, quel Wolverine che aveva sotterrato nel suo Io interiore; c’è il tema del viaggio, così come nel fumetto originale (ma senza Hawkeye che lo accompagna), non ci sono i supercattivi del fumetto (sostituiti da Pierce e i suoi sottoposti tecnopotenziati come lui (e un altro Villain molto particolare che non vi svelo); volendo ci sono anche dei riferimenti (labili) anche a The End Of X-Men, ma sono solo elementi messi da Mangold come punti di congiunzione (minima) con le saghe precedenti.

Da segnalare, chicca nel film, che il Fumetto degli X-Men che appare nel film…. non esiste, é stato realizzato apposta da Joe Quesada e Dan Panosian, il motivo? la stessa Marvel ha espressamente chiesto, forse anche per discorsi legati alla continuity del MCU e diritti cinematografici dei personaggi, di non far comparire albi e fumetti reali, così sono stati creati dei fumetti apposta.

(Una delle illustrazioni di Quesada per il fumetto – © Marvel Studios/20th Century Fox 2017)

In conclusione?

Un film che dovete assolutamente vedere, per svariate ragioni: E’ la chiusura migliore che il personaggio di Wolverine poteva avere al cinema, secondo me; è l’ennesima dimostrazione, dopo il successo di Deadpool, che un Film NON per tutti (Logan é V.M 14) può fare incassi e regalare emozioni anche senza battutine o gag (forse una-massimo due in tutto il film); é il Film con cui Jackman chiude alla grande quasi 17 anni di carriera con questo personaggio, sarà molto difficile in futuro, quando sarà sicuramente riproposto, trovare un’attore che sappia prendersi questa eredità. Se lo trovate ancora nei cinema, correte a vederlo, altrimenti noleggiatelo o compratelo, BUONA VISIONE!!!

P.S: Qui altre notevoli recensioni di amici e colleghi, come Lucius, Lucia, Cassidy, Michele , leggetele tutte mi raccomando.

 

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7 Comments

    • Figurati, ho apprezzato la tua e valeva citarla assieme alle altre, anche perché vedo abbiamo avuto tutti più o meno le stesse impressioni

  1. Grazie della citazione ma soprattutto per la chicca sui fumetti falsi: davvero un’idea geniale di sceneggiatura, ho gradito tantissimo 😉

    • Ma infatti, conosco abbastanza la saga degli X-Men e onestamente non mi sembrava niente di già visto, curioso che la Marvel abbia messo il veto di mostrare suoi fumetti in suo film, ma è Hollywood, in fondo

  2. Ci sono parecchie differenze con la mini di Mark Millar “Vecchio Logan” come hai prontamente sottolineato, diciamo che il film azzecca l’atmosfera crepuscolare da Western di quella saga, finalmente iniziamo a vedere storie di super eroi più adulte, era pure ora! Concodo in pieno con te, da vedere, noleggiare e compare. Grazie per la citazione 😉 Cheers!

    • Mangold ha fatto un lavorone semplicemente prendendo spunto dalle migliori storie Western, adatte per raccontare la fine di un’epoca e di un eroe

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