La Prima Rece non si scorda Mai – Alien Covenant

Nuovo appuntamento con la Rece cinematografica, oggi vi parlo del secondo capitolo della nuova saga del regista Ridley Scott (Blade Runner, il primo Alien, Hannibal e Prometheus) dedicata alle origini della creatura aliena forse più conosciuta dell’universo cinematografico: Alien Covenant.

(Il Manifesto del Film – Foto © 20th Century Fox 2017)

 

LA TRAMA – Poco prima della missione Prometheus (per chi non ha visto il film, recuperatelo, a vostro rischio e pericolo), Peter Weiland (Guy Pearce – L.A Confidential, l’Insaziabile, Il Discorso del Re e The Hurt Locker), attiva il droide David (Michael Fassbender – Prometheus, la nuova saga degli X Men, The Counselor); i due dissertano sull’origine della vita….. diverso tempo dopo, sulla USCSS Covenant, un brillamento stellare danneggia in parte l’astronave e provoca danni all’astronave, costringendo il Droide Walter a svegliare l’equipaggio della Covenant.

Il brillamento porta anche un criptico messaggio radio intercettato dalla Covenant, che convince il neo-Comandante della Covenant Chris Oram (Billy Cudrup – Sleepers, Almost Famous, Big Fish e molti altri), nonostante la contrarietà della moglie dell’ex comandante, Daniels (Katherine Waterston – Motel Woodstock, Night Movers, Steve Jobs) a dirigersi su un pianeta fuori dalla loro rotta verso il misterioso pianeta da cui è arrivato il messaggio…. seconda puntata della nuova saga che nell’idea di Scott ci svelerà gli origini degli Xenomorfi creati dalla sua mente, che punta a riscattare l’incompreso Prometheus, che ha avuto più critiche che elogi.

(L’Equipaggio della Covenant – Foto © 20th Century Fox 2017)

LA REGIA – Scott sa dirigere, su questo non c’è dubbio, le sequenze spaziali, i combattimenti, anche le scene di dialogo sono girate bene, costruite bene, ma alcuni difetti riscontrati anche in Prometheus (il volersi concentrare troppo sulle questioni filosofiche, sul rivoler rileggere in qualche modo tutto il percorso fatto dallo xenomorfo rileggendolo attraverso i prequel) si sono portati anche in questo film.

Covenant riesce ad essere migliore di Prometheus, ha un ritmo più serrato e anche se alcuni colpi di scena sono citofonatissimi (vi giuro, c’è QUELLE due scene che ero lì e già avevo intuito come finiva), il film scorre bene e, finalmente, c’è anche qualche cosa a cui i fan del vecchio xenomorfo potranno trovare soddisfazione; ma Scott, oltre a voler riscrivere il film e la saga (da lui iniziata, ma poi mai più ripresa), vuole cercare di creare nuovi adepti, lo fa trasformando in qualcosa di mistico e sacrale le origini degli xenomorfi, la loro creazione e provenienza…. l’operazione riesce? solo in parte, alcuni aspetti (le sequenze sul pianeta misterioso, l’apparizione degli alieni in questo film) sono interessanti e anche originali come spunti, altri lasciano il tempo che trovano.

(La casa di Weiland – Foto © 20th Century Fox 2017)

 

IL CAST – Fassbender gigioneggia per tutta la pellicola, si sdoppia (di più non vi dico, per non fare spoiler) e praticamente grava per tutta la pellicola, ormai a suo agio nel ruolo dell’attore da Franchise; brava la Waterston, in un ruolo che sembra, anche dal punto di vista visivo, volerla far diventare la nuova Ripley (e ci sono alcuni momenti che ammiccano parecchio ciò); il resto del cast è chiaramente nella parte di “vediamo quanto tempo ci metteremo a morire male”, ma un paio di attori svettano, come il “Cowboy” Tennesse (Danny McBride – Tropic Thunder, Land Of the Lost, Sua Maestà e Rock The Kasbah),il pilota della Covenant o come Cudrup nella parte del religioso e preciso Oram, che eredita la guida della Covenant; dei tre Cameo nel film, forse quello di James Franco (nei panni del marito della Daniels) è quello che allo spettatore appare più inutile, gli altri due invece li dovrete scoprire vedendo il film.

(L’Alien di Covenant – Foto © 20th Century Fox 2017)

LE DIFFERENZE CON LA SAGA ORIGINALE – Dopo due film, si può fare un primo bilancio sulla saga Prequel di Alien: se Prometheus sembrava tanta carne messa al fuoco, ma poca sostanza, con Prometheus Scott sembra aver ripreso un po la rotta con la saga originale, abbandonando in parte  tutta la storia dell’origine degli Ingegneri, che era apparsa uno spunto interessante ma non trattato nella maniera giusta.

Covenant in diversi momenti appare addirittura citare, omaggiare e parodiare il primo Alien (c’è un paio di sequenze che vi sembreranno un grande deja-vu), quasi a voler chiedere scusa ai vecchi fan e a volerseli rifare amici e seguaci.

In conclusione?

Alien Covenant è un buon film, non aspettatevi il capolavoro, guardatelo come un buon secondo capitolo, che ha risolto in parte gli errori del primo capitolo, di una saga che vuole riscrivere la storia e le origini di Alien, se volete vedetelo in sala, ma potete anche aspettare di vederlo in DVD o Blue Ray, BUONA VISIONE!!

P.S: Come sempre, colgo l’occasione per girarvi anche le recensioni del buon Maximo , di Lucia e del buon Lucius

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2 Comments

  1. Sai che io sono stato molto più duro con il film, che in sala mi ha fatto sbellicare dal ridere 😛
    La cosa buona è che mi ha deluso talmente tanto da farmi rivalutare anche i peggiori film della saga aliena (tipo “AVP2”). Purtroppo non ci trovo niente da salvare, è solo la dimostrazione che andrebbe vietato ai registi di mettere mano sui loro successi di trent’anni prima 😀

  2. Non è il Male assoluto secondo me, non sono uscito di sala come con Suicide Squad ad esempio dicendomi “BOH” per mezz’ora….
    Ha delle cose che si salvano e altre no

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