La Prima Rece non si scorda Mai – Ready Player One

Nuovo appuntamento con la Rece cinematografica, oggi vi parlo di un film molto atteso dal pubblico, tratto dal celebre romanzo di Ernest Cline: Ready Player One

(Il Manifesto del Film – Foto © Amblin Entertainment/Warner Bros 2018)

LA TRAMA – Nel 2045 la sovrappopolazione e l’inquinamento hanno reso molto difficile la vita delle persone, ammassate in megalopoli e in condizioni disagiate.

L’unica forma di svago e che permette di sopportare la situazione è Oasis, un videogioco online creato, anni prima, dalla geniale mente di James Halliday (Mark Rylance – Il Ponte delle Spie, GGG – Il Grande Gigante Gentile, Dunkirk), che prima di morire, ha inserito nel gioco un Easter Egg che regalerà le quote di maggioranza della sua azienda e di Oasis a chi lo troverà cercando tre speciali chiavi sbloccabili nel gioco.

(Watts/Sheridan – Foto © Amblin Entertainment/Warner Bros 2018)

Fra i tanti giocatori che tentano la caccia alle chiavi e all’Easter Egg c’è il giovane giocatore Wade Watts (Tye Sheridan – Effetto Lucifero, Manuale Scott per l’Apocalisse Zombie, X-Men Apocalipse), nickname Parzival, che insieme all’amico Aech (Lena Waithe – La serie TV Masters Of None), danno la caccia alle chiavi, fino a quando Parzival incrocia durante la misteriosa e affascinante Artemis (Olivia Cooke – The Signal, Ouija, Quel Fantastico Peggior Anno della mia Vita), anche lei in gara per trovare l’Easter Egg, ma non per avere il controllo di Oasis, ma per salvarlo dalle grinfie della IOI di Nolan Sorrento (Ben Mendelsohn – Animal Kingdom, Batman – Dark Night Return, L’Ora più Buia), un Ex dipendente di Halliday che vuole avere il totale controllo di Oasis…. Spielberg (Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, la saga di Indiana Jones, Schlinder’s List, solo per citarne alcuni) in grande forma a dirigere un film tratto da un romanzo che è totalmente immerso nell’immaginario fantastico in cui è nato il suo mito.

(Parzival e Artemis – Foto © Amblin Entertainment/Warner Bros 2018)

LA REGIA – Spielberg adatta molto bene il romanzo di Cline creando una storia asciutta e lineare, con un canovaccio molto tradizionale alla Spielberg (l’emarginato sociale – in una società di persone auto-emarginate, questo il paradosso – che attraverso il gioco riesce a crescere e riscattarsi, attraverso l’amicizia e l’amore), ma che non annoia o banalizza mai la trama.

Ben girate sia le scene in animazione CGI che quelle reali, con un paio di sequenze davvero di grande effetto (sopratutto una, che mi ha stupito molto, per come hanno saputo costruire, in quell’omaggio, una trama convincente e lineare fra il gioco e QUEL Set… di più non dico), belle le sequenze d’azione.

Gran lavoro alla fotografia come sempre da parte di Janusz Kaminski (Schlinder’s List, Amistad, Munich), ormai una presenza fissa nei film di Spielberg, belli gli effetti speciali di Neil Courbold (La saga di Superman, Cliffhanger, Salvate il Soldato Ryan), un bel mix fra le scene Live e quelle in CGI.

(Watt/Sheridan e Sam/Cooke – Foto © Amblin Entertainment/Warner Bros 2018)

IL CAST – team ben affiatato ed efficace nei ruoli: bene Sheridan/Watts, credibile nel Nerd appassionato di Oasis; brava la Cooke, nel ruolo della dura (ma solo in apparenza) Artemis; Rylance perfetto nel ruolo del fondatore di Oasis Halliday; Menzione speciale per Mendelson nel ruolo macchiettistico dell’affarista privo di scrupoli Sorrento.

(La copertina del Libro)

LE DIFFERENZE CON IL ROMANZO – Rispetto al Libro, la traccia principale della trama, le storie dei protagonisti e le loro dinamiche non hanno subito enormi stravolgimenti (alcune cose caratteriali o di vita di Watts, un’aumento della dinamica sentimentale fra Parzival e Artemis, ma non influisce negativamente sulla pellicola), facendo quindi un adattamento cinematografico davvero notevole del romanzo di Cline.

(Le baracche dove abitano Watts – Foto © Amblin Entertainment/Warner Bros 2018)

IL MESSAGGIO – Il messaggio finale della serie è l’invito ai giovani a non mollare quello spirito del gioco, dello sfidare i limiti non solo del gioco, ma della vita, osare per non perdere occasioni che un giorno rimpiageremo, di uscire dalla nostra “comfort zone”, che può essere anche il vivere la maggior parte delle nostre vite dentro un gioco, come fanno i protagonisti del film.

In conclusione? Che siate o meno nostalgici degli anni 80, che siate o meno visivamente attratti da quel periodo, che abbiate letto o no il libro di Cline, DOVETE vedere questo Film, perché questo film è un grande, lungo, avvincente tributo a serie tv, videogiochi, fumetti e cartoni animati che hanno segnato generazioni di programmatori di giochi, disegnatori, cineasti, sceneggiatori e appassionati, un tributo fantastico, per niente marchettone e per niente banale, BUONA VISIONE!!!!

P.S: Come sempre, potete leggere anche come la vedono su questo film il buon Doc Manhattan, gli amici Cassidy e Lucia

9 Comments

  1. D’accordissimo! Un grande omaggio alla cultura pop per un film che io ho definito proprio oggi un “classico”. Qualcosa che solo Spielberg poteva fare così: semplice, lineare, divertente.
    Poi vabbé, QUEL set e le sequenze lì dentro sono fantastiche. Per la prima volta, vedere un uso così massiccio di CGI non mi ha scocciato.
    Ora devo recuperare il romanzo, assolutamente… 🙂

    Moz-

  2. Bravissimo, hai sollevato un’ottima questione, il cast tecnico è sempre lo stesso (solito montatore di fiducia di zio Sielberg, solito grande direttore della fotografia), eppure il film risulta moderno, specialmente per l’uso della CGI, una gran lezione di cinema, prima che il modo migliore per mettere la parola fine alla malinconia anni ’80 😉 Cheers

    • Cass, ok la malinconia, ma secondo me col revival abbiamo appena iniziato. Ora in quanti si accoderanno a RPO? Godiamoci lo spettacolo 😀

      Moz-

      • Comunque, nella gara di macchine, una Toyota Sprinter di Initial D ci stava tutta, in un film con Gundam e Mecha Godzilla ❤

  3. ” niente male” e se lo dico io che del genere non sono una appassionata fruitrice Allora ancora una volta il vecchio Spielberg ha fatto centro.
    Grazie per essere passato tu perché WordPress mi ti aveva cancellato.
    Sherabientot grazie

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