Il Giorno della Memoria, anche per chi fa finta di averla

(Foto © RAI 2017)

Come ogni 27 Gennaio, oggi ricordiamo la Liberazione di Auschwitz, come giorno in cui ricordiamo la Shoah. 

Una giornata che non ricorda solo lo sterminio della quasi totalità della comunità ebraica europea, ma che vide, nel folle e lucido sistema dei campi di sterminio progettati dai nazisti (e nei campi dei suoi alleati), morire milioni di persone fra rom, testimoni di Geova, Omosessuali, disabili, prigionieri di guerra, dissidenti politici, religiosi, semplici persone.

Dovremmo aver imparato la lezione, dunque. Ma se purtroppo, dati storici alla mano (dai Lager siberiani del periodo sovietico, a quelli dei Khmer in Cambogia, passando per le pulizie etniche nell’Ex-Jugoslavia e nella Regione dei Grandi Laghi africani, fino alle recenti persecuzioni omofobe in Cecenia o a quelle contro minoranze religiose perpetrate dall’ISIS o dalla Cina), non sempre è stato così, l’Europa sembrava aver preso la lezione.

Ma la crisi economica, col fiorire di movimenti populisti e nazionalisti apertamente xenofobi, non solo sta facendo riaffiorare il (mai) sopito antisemitismo europeo nel centro-europa ed est (è di stamani notizia di un tentativo di blitz dei nazionalisti polacchi ad Auschwitz), ma sta mostrando gli stessi atteggiamenti xenofobi e razzisti nello smisurato odio verso i migranti e i richiedenti asilo, che sta portando alla contrapposizione fra l’Europa che vuole assistere, ma cercando allo stesso tempo di limitare il fenomeno migratorio e quella dei nuovi nazionalismi, in cui è rientrata purtroppo anche l’Italia, con nuovo attuale governo.

Ed è incredibilmente ipocrita vedere i membri del governo usare le piattaforme social per esprimere cordoglio in questa giornata ed esortare affinchè non accada “Mai più”, mentre magari, il giorno del naufragio di un gommone dove muoiono 117 migranti in mare, lo stesso posta immagini di roba da mangiare e fa battutine sagaci; oppure che nessuno chieda a un Senatore della Repubblica pubbliche dimissioni dopo aver ricondiviso e sostenuto la Bufala del Protocollo dei Savi di Sion, una bufala di più di un secolo fa, nata in Russia, che Hitler e il nazismo ricondivise e ingigantì per favorire l’odio antisemita.

O che il governo che si vanta di aver “diminuito le morti in mare e fermato l’immigrazione” non prosegua la frase dicendo “grazie al fatto che li facciamo morire dentro i campi libici, dove vengono quotidianamente torturati, uccisi e imprigionati”; O che nel 2019, sia normale che una studentessa ebrea subisca antisemitismo.

Come ebbe a dire Primo Levi “Non iniziò con le camere a gas.

Iniziò con i politici che dividevano le persone tra “noi” e “loro”.

Iniziò con l’intolleranza e i discorsi d’odio.

E quando la gente smise di preoccuparsene, divenne insensibile, obbediente e cieca..”

…. Uno stato (non un politico o un partito, notate, lo Stato) che quotidianamente ti dice che il problema principale del Paese non è la criminalità organizzata, l’evasione fiscale, la mancanza di adeguata istruzione e ricerca scientifica, dell’abusivismo edilizio e del dissesto idrogeologico, se le cose nel tuo Paese vanno male, ma che è colpa dei Migranti, che crea “decreti sicurezza” che niente hanno di sicurezza, ma hanno solo il pretesto di togliere i minimi diritti (un’alloggio, mangiare, assistenza sanitaria e legale, istruzione) a chi deve sbarcare nel tuo paese o già è presente e già è richiedente asilo, che li ghettizza nelle strade, sotto i ponti, togliendoli centri e assistenza non per darla “agli italiani” (che già hanno tutto questo, dalla nascita, garantito dallo stato), visto che i soldi per i migranti sono Fondi UE, quello stato, inutile girarci intorno, compie perfettamente quel percorso che ben spiegò Levi nella frase sopra, con l’unica differenza che il lavoro sporco, quello dei Lager, lo fa fare ad altri, sull’altra costa mediterranea.

Ed è appunto in giornate come questa, che diventa importante scegliere da quale parte stare, se da quella dei valori civili, morali e democratici su cui è nata l’Europa Moderna dopo l’Orrore della Seconda Guerra Mondiale, o in quella del fantasma dell’Intolleranza, mascherato da “nuovo orgoglio patriottico” che vuole riprendere il controllo…. mi sento di sposare quel che ha detto Mattarella nel suo discorso alla Giornata della Memoria: 

 

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