17 Febbraio 1530: La Partita dell’Assedio

(Una stampa dedicata al Calcio Storico del 1688 – Foto © Wikipedia)

Oggi a Firenze, da 490 anni, si celebra un’evento fra i più eroici (e drammatici allo stesso tempo) della sua lunga storia: La Partita dell’Assedio.

 

 

 

 

L’Antefatto

 

 

 

Tutto comincia nel 1529: a seguito dello scontro ormai aperto fra la Repubblica di Firenze e il Sacro Romano Impero, dopo aver piegato il Papato al suo potere col Sacco di Roma (1527), Carlo V d’Asburgo, che sul suolo italiano aveva condotto una lunga campagna contro i Francesi, i Fiorentini e i loro alleati, decide di porre la parola Fine al conflitto e ribadire la sua egemonia e influenza sullo Stivale, punta verso Firenze e, il 14 Ottobre 1529, inizia, con 14000 uomini, un lungo e stressante assedio sulla Città. 

 

 

Un Lungo Assedio

 

 

Nonostante la superiorità delle forze imperiale, l’assedio non si concluse in tempi rapidi.

I fiorentini, che avevano anche fra le sue fila l’esercito francese (in tutto, fra milizie cittadini, i francesi e mercenari, contavano 8000 uomini) resistevano con tenacia, grazie anche a ottimi comandanti, come Francesco Ferrucci e ottime menti messe a rafforzare le difese murarie e belliche della città (come Michelangelo Buonarroti, che lavorò ai rinforzi delle cinte murarie e delle fortezze).

(Il Corteo davanti Palazzo Vecchio)

 

Il Morale era alto, ma le continue raffiche di bombardamenti, il lungo assedio e le sempre maggiori difficoltà di far arrivare approvvigionamenti alla popolazione assediata stava lasciando il segno.

 

 

Si gioca, alla Faccia degli Imperiali

 

 

Il Governo della Repubblica fiorentina, decide di fare, nel pieno dell’assedio, un gesto che rinsaldi il morale, mostri che la città e i cittadini vogliono, nonostante tutto, mostrare che non sono intimoriti dal nemico, che la città non vive nella paura.

Decidono quindi, nel Febbraio del 1530, di giocare la consueta partita di Calcio Fiorentino, nel Piazzale di Santa Croce.

Il 17 Febbraio 1530, da Palazzo Vecchio, esce, con in testa il Gonfalionere, Messer Raffaele Girolami, il corteo con tutte le autorità cittadine, che marciano fino in Piazza Santa Croce, dove, due squadre, i Verdi e i Bianchi (i due colori e parti in cui allora era divisa la città), si fronteggiano nella Piazza.

 

(Le Vecchie Glorie dei Bianchi)

 

La scelta nella piazza non è casuale: è la piazza con la visuale migliore dalle colline circostanti, dove sono accampati gli assedianti.

Vogliono farsi vedere, vogliono che li vedano, vogliono i fiorentini mostrare che a loro, l’assedio, non gli fa nulla.

Per essere sicuri di essere visti, fanno anche in modo di farsi sentire bene: urla, strepiti, tifo indiavolato, le fanfare e i musici del corteo suonano senza sosta, sul tetto della Basilica di Santa Croce.

Dalle colline gli Imperiali assistano, prima increduli, poi infastiditi, poi inferociti.

Le cronache raccontano che ci furono cannonate (almeno una accertata) rivolte dagli assedianti verso la Piazza, ma che andò a vuoto.

 

(Una fase della Partita)

 

Del risultato, non sappiamo nulla, dei partecipanti, sappiamo diversi nomi (tutti nobili e uomini d’arme della Repubblica) di quella epica partita, che mostrò la tenacia fiorentina.

Purtroppo, alla fine, complice anche la perdita del valente Comandante Ferrucci a Gavinana il 3 Agosto (e traditi dal Malatesta IV Baglioni, che favorì l’ingresso in città degli Imperiali a Porta Romana), il 12 Agosto Imperiali e Fiorentini firmano la Resa, che sancisce la vittoria di Carlo V, garantisce il ritorno dei Medici in città e sancisce la fine della Repubblica di Firenze.

 

 

 

Una partita per ricordare

 

 

 

Dopo il Calcio fiorentino continuò a essere disputato, anche se verso la fine del 1700, era ormai sparito come tradizione (salvo sporadiche partite celebrative in varie occasioni speciali).

Nel 1930, la tradizione riprende e nasce l’odierno Calcio Storico Fiorentino, con l’odierna divisione di Firenze in quattro quartieri (Bianchi Santo Spirito, Verdi San Giovanni, Azzurri Santa Croce, Rossi Santa Maria Novella) e viene deciso, successivamente, di far rivivere quella Storica partita ogni 17 Febbraio, con una partita fra le Vecchie Glorie del Calcio Storico divise in Bianchi e Verdi.

Se avete occasione, andate a godervi questa partita, che non celebra solo le origini storiche del Calcio Storico, ma anche un giorno di aperta sfida e lotta del Popolo al Potere, quando la Repubblica fiorentina lottò contro un’Impero più forte e grande di lei.

 

 

(Le due formazioni in campo prima dell’Inizio)

Foto © Enrico Bertelli “Taigermen” (realizzate durante l’edizione 2015)

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