30 Anni fa, Le “Notti Magiche” di Italia 90 (E di Magia ci fu poco)

(Il Logo Ufficiale di Italia 90 – Foto © FIFA/Wikipedia – 1990)

 

E’ passato molto in sordina il 30° Anniversario di quello che, negli anni 90, è stato un’evento sportivo Mondiale per il nostro Paese.

 

L’8 Giugno del 1990, alle 18, iniziava ufficialmente la 14° edizione dei Mondiali di Calcio FIFA, in Italia (da qui, la definizione comune e storica di Italia 90), nella cornice del rinnovato stadio Meazza di Milano.

Partita di inaugurazione, Argentina-Camerun, che vide a sorpresa i Campioni del Mondo in carica (vincitori a Messico 86) sconfitti 1-0 dalla squadra africana, al suo secondo mondiale, rimasta in 9 giocatori; l’Italia esordirà all’Olimpico il giorno dopo contro l’Austria (al suo 6° Mondiale), che finirà 1-0 per gli Azzurri, con il primo Gol di Schillaci in quel Torneo, che diventerà per i connazionali l’idolo e l’Eroe della Nazionale.

L’Italia non ospitava un’evento sportivo di massa mondiale dalle Olimpiadi a Roma nel 1960 (mentre addirittura a livello di olimpiadi invernali dal 1956 a Cortina, Torino 2006 ancora non era, nel 1990, nemmeno una ipotesi), mentre a livello calcistico, era dall’Europeo del 1980 che l’Italia non ospitava manifestazioni di tale spessore, anche mediatico (senza contare eventi come i Mondiali di Pallavolo maschili del 1978 o gli Europei di Basket del 1979 – maschili – e 1985 – femminili).

(La Nazionale in campo per la semifinale del 3 Luglio – Foto © Wikipedia)

 

Era la seconda volta che la nostra Nazione ospitava i Mondiali (la prima era stata nel 1934, che vide la vittoria della Nazionale guidata da Pozzo, che replicherà nel 1938), l’assegnazione fu ufficializzata nel 1984, battendo la concorrenza dell’URSS (che aveva ospitato le Olimpiadi quattro anni prima), la macchina organizzativa si mise in moto nel 1986, ma apparvero evidenti i problemi strutturali (ossia gli stadi) che sarebbero emersi anche durante il Mondiale stesso e negli anni successivi.

La stragrande maggioranza degli impianti scelti erano datati, inadatti a ospitare un mondiale; la maggior parte subirono rinnovamenti e adeguamenti (alcuni azzeccati, come nei casi di Bologna, Firenze, Roma, Genova e Udine), altri genereranno vere e proprie cattedrali nel deserto costruendo stadi Ex-Novo (come a Bari) o ristrutturazioni che mostreranno tutti i suoi limiti negli anni successivi (come a Cagliari); a questo si aggiunse numerosi ritardi e problemi negli appalti, oltre a una lunga sequenza di tragici incidenti sul lavoro (con 24 morti e quasi 700 infortuni sul lavoro fra gravi e meno gravi); anche sul capitolo legato alle infrastrutture e i lavori di complemento nelle città ospitanti, si registrarono ritardi, problemi e aumento dei costi, che porteranno, negli anni successivi, inchieste e accertamenti.

Le vicende sportive invece regalarono un Torneo alquanto interessante: l’Argentina non fece quel percorso di facile Campione in carica che pensava, specie nella prima fase; la stella principale Maradona apparve alquanto nervoso, come il resto della Squadra; la Germania Ovest, che si presentava per l’ultima volta al Mondiale (nelle prossime edizioni, anche dell’Europeo, tornerà come Nazionale della Germania riunita dopo la caduta del Muro); l’Italia, allenata da Vicini, al suo primo mondiale in Nazionale, porterà una formazione con molti giovani talenti affiancati a uomini d’esperienza, ma che in quella edizione verrà legata sopratutto a due nomi che rimarranno nei cuori dei tifosi azzurri: Baggio e Schillaci.

(La Cerimonia d’apertura a Milano l’8 Giugno – Foto © Getty Images/Wikipedia – 1990)

 

Sopratutto Schillaci sarà l’icona indiscussa di questa Nazionale e dei Mondiali: Oltre a fregiarsi del titolo di Capocannoniere (con 6 Reti), il palermitano diventerà l’idolo di tutti i tifosi, trascinando, sopratutto i tifosi del Sud Italia, che mostreranno tutto il loro calore in ogni partita.

Il Calore e l’Entusiasmo non bastarono purtroppo a Vicini, che nelle semifinali vedrà la sconfitta contro l’Argentina di Maradona ai rigori, il 3 Luglio a Napoli; ma l’Argentina non farà suo il Mondiale, sarà la Germania Ovest a vincere la finale, vendicandosi proprio contro l’Argentina per la sconfitta, in finale, di quattro anni prima in Messico; l’Italia, invece si aggiudicava il 3° Posto battendo l’Inghilterra.

Dal punto di vista sportivo, fu un grande evento mediatico e coinvolse centinaia di migliaia di tifosi in italia e miliardi in tutto il mondo; dal punto di vista dell’organizzazione, se a livello tecnico, le produzioni televisive e media portarono molto soluzioni all’avanguardia per l’epoca (specie per i formati televisivi standard mondiali, la RAI svolse un lavoro egregio nella copertura televisiva dell’evento), dal punto di vista delle strutture e delle infrastrutture, fu evidenti i limiti e le problematiche.

Dal punto di vista storico, fa un certo effetto pensare che fu l’ultimo mondiale della Jugoslavia unita (che l’anno dopo, inizierà a disgregarsi sotto l’impulso delle scissioni slovene e croate, anticamera della Guerra dei Balcani) e dell’URSS, che si avvierà alla fine della sua esistenza, iniziata col crollo del Muro di Berlino e, passo passo, le cadute dei vari regimi comunisti dell’Est Europa.

La Storia invece della canzone ufficiale e della Mascotte, merita un racconto a parte, che vi racconterò prossimamente

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