2 Agosto 1980, Ore 10.25

(La Stazione di Bologna dopo l’attentato – Foto © AFP/Getty Images – 1980)

Da 40 anni, il vecchio e storico Orologio della Stazione di Bologna Centrale è fermo su questa ora, bloccato, in eterno, in un’istante nel tempo, congelato.

 

A dire il vero, nel 2001, le Ferrovie provarono, dopo restauro, a far ripartire quelle lancette, ma l’enorme indignazione e polemiche, fecero desistere e lo fecero fermare di nuovo, su quell’ora maledetta.

Quell’ora che, ogni 2 Agosto, a Bologna, ma in Italia, ricorda una delle pagine orribili e oscure della nostra storia recente.

La Strage di Bologna fu uno degli ultimi colpi di coda degli Anni di Piombo e della “Strategia della Tensione” che attraversò il nostro paese, con movimenti terroristi di destra e sinistra che si fronteggiavano con lo Stato, a volte, paradossalmente, sostenuti (più o meno segretamente) da elementi “deviati” dello Stato stesso, per tenere stabili determinati “equilibri” geopolitici del nostro Paese, sospeso fra l’Occidente filo-americano e l’Est Europa filo-sovietico.

 

 

85 Vittime, la cui unica colpa fu essere, quel giorno, in una stazione per andare al Mare, per viaggiare, per andare a prendere un loro familiare, fu la loro unica colpa.

I colpevoli, in sede giudiziaria, sono stati indicati, anche, in parte i mandanti, ma, come in altre tragiche vicende (e stragi) di quegli anni, la verità processuale non ha, evidentemente, individuato tutti i colpevoli, specie fra i mandanti occulti, fra quelli che, nell’ombra, hanno mosso i fili degli esecutori, hanno depistato le indagini, seminato prove false o tracce che hanno distratto chi indagava e occultato la loro identità.

 

 

I familiari delle vittime e la loro Associazione lo sanno e continuano, instancabilmente, a portare avanti la ricerca della verità totale, per dare un volto a chi ha deciso, al vertice della catena, che quel giorno di Agosto del 1980, i loro cari dovevano morire.

Associazione che non ha mai mancato un’appuntamento in quella Piazza, davanti la Stazione, ogni 2 Agosto, a chiedere verità, giustizia e i nomi di chi ha voluto quella strage, contestando sempre, anche ferocemente, quegli uomini delle Istituzioni che ritengono, in maniera diretta e indiretta, colpevole di quella strage.

 

 

Non dimenticheranno neanche oggi, nel pieno della Pandemia, anche se in maniera diversa, di farlo, di continuare a ricordare le vittime, di continuare a chiedere piena e totale giustizia per loro, a preservarne il ricordo.

Ogni volta che mi fermo a Bologna, nella stazione, non manco di fermarmi davanti a quel luogo, a quello squarcio nella Sala d’Attesa, a quella lapide con quei nomi, e, uscendo, non riesco a non fermarmi a guardare quell’orologio, fermo, bloccato in un’istante nel tempo.

 

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