Il Museo che non ti aspetti – Museo Stibbert, il sogno di un collezionista

L’Italia è un Paese straordinario ricco di Arte e Musei.

Secoli di contributi di artisti e mecenati hanno trasformato le nostre città e borghi di opere d’arte, civili e religiose.

Milioni di turisti stranieri, ogni anno, visitano le principali città d’arte e i loro musei e siti d’arte della Penisola.

Ma nel nostro Paese, ci sono tantissimi siti museali minori, spesso poco noti o fuori dai grandi giri turistici, che celano tesori incredibili, raccolte e collezioni di valore inestimabile, che meritano di essere conosciute.

Da oggi, provo, anche per rilanciare la conoscenza, in tempi di Pandemia, di tutto quel Patrimonio culturale poco noto al grande pubblico, una rubrica che, nei prossimi mesi, con calma, vi presenterà una parte di questo ricco Tesoro che abbiamo in Italia.

E comincio con un Museo che amo molto, frutto della lunga ricerca e passione del suo creatore: Il Museo Stibbert.

Frederick Stibbert, Collezionista & Appassionato d’Arte

Di padre inglese (Colonnello delle Coldstream Guards, sceso in Italia durante le campagne napoleoniche) e madre italiana (e toscana), Frederick Stibbert nasce il 9 Novembre 1838 a Firenze.

Cresciuto nelle tradizioni inglesi, vive la maggior parte della sua vita sulle colline fiorentine intorno a Firenze (ma, in gioventù, vivrà anche la Terza Guerra d’Indipendenza coi Garibaldini nel Trentino, che gli varrà una medaglia d’argento a fine conflitto), Stibbert si rivela un’ottimo affarista e commerciante, che sa investire e capire quali investimenti economici fare per far fruttare i beni di famiglia e i suoi averi.

(Il “comitato d’accoglienza” all’ingresso del Museo)

Viaggiando per affari, ha tempo e modo per coltivare la sua grande passione per l’arte e l’antiquariato, in particolare, per l’arte legata alle armi e alle armature storiche europee, asiatiche ed arabe.

Dedica, oltre agli affari, tutta la sua vita alla ricerca, l’acquisto e l’incremento della sua collezione, con l’obbiettivo di far diventare la sua casa un vero Museo dedicato alla sua passione.

Il Dono di Stibbert: Un Museo lungo una Vita

Il 10 Aprile 1906, alla Morte di Stibbert, i fiorentini e familiari scoprono che il collezionista ha deciso che, il frutto di quei decenni di attività di ricerca e collezionismo, non andrà disperso, ma sarà fruibile a tutti quanti.

Inizialmente, nomina come legatario del lascito della Villa e di tutto il suo contenuto (36000 elementi catalogati per oltre 50000 articoli in totale) il governo britannico, poi il suddetto cede tutto alla Città di Firenze e alla sua comunità, nel 1908, purchè sia mantenuta nella sua totale integrità e nella sede della Villa Stibbert.

La Gestione della intera struttura è affidata alla Fondazione Opera Museo Stibbert, che cura la gestione, le visite e la fruibilità della collezione al pubblico.

(La splendida scalinata elicoidale dello Stibbert)

Il Parco, fatto nello stile inglese dell’epoca, è oggi aperto al pubblico, in forma gratuita, collegato al parco di Villa Fabbricotti, attualmente sede di uffici della Regione Toscana e, in futuro, nuova sede del Museo Alinari, il cui fondo museale (oltre 5 milioni di foto, negativi, dagherotipi e oggetti fotografici) è stato acquisito dalla Regione.

Fra Armati e Cavalieri, una Cavalcata nella storia della Guerra

Visitare il Museo Stibbert è tuffarsi in un passato che oscilla fra trovarsi in un Museo dove ci si perde nella vastità di oggetti che attirano la nostra attenzione e tuffarsi nel sogno ideale e romantico di un collezionista che ha voluto trasformare la sua Magione in un contenitore di Storia incredibile.

Passiamo dalle armature, le armi gli arredi e accessori della Collezione Araba, con pezzi e armi che hanno seminato terrore e panico nell’Europa durante i conflitti fra Occidente e Impero Ottomano, a un tuffo nel Sol Levante, con le suggestive armature giapponesi e le inquietanti maschere dei Samurai, da sembianze demoniache ed animali, che incutevano timore agli avversari,

Ma è sicuramente la Sala della Cavalcata quella che cattura e affascina il visitatore.

Vedere tutti quei Cavalieri e Cavalli in marcia, nell’enorme salone, rievocano le marce e le battaglie di secoli di conflitti in Europa, ma al contempo, creano quasi la suggestione magica di un raduno di Cavalieri a Camelot, quasi ad aspettarci che Artù si affacci dal balcone della sala per salutare i suoi Paladini.

(Uno scorcio della celebre Sala della Cavalcata)

Ma anche le sale che mostrano le sale, le stanze, gli arredi e il resto delle collezioni (quadri, decorazioni, oggettistica) di Stibbert, non sono da meno come fascino e bellezza.

A tutto questo, si aggiunge lo “scrigno” che racchiude le collezioni del Museo, la Villa, che fu riprogettata, modellata e abbellita (nei gusti dell’eclettismo del romanticismo ottocentesco dell’epoca (da guardarsi con calma, tutta la galleria di stemmi aradilci medievali e rinascimentali e altre decorazioni apposte sulle mura della Villa), realizzato con l’aiuto di numerosi artisti dell’epoca, come l’architetto Giuseppe Poggi, i pittori Gaetano Bianchi e Annibale Gatti e lo scultore Augusto Passaglia.

Quel tocco romantico e decadente inglese che caratterizza anche il Parco, fra tempietti neo-egizi, statue, laghetti e grotte finte, tipiche del gusto dell’epoca.

Una visita alla Firenze meno nota che non vi deluderà

La visita allo Stibbert è una visita fuori dal classico giro Piazza Duomo/Piazza della Signoria/Uffizi/Pitti/Accademia che non vi deluderà

E’ tuffarsi nella firenze di fine Ottocento, quella che porta tantissimi stranieri a scoprirla, amarla e decidere di viverci, quelle della nascita dei moderni nuclei dei musei storici fiorentini, ma anche di collezioni e musei minori.

(Un particolare degli esterni della Villa Stibbert)

Stibbert è l’occasione per spostarsi fra le colline e il centro di Firenze per Musei meno noti ma affascinanti come il Museo Horne, Palazzo Davanzati, Museo Bardini o altri, piccoli ma grandi scrigni di bellezze misconosciute, oltre che veri Checkpoint di zone di Firenze che meritano una visita.

Foto © Enrico Bertelli “Taigermen” – 2020

Di seguito: Qualche Link utile per informarsi su costi, orari e criteri di visita dello Stibbert (e del Parco):

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