1990: Tre persone decidono di deridere il Calcio. Ed è un successo.

Spesso a battuta (ma neanche tanto), si dice che agli italiani, puoi toccare, deridere e sfottere su tutto, ma non toccargli il Calcio.

La battuta più ricorrente, nelle discussioni politiche al bar o fra amici è “finché agli italiani non toccano il Pallone, nessuno scende in piazza a fare la Rivoluzione.”

Scherza coi Fanti, pure coi Santi, ma lascia stare il Centravanti, insomma.

Il Rito Pagano del Calcio supera forse, in fenomeni di vera ossessione, persino la Religione.

Si vince tutti assieme, pure se sei in ultima gradinata in cima in Tribuna, ma se perdi, è colpa solo dell’Allenatore che non crede nella squadra o nel giocatore che non onora la Maglia.

(Carlo Taranto, Marco Santin e Giorgio Gherarducci – Foto © La Gazzetta dello Sport)

Probabilmente, quando le tre menti diaboliche della Gialappa’s Band (Marco Santin, Carlo Taranto e Giorgio Gherarducci) proposero alla Fininvest, dopo i successi radiofonici e quello dell’anno prima con Mai Dire Banzai, qualcuno avrà avuto un po di terrore all’idea che il Trio irridesse i campioni e le squadre del campionato italiano (compresa la squadra del Proprietario della Rete).

Invece, quella sera del 18 Novembre 1990, quella prima puntata di mezzora andata in onda alle 22, ottiene quasi 1.600.000 spettatori e segna l’inizio di un programma destinato ad entrare nella storia (e nei cuori) di molti spettatori ininterrottamente dal 1990 al 2001 e uno dei programmi di punta di Italia1: nasce Mai Dire Gol.

Dal Commento ironico a Vetrina di Comici (e successi)

Le prime edizioni vedono solo la Gialappa’s al commento dei filmati delle partite e delle interviste (affiancate da Teo Teocoli, nel ruolo dell’ultras milanista incallito Peo Pericoli).

Piano piano, complice anche l’edizione del Lunedì, diventa un vero varietà comico, dove improbabili “inviati” a rappresentare le varie squadre, interagiscono con la Gialappa’s, con risultati comici devastanti.

Mai Dire Gol sarà una vera e propria rampa di lancio per molti comici che sono passati dal Derby e dallo Zelig, che da quella trasmissione diventano idoli del pubblico e ottengono successo e fama.

Aldo,Giovanni & Giacomo; Antonio Albanese; Gene Gnocchi; Claudio Bisio; Paolo Hendel; Bebo Storti; Maurizio Crozza; Fabio de Luigi; Ugo Dighero, solo per citarne qualcuno, ma rilancerà anche carriera e scoprirà inediti lati comici in personaggi come Simona Ventura, Claudio Lippi, Manuela Arcuri.

Teocoli, assieme ai personaggi di Gennaro e Luis (Gennaro Curcio e Luigi Rota, personaggi di cui si è sempre saputo pochissimo), diventano le icone delle stagioni degli anni 90.

Elio e giocatori del Campionato 93-94 – Foto © Mediaset/youtube)

Personaggi come Felice Caccamo, Frengo & Stop, I Sardi, Il Conte Uguccione, Putignani, Olmo, Ermes Rubagotti, Carcarlo Pravettoni, con i loro tormentoni, in cui coinvolgono anche Vip e Calciatori (leggendaria la vicenda di Rolando all’Inter, per esempio); non mancano anche grandi comici della “concorrenza” che approderanno negli anni alla trasmissione, come Serena Dandini, Corrado Guzzanti, Paolo Rossi e molti altri.

Negli ultimi anni della trasmissione, il calcio man mano sparirà (complice anche i diritti televisivi e il passaggio quasi totale delle partite alle tv a pagamento), ma la Gialappa’s ne approfitta per sperimentare, oltre che con nuovi format (come Mai Dire Grande Fratello o Mai Dire Talk) ma anche con nuovi contenuti: dai finti trailer e spot creati da Maccio Capatonda, alla serie – diventata un Cult – Sensualità a Corte, con le tragicomiche avventure sentimentali di Jean-Claude (Marcello Cesena, che, assieme al resto del cast dei fu Broncoviz – crea una serie surreale delirante).

Sigle entrate nella Leggenda

Altro punto di forza di Mai Dire Gol erano le Sigle.

Le prime edizioni video infatti un sodalizio eccezionale con gli Elio & le Storie Tese, che crearono canzoni apposite per la sigla (che potete trovare nell’Album Peerla del 1998 uscito con il famoso “Cofanetto”, poi uscito anche come singolo album nello Store online.)

“Amico Uligano” “Nessuno allo Stadio” “Sunset Boulevard” “Il Concetto di Banana” e molte altre, porteranno ancora più persone ad amare il programma, oltre che a far conoscere ancora di più il complesso; un plauso a parte merita il pezzo “Ti Amo Campionato” una vera e propria canzone “d’amore” ai numerosi errori arbitrali a favore della Juventus nella stagione 97-98.

Mai Dire Gol oggi avrebbe successo?

Molti negli anni sui Social hanno costituito gruppi, pagine, forum e siti dedicati a Mai Dire e ai suoi protagonisti; molti ne hanno chiesto, a più riprese, il ritorno.

Ma funzionerebbe oggi, Mai Dire Gol?

Probabilmente No. Con un calcio frammentato durante la settimana fra anticipi, coppe e posticipi, con mille programmi televisivi a sviscerarne i contributi, un format come quello proposto dalla Gialappa’s faticherebbe, purtroppo.

Anche i comici imitatori sono molto cambiati nel frattempo o quasi “estinti” (resistono ancora personaggi “di razza” come Crozza o Ubaldo Pantani, o comiche come Virginia Raffaele e Lucia Ocone) – per dire, la storica “concorrente” Quelli che Il Calcio, ancora va avanti, ma è cambiata enormemente nel suo format e contenuti.

Aldo Giovanni e Giacomo nella prima apparizione dei Sardi – Foto © Mediaset/Youtube)

Anche il pubblico è cambiato, nelle nuove generazioni, non credo attecchirebbe.

Mai Dire Gol è stata una pietra miliare della mia adolescenza, ho passato anni a rifare gli sketch con amici e compagni di scuola, imitando le voci dei comici, non perdevo una puntata o la registravo per vederla.

E rimarrà sempre nel mio cuore di adolescente, ben salda.

Chi cambia canale, è un Truffaldino (cit,)

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