I Luoghi della Shoah in Italia: visitarli per conservare la Memoria

Oggi 27 Gennaio, ricorre, come ogni anno, il Giorno della Memoria, giornata Mondiale celebrata nel giorno della Liberazione del Lager di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa avvenuto il 27 Gennaio 1945.

I nomi di Auschwitz, Birkenau, Mauthausen e Dachau sono nomi ormai noto nella Galassia del Terrore nazista che mise in piedi la macchina efferata e organizzata dello Sterminio programmato della comunità ebraica, delle minoranze etniche, dei disabili fisici e mentali, delle minoranze religiose, della comunità LBGT e dei prigionieri politici e di guerra nei Lager.

Ma non dobbiamo dimenticarci che anche l’Italia, con le Leggi Razziali del 1938 prima, e l’adesione all’alleato nazista nel secondo conflitto mondiale, diventò parte di quella Galassia di morte e sterminio.

Quanti di quei luoghi conosciamo? quanti ne abbiamo visitati? quanti sono coscienti che il proprio comune o città ha ospitato campi di prigionia, di transito, case diventate prigioni e carceri per gli ebrei e i prigionieri destinati ai Lager e ai campi di prigionia tedeschi?

Nel Giorno della Memoria, vi lascio una panoramica sui più importanti luoghi della Memoria della Shoah in Italia, con un Occhio particolare alla mia regione, la Toscana, con l’invito a non visitarli solo il 27 Gennaio, ma sempre, durante l’anno, per coltivare la Memoria. Perché tutto questo non accada più.

Risiera di San Sabba (Trieste, Friuli-Venezia-Giulia)

(San Sabba)

L’unico Lager italiano creato, gestito e organizzato dal III° Reich in Italia, l’unico con forno crematorio (che fu fatto esplodere dai tedeschi in ritirata per non lasciare prove.

Ebrei, civili e prigionieri politici furono uccisi nei modi più efferati e brutali, nella Ex-Risiera trasformata dai nazisti in Lager dal 1943 al 1945. Migliaia le persone uccise e altrettante quelle transitate e dirette poi a campi come Auschwitz e campi limitrofi in Germania e Austria.

Dopo la Liberazione, diventa primo centro per gli sfollati istriani e giuliano-dalmati che fuggono dalla nascente Jugoslavia, poi nel 1965, Saragat proclama San Sabba monumento nazionale e della Memoria e ne parte il restauro e la musealizzazione. Credo fra la meta obbligatoria nel viaggio nella Shoah italiana.

Campo di Fossoli (Carpi, Modena, Emilia-Romagna)

(Fossoli)

Il più famoso fra i campi di prigionia italiani in cui furono rinchiusi ebrei, prigionieri di guerra e politici destinati poi a Lager del III° Reich.

Nato come campo di Prigionia per i soldati catturati nelle campagne in Africa, con l’8 Settembre Fossoli, oltre a mantenere il ruolo iniziale, viene poi trasformato, nel 1944, a campo di prigionia e transito per ebrei e prigionieri politici, da destinare poi ai Lager in Germania, Austria e Polonia.

Nel dopoguerra il campo attraversa varie fasi di riutilizzo: Da rifugio per sfollati, a campo di prigionia per i militari della RSI, a prima sede della futura Nomadelfia di Don Zeno Saltini (che verrà poi fatta allontanare, finendo nella sua sede attuale, in Toscana), fino a campo per esuli giuliano-dalmati.

Nel 1973 il Comune di Carpi fa richiesta alla Finanza (che ha la proprietà demaniale del sito) di avere i resti del Campo per musealizzarlo e farlo Luogo della Memoria, cosa che avviene nel 1984.

Nel 2001 il Comune cede il Museo del Deportato e Fossoli alla omonima Fondazione.

Il Museo di Carpi e il Campo di Fossoli sono gestiti dalla Fondazione Fossoli, che ne cura la visita, la memoria storica e la manutenzione e restauro.

Campo di Bolzano (Bolzano, Trentino-Alto Adige)

Creato dai Nazisti dopo l’occupazione del Nord Italia, dal 1944 alla fine del conflitto, quasi 10000 prigionieri, in gran parte ebrei e prigionieri politici e di guerra, destinati ai campi di sterminio del Reich.

Il Campo di Bolzano fu purtroppo distrutto quasi del tutto negli anni 60, per far posto a case popolari, restano poche tracce originali (come il perimetro originale e i muri di cinta), ma sono stati realizzati negli anni diversi monumenti alla Memoria nei pressi, oltre che ampia testimonianza mediatica e documentata tenuta dal Comune di Bolzano.

Campo di Borgo San Dalmazzo (Cuneo, Piemonte)

(Borgo San Dalmazzo)

Il campo di San Dalmazzo nacque per ospitare quasi esclusivamente ebrei stranieri, in particolare ebrei profughi scappati dalla Francia collaborazionista nel 1943.

Fu ricavata nella Ex-Caserma degli Alpini, a pochi passi dalla Stazione Ferroviaria, da dove partirono i 3 convogli, fra il novembre 1943 e il Febbraio 1944, che deportarono tutti gli ebrei catturati nelle due operazioni verso Auschwitz.

Come per Trento, anche degli edifici originali, rimane ben poco, a causa dei lavori che portarono alla creazione della nuova scuola media: oggi Targhe, pannelli illustrativa e il Memoriale della Deportazione alla Stazione di Borgo San Dalmazzo costituiscono la traccia di quel campo di prigionia e della sua esistenza.

Museo del Deportato (Carpi, Modena, Emilia Romagna)

(Museo del Deportato di Carpi)

Gestito dal 2001, assieme al Campo di Fossoli, dalla omonima fondazione, inserito nella splendida cornice storica di Palazzo del Pio a Carpi, fu realizzato nel 1973, sulla spinta del recupero e la conservazione della Memoria delle vicende del Campo di Fossoli e della Shoah.

Il Museo, che fu frutto di una lunga e ricercata progettazione storica e culturale, che vide la realizzazione affidata allo studio BBPR (Belgioioso, Banfi, Peressutti e Rogers), che si avvalse anche della collaborazione di artisti come Picasso, Longoni, Léger, Cagli e Guttuso, calano il visitatore nell’angoscia e nella assurda lucidità del folle disegno dell’Olocausto e della sua “efficiente macchina di morte”.

Binario 21 (Milano, Lombardia)

(Binario 21 a Milano)

Nei sotterranei della Stazione Centrale di Milano, sotto ai pavimenti, dal 1943 al 1945, partirono, dal Binario 21, tutti i treni destinati ai Lager nazisti nel Reich; da qui, quasi tutti gli ebrei italiani partirono per il loro viaggio, da cui in pochi torneranno vivi.

Dopo la guerra, la memoria di quel luogo venne semplicemente dimenticata, tenuta quasi nascosta, pur essendo al centro e sotto una delle stazioni più note e trafficate in Italia e Europa.

Nel 2002 si inizia a progettare il recupero, i cui lavori cominciano nel 2010 e portano, nel 2013, all’inaugurazione del Memoriale della Shoah di Milano.

Il Binario 21 di Milano è forse la prova più tangibile di come, l’indifferenza delle persone e il girarsi dall’altra parte, permise uno sterminio così programmato nel minimo dettaglio e così palese come la Shoah.

I luoghi della Shoah in Toscana

Anche la Toscana ha purtroppo i suoi luoghi della Memoria, testimonianza dell’arresto, della prigionia e della deportazione della comunità ebraica toscana, di prigionieri politici e tantissime altre persone verso i Lager.

(Binario 16 a Firenze)
  • Il Binario 16 a Santa Maria Novella, da dove partivano i convogli per Auschwitz e i Lager nazisti, dove oggi è collocato un monumento e una lapide a ricordo di quel tragico periodo;
  • Il Campo di Prigiona di Bagno a Ripoli vicino Firenze, a Villa La Selva, nato nel 1940 per ospitare prigionieri politici e stranieri, poi convertito in campo di prigionia per gli ebrei dai nazifascisti dopo l’8 Settembre 1943; in Via del Carota oggi una targa ricorda quel Campo di prigionia, che fu liberato dai partigiani nel 1944;
  • Il Campo di Prigionia di Bagni di Lucca, a Villa Cardinali, creato nel 1943, che venne chiuso nel 1944 dopo la partenza di tutti gli ebrei presenti verso Milano per i convogli per Auschwitz;
  • Il Campo di Prigionia di RoccaTederighi, nel Seminario Vescovile della diocesi, che nel 1944 verrà usato come Campo per gli Ebrei e i prigionieri stranieri presenti in Maremma e nel Grossetano; ad oggi l’edificio non ha una funzione e nel 2009 una Lapide ricorda la triste funzione del Luogo come Campo.
  • Il Museo della Deportazione a Figline di Prato, che racconta la storia dell’Olocausto e della Shoah in Italia, importante per capire come è stato possibile che la Shoah e l’Olocausto siano accaduti
  • Il Memoriale degli Italiani di Auschwitz, ora in Toscana, a Firenze, dopo una lunga vicenda di incuria e problemi con la Polonia, che fu realizzato dagli architetti Belgioioso e si avvalse della collaborazione di Primo Levi.

Visitare questi Luoghi aiuta la Memoria a mantenersi viva e vigile, rendete omaggio a questi posti e fateli conoscere, dunque.

Foto e filmati © aventi diritto.

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