Centro Pecci: Quattro Mostre e un Museo da non perdere

Approfittando delle riaperture dei Musei e delle Mostre, mi sono recato a Prato per visitare una serie di mostre in corso presso una struttura museale davvero particolare.

Museo Pecci, un Museo che Cambia col Tempo

Il Centro per l’Arte Comtemporanea Luigi Pecci di Prato nasce dalla mente di Enrico Pecci, Mecenate e industriale pratese, che vuole realizzare un centro per l’arte contemporanea in memoria del defunto figlio Luigi.

Il Primo progetto viene presentato nel 1978; approvato nel 1984, il cantiere per il Centro parte nel 1985 e vede il suo completamento nel 1988, quando viene inaugurata la struttura, che nella sua prima versione, si ispira ap Centre Pompidou di Parigi.

Il progetto e la realizzazione del Progetto viene affidato all’architetto fiorentino Italo Gamberini (autore e progettista dell’Archivio di Stato di Firenze e della Sede RAI di Firenze e della Toscana). Il Museo vanta una Collezione permanente di oltre mille opere, fra installazioni, sculture, opere video e audio, di artisti come Mimmo Paladino, Mauro Staccioli, Nobuyoshi Araki, Lucio Fontana, Paolo Canevari, Barbara Kruger, Jannis Kounellis e molti altri.

(Il Pecci nella sua prima versione, quella di Gamberini del 1988)

Dal 2005 al 2016 il Museo, sotto la direzione e progettazione dell’archìtetto sino-olandese Maurice Nio, ha ampliato e ammodernato l’edificio, inglobando (e conservando) il nucleo originale di Gamberini in una struttura nuova e futuristica.

Quattro Mostre, quattro linguaggi differenti

Attualmente sono in corso 4 Mostre (3 a ingresso gratuito, 1 con biglietto e prenotazione obbligatoria), che animeranno il Pecci (decreti e situazione della Pandemia permettendo) fino a Aprile inoltrato.

Litosfera

Un dialogo tra Produttivo di Giorgio Andreotta Calò e A Fragmented World di Elena Mazzi e Sara Tirelli

Questa mostra (in corso fino al 18 Aprile) è un connubio fra due differenti installazioni, legate a filo unico al raccontare la Storia del nostro Pianeta: Calò con la disposizione artistica e geologica dei suoi carotaggi, che raccontano le ere e le epoche del nostro Pianeta, quasi a comporre un Paesaggio cifrato sul Pavimento del Pecci; davanti alla sua installazione, scorre in ripetizione continua, la video-installazione del duo Mazzi & Tirrelli, racconta i sussulti e il movimento del nostro Pianeta, fra immagini dell’Etna in subbuglio, ricostruzioni grafiche mixate con i rumori e i suoni create, per il sodalizio artistico, da Giuseppe Cordaro.

(Una veduta dell’installazione Produttivo di Calò)

Protext!

Quando il tessuto si fa manifesto

Il Tessuto, la Stoffa e le pelli hanno accompagnato la Storia evolutiva dell’Umanità e della società nel suo creare dei vestiti per coprire il suo corpo, tenerlo al caldo, indicare il suo livello sociale, raffigurare simboli, poteri, ideali e lotte.

All’interno della Mostra (in corso fino al 14 Marzo, Ingresso € 5,00 su Prenotazione), artisti da ogni parte del Mondo raccontano, attraverso l’uso del tessuto, vari aspetti della società e della cultura umana: l’applicare la quotidianità delle nostre vite social sui tessuti, come fatto dal collettivo greco Serapis Maritime Corporation, o le opere della messicana Pia Camil, che realizza sculture con vestiti prodotti in Messico, venduti negli USA e rivenduti di seconda mano in Messico, parabola del fenomeno delle migrazioni economiche.

Gli Arazzi e le Opere della nigeriana Otobong Nkanga mostrano la contaminazione fra Uomo e Natura nella creazione dei tessuti e delle stoffe, specie nei cambiamenti fisici che la mano umana opera; Vladislav Shapovalov invece lavora attraverso una ricerca storica delle produzioni italiane dei lanifici di Biella e delle condizioni di vita e lotta sindacali delle lavoratrici e lavoratori di quella realtà nel secolo scorso.

(Una delle Bandiere del Progetto di Shapovalov)

l’artista turca Güneş Terkol realizza invece una serie di ricami e bandiere dedicate alle donne che lottano nell’ambito dei grandi mutamenti culturali e sociali che la Società odierna sta vivendo; l’italiana Marinella Senatore porta, attraverso i suoi disegni e i suoi stendardi, il racconto della visione globale del mondo e della storia delle proteste politiche e civili nel Globo.

Chiude questo percorso i lavori e le opere dell’americana Tschabalala Self, che rielabora le tradizionali artigianali delle popolazioni africani per realizzare forme femminili volutamente esagerate, visioni stereotipate della società bianca e americana per molto tempo.

(Le opere di Tschabalala Self)

L’intera Mostra è un tripudio di colori e visioni da tutto il Mondo, che utilizza il Tessuto (tanto caro a Prato e alla sua tradizione tessile) per farne diverse forme di linguaggio, tutte in dialogo perfetto fra loro, simbolo della Globalità odierna.

RAID

di Marcello Maloberti

Questa Mostra (che termina il 15 Febbraio) è dedicata a una delle ultime acquisizioni recenti della Collezione Permanente del Pecci, la video-installazione della Performance artistica realizzata da Maloberti nel 2018 al Pecci.

L’artista lodigiano, creatore di performance visive e sonore che esplorano l’esperienza collettiva delle persone, dove sia i performer che gli spettatori sono un tutt’uno con la Performance artistica stessa; Raid è un momento molte forte di impatto (sonoro, visivo e percettivo) fra il pubblico e i performer che agiscono fra di loro, creando un Unicum artistico.

(Un Frammento della video-installazione di Maloberti)

Jacopo Benassi. Vuoto

Il Vuoto evocato dal fotografo spezzino è quello creatosi nel suo studio dopo lo spostamento e l’installazione del suo Tavolo da Lavoro/Opera all’interno della Mostra; ma anche lo “svuotarsi” dell’artista di fronte al pubblico che vede le sue opere, mettendosi (non solo metaforicamente) a Nudo di fronte ad esso.

(L’installazione/Studio di Benassi)

Le foto esposte (Fino al 28 Febbraio) raccontano tutti i percorsi artistici fatti da Jacopo Benassi nella sua carriera: dalla scena underground e musicale, a percorsi più intimi e personali, come il raccontare attraverso le foto la sua sfera privata, o gli autoritratti realizzati durante le sue Performance artistiche, il tutto con uno stile ormai assolutamente personale e chiaro, dove l’uso del Flash, per Benassi, è la firma con cui identifica e rende uniche le sue fotografie.

(Sacro e Profano visto dall’obbiettivo di Benassi)

Cogliete l’occasione di visitare il Pecci (e Prato)

Se siete toscani (al momento ancora non è possibile muoversi fra Regioni se non per motivi lavorativi o seri), amate l’Arte Moderna o volete avvicinarvi ad essa, cogliete al volo l’occasione di visitare il Centro Pecci (una eccellenza nei siti di arte moderna in Italia e Europa) e vedere artisti della nuova generazione cimentarsi nei temi delle mostre in corso. La visita al Pecci può essere anche una ottima occasione per visitare Prato e il suo Centro Storico, ricco di Arte e Cultura, fermarsi a pranzare nei tanti locali presenti, vivere la vita della Città che ha fatto del Tessile il suo Marchio di fabbrica.

Foto © Enrico Bertelli/Centro Pecci Prato/Aventi diritto Come sempre, alcuni Link utili per Info sulle Mostre in corso e seguire il Centro Pecci sui Social:

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