Buon 2022 dal Capodanno Pisano

E anche quest’anno, Pisa entra nel nuovo anno 9 mesi prima del Resto del Mondo.

No, non sto delirando.

Effettivamente, ogni 25 Marzo, in occasione dell’Equinozio di Primavera (o, nella tradizione religiosa cristiana, con, L’Annunciazione di Maria), Pisa festeggia il Capodanno prima degli altri, per “colpa” di una tradizione storica.

Tutto inizia nel X° Secolo

La tradizione del Capodanno Pisano o “Stile Pisano” nasce intorno al X° Secolo (il primo documento ufficiale che riporta questo evento risale al 985), quando Pisa decide di ripristinare il Calendario Giuliano (che partiva dal 25 Marzo come inizio dell’anno); non era un evento così raro, nel Medioevo e nei secoli antecedenti: molte città, specie i primi Liberi Comuni, adottarono calendari autonomi.

Pisa è fra queste; non è l’ultima che adotta il Calendario Giuliano, ma la particolarità di quello Pisano è nel fatto che sì comincia il 25 Marzo, ma è avanti di un anno. per cui capitava che partendo da firenze per dire, il 12 Febbraio 1345, arrivavi a Pisa il 12 Febbraio…. 1346.

Il particolare “Stile Pisano” piacque come modello e molte altre città e stati l’hanno adottato nel corso dei secoli: Portovenere e Civitavecchia, Gorgona, Capraia, Elba, Pianosa, Corsica, Sardegna, Baleari, Gaeta, Reggio Calabria, Tropea, Lipari, Trapani, Mazara, Tunisia, Algeria, Egitto, Palestina, Siria, la città di Azov (nel Mare omonimo, sulla foce del fiume Don) e infine Costantinopoli (dove solo i cittadini pisani e veneziani erano autorizzati a potersi stabilire in città in modo stanziale).

Lo “Stile Fiorentino”

Anche Firenze ripristinò il Calendario Giuliano, ma mantenne l’anno nel suo regolare svolgimento, differenziandosi da quello Pisano.

Il 4 Ottobre 1582 Gregorio XIII° sancisce con una bolla papale la fine della validità del Calendario Giuliano e l’inizio del Calendario Gregoriano.

Tuttavia, Pisa e Firenze continuano a tenere valido il loro Calendario, ma mettono in vigore anche quello Gregoriano. La fine di questo particolare dualismo finisce il 1° Gennaio 1750, a seguito dell’editto del 20 Novembre 1749 di Francesco I° di Lorena, che stabilisce che tutte le città del Granducato devono uniformarsi al solo Calendario Gregoriano.

Finisce così la tradizione del Capodanno Pisano e Fiorentino.

Gli anni 80 del 900 e la riscoperta

Negli anni 80 a Pisa si inizia a riscoprire le tradizioni storiche della Città.

Dal Giugno Pisano e le sue tradizioni (come il Gioco del Ponte), si riscopre anche il Capodanno Pisano: il pisano Paolo Gianfaldoni fra il 1982 e il 1983 su giornali come Vita Nova e La Nazione, racconta le ricerche storiche fatte alla riscoperta dello Stile Pisano.

La tradizione torna in tutto il suo splendore sulla spinta del rinato Comando di Mezzogiorno del Gioco del Ponte, guidato allora dal compianto Umberto Moschini, storico luogotenente e Presidente (e fondatore) dell’associazione Amici Gioco del Ponte, che riporta il rito del Capodanno ad essere vissuto dalla cittadinanza, rito e celebrazioni che dal 2000 sono gestite e organizzate dall’amministrazione comunale pisana.

(Il corteo storico entra in Duomo – Foto © La mia Vita a Pisa Town)

Nel 2000 anche l’amministrazione fiorentina ripristina il rito dello Stile Fiorentino, mentre negli ultimi anni la Regione Toscana ha inserito il Capodanno Pisano e Fiorentino nel novero dei festeggiamenti ufficiali e rievocativi della Toscana (anche con qualche polemica da parte delle associazioni storiche, specie quelle pisane, anche nella edizione che si festeggia oggi).

Un Raggio di Sole per entrare nel 2022

Ma come avviene questo Passaggio al nuovo Anno?

Fino al XVIII° Secolo, attraverso la Finestra Aurea, a Mezzogiorno del 25 Marzo, un raggio di sole colpiva una zona vicino l’Altare Maggiore nel Duomo di Pisa: quel raggio di sole sanciva l’entrata nel nuovo Anno dello Stile Pisano.

Ma nel XVIII° secolo, in seguito a lavori nel Duomo, la Finestra viene chiusa. Fra il XIX° e XX°, viene ripristinato il Raggio (usando una nuova finestra) e viene realizzata una mensola sopra il riassemblato Pergamo di Giovanni Pisano (nel 1926), ripristinando il Rito del Raggio di Sole (anche se risulta falsata dall’originale, a causa della posizione che sposta anche l’ora del Mezzogiorno “reale”).

(Il raggio di Sole nel Duomo – Foto © l’Eco del Monte & del Padule)

Purtroppo come l’anno scorso, a causa della Pandemia non saranno realizzati eventi pubblici e aperti al pubblico, ma quest’anno, a differenza dello scorso anno, sarà fatta una cerimonia a porte chiuse, augurandosi che il 2022 porti, nello Stile Pisano, serenità e il ritorno alla Normalità.

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