La fine della Censura cinematografica in Italia

Pasquetta ci ha regalato una Notizia che non possiamo che accogliere positivamente per il Cinema italiano e in generale per la Cultura.

Il Ministero della Cultura ha infatti deciso di approvare, in maniera definitiva, l’abolizione della Censura nei film.

Come nasce la Censura

La Censura, ossia la limitazione o cancellazione di opere, scritti, discorsi o argomenti ritenuti inopportuni, nasce praticamente con la civiltà umana stessa.

Già ai tempi della Bibbia si registrano i primi casi di censura (con parti del Libro di Geremia che vengono cancellate e tolte dalla Bibbia), mentre poemi o canzoni ritenute “effeminate” furono bandite dal Regno di Sparta.

Ma la censura diventa quasi Routine prima con l’editto del Concilio di Nicea che colpisce i libri eretici di Ario, che da vita, anni dopo al famoso Indice Papale dei libri eretici,

Nel Medioevo la Censura di libri, opere e scritti ritenuti immorali è proseguita con curia e ostinazione dalla Chiesa e dall’Inquisizione, che applica la censura e la cancellazione di ogni libro o opera ritenuta dannosa per la Morale.

Col tempo il meccanismo della Censura, applicata anche dai Regni e dalle istituzioni politiche, diventa addirittura preventivo (la nascita di quello che oggi conosciamo come “visto censura”), celebre l’Index Librorum Prohibitorium inglese (che rimarrà attivo, con aggiornamenti e rimaneggiamenti, addirittura fino al 1966).

Fra il 19° e 20° secolo la Censura vide una fase calante, anche se ebbe punte di recrudescenza nei regimi totalitari e nelle dittature di diversa estrazione politica nate fra le due guerre mondiali e il periodo della Guerra Fredda.

Oggi viviamo una situazione di libertà molto più ampia di espressione, anche se rimangono situazioni nel mondo dove la censura, dei mezzi di informazione e delle opere artistiche, culturali e visive, ancora colpisce e limita la libertà d’espressione.

La Censura in Italia

In Italia, tralasciando i vari ordinamenti degli Stati preunitari, la prima legge di Censura unitaria, arriva in campo cinematografico nel 1913 (la 785), che limita le oscenità e gli atti immorali nelle pellicole, con ulteriori modifiche e aggiornamenti del 1914.

Queste norme vengono gestite dal Ministero dell’Interno, che nel 1920 vara la prima Commissione Censura, Commissione destinata a stabilire cosa può essere visibile e cosa no nelle sale (addetta anche a rilasciare il Visto Censura), commissione che, durante il Ventennio fascista, passa sotto il famigerato MinCulPop (Ministero della Cultura Popolare).

La censura diventa ancora più stringente sulla stampa e la letteratura, con chiusura e soppressione di testate e giornali; con la fine del Regime e la nascita della Repubblica, l’Articolo 21 sancisce in modo definitivo la libertà d’espressione e informazione, ma rimane attiva e funzionante la Commissione Censura in ambito cinematografica (e successivamente anche televisivo, con la nascita della televisione).

La Legge 21 del 1962 sancisce una prima revisione della Censura in Italia, anche se rimane sostanziale e produrrà una serie di censure famose e tragiche di opere cinematografiche, alcune di queste pesantemente mutilate nel suo montaggio originale o addirittura mai proiettate in Italia (Ultimo Tango a Parigi, Totò che Visse Due Volte, Il Papocchio, solo per citarne alcuni).

Nel 1988 la scomparsa del Ministero per il Turismo e lo Spettacolo, sostituito dall’allora MIBACT (oggi Ministero della Cultura), porta a una ulteriore revisione della Commissione Censura, che nello stesso abolisce l’articolo 11 della Legge 21 sul Teatro, mentre la Commissione viene depotenziata affidando la sua gestione dalla Direzione Generale per il Cinema del 2001.

La nuova Legge

Con i primi adeguamenti del 2016 e i successivi del 2020 della Legge Cinema, La Commissione Censura e la Censura (preventiva e non) di opere cinematografiche e televisive è abolita, ponendo di fatto fine a episodi, anche recenti, di censura di tali opere (per tematiche o scene ritenute inadatte a determinate fasce di pubblico).

Non sarà più possibile vietare l’uscita in sala di determinati film ne condizionare la stessa a tagli o modifiche dell’opera per ottenere l’OK, ma ci sarà, attraverso la valutazione della nuova Commssione per la Classificazione delle Opere cinematografiche, che dovrà solo stabilire in che classificazione il Film debba essere inserito, senza imporre censure o tagli.

Un salto decisamente in Avanti per la fruizione delle opere cinematografiche in Italia, che si spera ponga fine a troppe e fuori luogo campagne “moralizzatrici” viste verso pellicole giudicate “pericolose” o “immorali” e che hanno subito per questo, problemi e ostacoli alla fruizione del pubblico.

Un Viaggio nella Storia della Censura italiana

Per chi fosse interessato a un approfondimento sulla Storia della Censura nel Cinema Italiano, è attivo il portale CineCensura, che raccoglie molto del materiale prodotto, visionato e tagliato dalla Commissione Censura nel 20° secolo, un vero e proprio archivio per capire il cambiamento della Morale e del Costume in Italia dalla nascita della Repubblica ad oggi.

2 Comments

  1. Di Totò che visse due volte ne parlavo giorni fa con un mio amico di Diano. Gran bel film, se siete amanti del grottesco, anche migliore dello Zio di Brooklyn, sempre di Ciprì e Maresco

    • vedevo cinico tv su rai3, la comicità grottesca di Ciprì & Maresco mi piaceva assai, ho apprezzato molto anche Il Ritorno di Cagliostro fatto da loro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.