22:25, Due Navi, 140 vittime, nessuna risposta

Oggi 10 Aprile, a Livorno, non è un giorno qualunque.

Oggi 10 Aprile, da quel 10 Aprile del 1991, Livorno si ferma, perché è un giorno che, per i livornesi e non solo, è una giornata in cui nulla, da quella data, è stato più come prima.

Oggi a 30 Anni di distanza, si ricorda la Tragedia del Moby Prince, uno dei disastri navali più spaventosi della nostra Marina civile, accaduti da dopoguerra a oggi.

Una tragedia che ad oggi, non ha dei colpevoli definiti in modo assoluto, ne una reale ricostruzione dei fatti accertata in sede giudiziaria in modo chiaro e inequivocabile, con molte vicende ancora avvolte nell’ombra.

Una ricerca della verità a cui lottano, dal giorno successivo alla tragedia il Comitato dei familiari delle Vittime, che non hanno mai smesso di lottare, in tutti i gradi di giudizio e nelle varie indagini fatti, oltre che nei lavori della apposita Commissione Parlamentare nata per far luce sulla vicenda, di chiedere che fosse fatta luce sulle origini e le cause di quella tragedia.

Il Comitato ha tenuto e tiene viva la memoria delle 140 vittime (nel disastro, solo un membro dell’equipaggio sopravviverà, diventando unico testimone della tragedia), incitando la Giustizia e le istituzioni a fare luce e chiarezza sulla vicenda e riaprire le indagini (cosa attualmente avvenuta, con la Procura di Livorno che sta svolgendo nuove e indagini e una nuova commissione parlamentare che sta svolgendo a sua volta indagini).

Una Memoria che, oltre a luoghi simbolo come il Porto di Livorno, ha come luoghi della Memoria l’Armadio della Memoria istituito dalla Regione Toscana nel 2019 (che conserva, alla Biblioteca Pietro Leopoldo di Palazzo Cerretani, documenti e testimonianze di tre grandi tragedia come il Moby Prince, la Strage di Viareggio e il disastro della Costa Concordia), mentre la Pandemia ha impedito, al momento, l’inaugurazione di un Museo dedicato al Moby Prince, organizzato dal Comitato con il recupero, recente, di effetti personali e resti di oggetti trovati sul traghetto.

O anche attraverso opere artistiche del fotografo/artista Francesco Vieri, che realizza, assieme all’artigiano pratese Matteo Simoni, il progetto “La Verità a Terra” dedicata a due grandi tragedie senza risposta della storia recente italiana: la Strage di Ustica e il Disastro del Moby Prince, progetto che verrà donato alla Città di Livorno e al Comitato delle Vittime; o come gli splendidi Manifesti (uno per ogni vittima del Moby) realizzati dal collettivo artistico e Galleria d’arte livornese Uovo alla Pop, legati al progetto “Documenta 30” di Effetto Collaterale.

Oggi, come ogni 10 Aprile, a Livorno e non solo, è bene ricordare e chiedere Verità per le vittime, i familiari e la Storia su quanto accaduta, quella sera di 30 anni fa, nel Porto di Livorno.

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