Enzo Sciotti, l’Artista dei Manifesti

Domenica, come un fulmine al ciel sereno, è arrivata la notizia della scomparsa di Enzo Sciotti.

Forse ai più giovani o a quelli che si sono avvicinati alla passione del cinema in tempo recente, il nome e cognome di questo eccezionale artista romano, dice poco o nulla.

Ma fra gli amanti del cinema, specie quelli legati al genere Horror o ai film di genere, il nome di Enzo Sciotti è legato a un’aura di culto e massimo rispetto.

Quando giravo le videoteche (una forma di negozio praticamente estinta o quasi, ai giorni nostri), rimanevo colpito, girando fra le sezioni, dalle illustrazioni legate ai film horror, o apocalittici o legati a tanti altri generi (dall’avventura al poliziottesco, dalla commedia allo storico), specie per quelli che mostravano illustrazioni dipinte, atte ad evocare (anche se a volte con una ricca licenza poetica rispetto al contenuto originale del film) cosa aspettarci da quel film in videocassetta.

Solo più tardi ho scoperto che tante di quelle copertine e locandine che vedevo, erano di Sciotti.

Romano classe 1944, iniziò giovanissimo (a 16 anni) a lavorare nel mondo dell’illustrazione pubblicitaria, presso lo Studio Bat di Riccardo Battaglia, per poi passare al prestigioso studio di Maro.

Ben presto il suo nome e il successo arriva, per cui decide, assieme al collega e amico Ezio Tarantelli, fonda lo Studio E2, con cui realizzerà la maggior parte delle sue produzioni.

Registi come Fulci, Verdone, Bava, Deodato, Citti, Martino, Castellani & Pipolo, solo per citare alcuni nomi del cinema italiano, ma anche registi internazionali come Lynch, Reynolds, Raimi, Gordon hanno l’onore di vedere realizzate locadine e manifesti dal grande artista romano.

Le illustrazioni realizzate da Sciotti avevano un tratto inconfondibile, capace sempre di far capire a chiunque si fermasse a vedere le sue locandine, cosa avresti trovato nel film come atmosfere e le aspettative, che fosse una commedia o un horror.

La scomparsa di Enzo Sciotti ci priva di un grande artista, ancora attivo, che poteva regalare ancora molto all’arte e al cinema, anche se le sue opere rimarranno a testimoniare un periodo storico in cui la Pubblicità dei film era una vera forma d’arte, mentre ora viviamo un periodo in cui, forse, abbiamo perso un po di quel tocco artistico che ci portava, per le strade o davanti al cinema, a sognare cosa avremmo visto in sala, qualche minuto dopo, sul grande schermo.

2 Comments

  1. Bruttissimo modo per terminare la domenica sera. Molti appassionati di cinema nemmeno conoscevano il nome di questo maestro, anche se di sicuro ricordano le sue fantastiche locandine, con lui sparisce una grossa fetta di cinema di genere e un modo di fare locandine ormai passato, mi mancherà molto. Cheers!

    • una forma di arte vera che è durata per decenni, poi pian piano soppiantata dall’uso della fotografia e della computer grafica (alcune cose belle, la maggior parte davvero dimenticabili), era spesso ospite delle fiere del fumetto dove faceva conferenze sempre molto partecipate, mostre e aveva sempre un suo stand dove incontrava i fan e vendeva le sue opere

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