1° Maggio 1991: Elio & le Storie Tese al Concertone – Cronaca di una delle censure più incredibili (e frettolose) della RAI

Oggi ricorre il trentennale di uno degli esempi più clamorosi di censura in diretta della Storia della RAI, in particolare legato al Concerto del 1° Maggio del 1991.

Vi parlo dell’ormai leggendaria Performance di Elio & le Storie Tese sul Palco di Piazza San Giovanni, dove portarono la canzone “Sabbiature” totalmente a sorpresa.

Secondo anno del Concertone

Il Concerto, promosso dai sindacati CGIL, CISL e UIL insieme, già al secondo anno è diventato già un evento di rilievo atteso da migliaia di giovani sotto il Palco (grazie anche alla fruibilità gratuita dell’evento) e da milioni di persone in diretta televisiva sulla RAI (che organizza una maratona non-stop fra le sue reti per seguire il concerto dall’inizio alla fine).

La Line-Up del concerto è di tutto rispetto: Litfiba, Gang, Timoria, Tazenda, giovani emergenti come Ligabue, cantanti storici come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Mauro Pagani, progetti particolari come gli Avion Travel, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, e molti altri (ospiti internazionali della manifestazione il cantante algerino Cheb Khaled e il duo americano Tuck & Patti); a questi si aggiungono gli Elio & le Storie Tese, un complesso molto amato dai giovani per i loro testi demenziali e irriverenti.

Il complesso è al loro primo concertone e ha in mente di fare una Performance che sarà destinata a rimanere nella Storia…

Prime avvisaglie

Che per i dirigenti della RAI, non sarebbe stata una giornata tranquilla, avevano avuto le prime avvisaglie con la performance dei Gang, che, rispetto alla scaletta concordata, prima leggono un proclama di sciopero generale contro l’esecutivo Andreotti in carica e poi eseguono Socialdemocrazia anziché Ombre Rosse:

I dirigenti cercano di fermare la loro sessione, ma non ci riescono.

Le conseguenze le pagano Elio & le Storie Tese

Ormai sull’attenti, i funzionari RAI seguono con attenzione il salire sul palco di Elio e soci, ben sapendo che sono personaggi sopra le righe e con il “vizio” di ri-arrangiare i loro pezzi con fatti del momento. Ma non si immaginano davvero COSA stiano per cantare.

Parte a razzo il motivo di “Cassonetto differenziato per il Frutto del Peccato” (canzone dedicata all’aborto, polemica sempre attuale), ma subito la base cambia ed Elio inizia un vero e proprio “Rap” ante litteram (si potrebbe quasi definire l’antesignano del Dissing italiano pure) e attacca Sabbiature, un testo dedicato, con Nomi e Cognomi, a casi di vicende giudiziarie legati a politici e uomini di potere italiani:

I dirigenti RAI entrano in iperventilazione, ordinano l’immediata sospensione delle riprese sul palco, buttano Mollica con Ricky Gianco per una improbabile intervista a sostituire le riprese video, mentre sul Palco a Elio & le Storie Tese viene letteralmente intimato di scendere dal Palco, con Elio che si getta per terra urlando “Come Jim Morrison!” viene portato via quasi a peso e agli altri membri viene staccata di forza l’audio agli strumenti, come raccontano gli stessi Elii alla Bignardi in una intervista di qualche anno fa:

Per il complesso è la calata di un vero e proprio “editto bulgaro” che bandirà il gruppo per anni dalla RAI e dal palco del Primo Maggio, bando che finirà nel 1996 quando il gruppo arriverà a un passo dalla Vittoria a Sanremo con la Terra dei Cachi (e l’esplosione a livello nazionale di vendite e successi) e li vedrà tornare altre volte sul Palco del concertone: nello stesso 1996, nel 2008 e nel 2013.

Il video originale di quella Performance invece ancora subisce la Damnatio Memoriae nelle teche RAI e su Youtube, dove è praticamente impossibile trovarlo, l’unica traccia e sul leggendario Internet Archive, che potete trovare a questo Link QUI ; l’unica testimonianza video della presenza di Elio & le Storie Tese è invece in questo video dove un ignaro Mollica intervista Elio qualche secondo prima della loro esibizione:

Non solo Elio

Elio & le Storie Tese non sono stati gli unici a vedersi subire censure o tagli al Concertone.

Fra i casi più famosi, i Litfiba che, a causa delle parole dette contro il Papa da Pelù nel 1993, nel 1997, quando sono chiamati a chiudere il concerto, la RAI chiude la diretta preventivamente per evitare dichiarazioni sconvenienti sul palco in diretta televisiva; Nel 2004, per evitare questo genere di “sorprese”, si decide di trasmettere non in diretta ma in differita di 20 minuti l’intero concerto (anche questo per evitare, come accaduto l’anno prima, polemiche politiche, in quel caso lanciate da Daniele Silvestri contro il Governo Berlusconi).

Nel 2011 solleva molte polemiche l’obbligo ai cantanti, dietro firma del contratto per la performance sul palco, di non parlare ne di temi politici ne dei referendum che si sarebbero tenuti in quell’anno (legati all’ambiente, alle risorse idriche e all’energia nucleare); Nel 2013 fece discutere l’espulsione di Fabri Fibra, annunciato fra i partecipanti, considerato “inopportuno” per alcune sue canzoni dai sindacati e da alcune associazioni femminili che avevano protestato per la sua presenza annunciata.

Sempre nel 2013, durante il Concerto, il Management del Dolore Post-Operatorio verrà censurato a causa della Performance del cantante Luca Romagnoli, che prima esegue una versione blasfema dell’eucaristia con un preservativo, poi, accortosi che la diretta è saltata e la loro sessione interrotta, si cala pantaloni e mutande sul palco, guadagnandosi, oltre al Ban per le successive edizioni, denunce e polemiche varie.

C’è poi la “leggenda” (mai verificata) che ci sia una sorta di “predilezione” per interrompere i live di Edoardo Bennato con pubblicità e collegamenti vari, ma non è mai stata provata come fondata questa “censura” verso il cantante napoletano.

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