Ma che fine avevi fatto?

Essendo nato alla fine degli anni 70, la mia infanzia è stata immersa nella tv generalista degli anni 80, con tutti quei programmi che le reti della nascente Fininvest (oggi Mediaset) lanciava per intrattenere il pubblico e strapparlo dal vedere le reti pubbliche.

Oltre ai tanti cartoni che riempivano le mie giornate e al Wrestling la Domenica, la sera, una volta a settimana, su Italia 1 andava in onda Drive In, dove si esibivano, in numerosi sketch, imitazioni e performance, diversi comici.

Fra quelli che mi colpivano di più, oltre a Giorgio Faletti, Enrico Beruschi e Carlo Pistarino, le travolgenti gag di un duo, che faceva anche sketch in singolo, formato da Gianfranco D’Angelo e Ezio Greggio.

Il duo aveva un grande affiatamento, ma anche in singolo, d’Angelo e Greggio sapevano catturare il pubblico allo schermo, con le rappresentazione grottesche dei loro personaggi o delle caricature che facevano ai personaggi famosi dell’epoca.

D’Angelo aveva dei cavalli di battaglia che diventarono tormentoni all’epoca: dall’improbabile ammaestratore di cani con il fido Has Fidanken, a quello che oggi i Nerd definirebbero l’antesignano dei Furry, il coniglione paffuto e timido Tenerone, ma io l’adoravo soprattutto nelle imitazioni.

Da quella doppia di Baudo/Milo (e dei loro fidi Parrucchini da compagnia) in una improbabile telenovelas, a quella di una Raffaella Carrà novella Madonna dalle “taumaturgiche lacrime” intervista (sempre dallo stesso d’Angelo) da un Roberto Gervaso devoto e affascinato dalla stessa.

Ma D’Angelo non aveva avuto successo solo in TV: veniva da anni di teatro e spettacoli teatrali (dove ha recitato con successo negli ultimi anni di vita), da una lunga serie di apparizioni e ruoli al cinema (specie nella commedia italiana, a fianco di tanti personaggi di successo nel genere come Alvaro Vitali, Renzo Montagnani, Lino Banfi, Barbara Bouchet, Gloria Guida e molt* altr* protagonist*); era stato anche a lungo legato da un lungo sodalizio (artistico e d’amicizia) con Ezio Greggio e Antonio Ricci (come nella prima edizione di Striscia La Notizia).

Negli ultimi anni, era un po sparito dalle scene e dalle cronache legate al mondo dello spettacolo, concentrandosi di più sulle produzioni teatrali, salvo qualche breve apparizione in programmi televisivi, ma era sempre stato, nel privato e fuori dallo spettacolo, una persona molto riservata e semplice, forse anche per questo molto apprezzato dai colleghi e dal pubblico, ma sempre disponibile per una foto, un’autografo o una stretta di mano.

Te ne sei andato alla soglia degli 85 anni, che avresti compiuto il 19 Agosto, ci rimangono le tue gag, le tue interpretazioni, i tuoi personaggi pittoreschi…. ciao Gianfranco

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