11 Bare, una terribile scelta: 100 anni fa il Milite Ignoto

Vuoi anche per la situazione Pandemica, lo scorso 2 Novembre, un po in sordina, è passato una ricorrenza molto particolare, legata a una pagina importante della nostra storia: Le vicende intorno al Milite Ignoto.

Uno, per ricordare Tutti

Il 1920 è un anno tormentato e difficile per l’Italia: abbiamo sì vinto la Prima Guerra Mondiale al fianco dell’Intesa, ma a un costo economico e umano altissimo.

Più di un Milione di morti fra militari e civili, centinaia di migliaia di invalidi civili e militari, una economia stremata, un paese da ricostruire; inoltre, gravi tensioni sociali, frutto in parte del malcontento per come erano andati gli accordi di Versailles – che crearono la retorica della “Vittoria Mutilata” su cui, più tardi, soffierà forte il nascente fascismo, per ottenere consensi e potere, che la porteranno nel 1922 al potere – e in parte per gli scontri e le proteste legate al “Biennio Rosso”.

Ma in questo periodo tormentato che si muove un generale casertano, che sta portando avanti un progetto che vuole dare un simbolo, a quella generazione spazzata via dai campi minati, dal filo spinato, dagli assalti a raffica per prendere poche decine di metri a fronte di migliaia di morti.

Quel generale si chiama Giulio Douhet: brillante ma molto irruento nelle sue scelte, Douhet è fra i padri dell’aviazione militare italiana, che ha teorizzato per primo, nel regio esercito, l’attacco in quota con aerei sui campi di battaglia, sperimentati con successo nella guerra italo-turca.

All’inizio della guerra, frizioni fra lui e lo stato maggiore portarono il suo allontanamento dall’Aeronautica e trasferito in fanteria. dove, allo scoppio della guerra, finisce sul fronte dell’Adamello; ma l’irruenza di Douhet con cui insisteva, con missive e memoriali inviati allo Stato Maggiore, sull’uso della aviazione e le feroci critiche ai comandi militari sul fronte e al loro operato, portano al suo arresto e al confinamento, a Fenestrelle, fino quasi alla fine del conflitto.

Nel 1918 viene congedato e rimane come ufficiale in congedo nel novero dell’esercito, dove fonda, nel 1920, l’UNUS (Unione Nazionale Ufficiali e Soldati); ed è con questa associazione, assieme alla “Garibaldi. Società dei Reduci delle patrie battaglie”, Douhet elabora la proposta per il “Milite Ignoto”.

(La proposta di Douhet su Varietà- 1920 Foto © Bibl. Naz. Centrale Roma)

La proposta di Douhet pur con qualche riserva politica, approda alla Camera il 21 Giugno 1921 (poco prima della caduta del quinto governo Giolitti) e approvata il 5 Agosto (sotto il governo Bonomi); il 6 Agosto dello stesso approda anche al Senato, dove viene approvata il 10 Agosto; l’11 Vittorio Emanuele III firma il decreto e il 20 Agosto viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Il 28 Ottobre viene poi firmato il decreto che ufficializza come 4 Novembre la data per la Celebrazione dei Caduti e della Vittoria.

Una dolorosa ricerca (e una dolorosa scelta)

Da lì parte la ricerca dei corpi di militi ignoti che verranno scelti per poi essere sottoposti a una ulteriore selezione per stabilire quale sarà il Milite Ignoto: sono 11, prelevati dagli altrettanti campi di battaglia (o zone limitrofe) del fronte italiano, mai identificati o rivendicati; i corpi vengono ricomposti e portati, con tutti gli onori, ad Aquileia, nella Basilica il 28 Ottobre, dove, dopo una solenne cerimonia funebre e di commiato, avverrà la scelta.

Ad Aquileia non arrivano solo 11 bare: arrivano anche altrettanti madri, che hanno perso altrettanti figli, mai ritrovati sui campi di battaglia, anonime tombe in anonimi cimiteri di guerra; fra queste Maria Maddalena Blasizza in Bergamas.

Originaria di Gradisca d’Isonzo, allora territorio austro-ungarico, il cui figlio, italiano, diserta dall’esercito austroungarico e passa in quello italiano, dove cade sulla Marcesina nel 1916; seppellito in un cimitero di guerra, il suo corpo viene disperso quando la località dove è seppellita la salma viene bombardato, rendendone impossibile il riconoscimento.

(La scelta della Bara del Milite Ignoto sulla Domenica del Corriere – 1920)

Maria, scelta dopo che l’iniziale madre di guerra indicata viene sollevata da tale onere, sarà lei a scegliere la Bara che verrà seppellito, con tutti gli onori, all’Altare della Patria a Roma. La scelta di Maria, dopo un lungo peregrinare davanti le 11 bare, cadrà sulla decima, in un momento molto toccante e drammatico.

Il Lungo viaggio verso Roma

Alle 8.00 del 29 Ottobre da Aquileia parte uno speciale convoglio ferroviario, con la bara esposta su un vagone speciale, che da Aquileia arriva a Roma il 2 Novembre; in quasi tutte le principali stazioni, il treno si fermo per raccogliere gli omaggi e i saluti della popolazione che si assiepava , per lanciare fiori, sventolare bandiere, piangere quel milite in cui tanti, milioni, riconoscevano il figlio, il padre, il fratello, perso in battaglia.

Quel passaggio e quel corpo generò, in quei giorni, un senso di unità e sentimento nazionale, che sembrò mettere da parte, per quell’evento, divisioni, scontri e tensioni politiche, ma fu una breve illusione, visto che arrivarono da lì a poco, l’anno successivo, l’avvento del regime fascista.

Il Milite ostaggio del Regime, l’Oblio e la riscoperta

Salito al potere, Mussolini e il Regime capiscono come prendere in ostaggio simboli della Grande Guerra e della Patria sia utile per ottenere simpatie delle Masse, per cui purtroppo, anche l’Altare della Patria e il Milite Ignoto finiscono ostaggio della propaganda del Regime, che utilizza il 24 Maggio, il 4 Novembre e il Milite come simboli da legare al fascismo.

Fu anche per questo motivo che, nonostante alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il Vittoriano viene spogliato di tutti i rimaneggiamenti e aggiunte del fascismo e torna a luogo istituzionale e di ricordo dei Caduti, dagli anni sessanta fino a quasi la fine del 20° secolo, il Monumento e il Milite Ignoto vive una sorta di Oblio e Damnatio Memoriae, che portano a un generale disinteresse per la figura del Milite Ignoto e di quanto accaduto nella Grande Guerra.

Ma è con i Presidenti della Repubblica Ciampi prima e Napolitano e Mattarella poi, che il Vittoriano e il Milite Ignoto riacquistano memoria, rispetto e un ritorno alla riscoperta di quella figura e di quel monumento, grazie anche al recupero, complice anche, 10 anni fa, dei festeggiamenti per il 150° dell’Unità d’Italia prima e, nel 2015, dei festeggiamenti per il Centenario della Grande Guerra, del recupero e riscoperta dei tanti simboli e luoghi della storia italiana moderna.

Le Celebrazioni oggi

Le Celebrazioni del 2021 hanno avuto momenti alti e bassi: da una non voluta Gaffe sui social, che ha scatenato diverse polemiche (specie a destra e nell’estrema destra, dove da decenni credono di avere un qualche “copyright” di immagine sulla Grande Guerra e il Milite Ignoto), alla bella iniziativa di ricostruire, anche dal punto di vista rievocativo-storico, il viaggio del Milite Ignoto, o una splendida mostra immersiva organizzata durante l’ultima edizione del Lucca Comics. Ci sono stati anche, in tutta la Penisola, momenti istituzionali, commemorazioni, mostre e altri eventi minori, che hanno reso, nonostante il clima e la situazione pandemica, questa celebrazione alquanto sentita.

(Rievocatori ad accogliere il Milite Ignoto a Firenze – Foto © Bruno Giannoni/FB)

Credo che sia importante conservare la Memoria storica del proprio Paese, anche per raccontare una pagina così particolare come questa, la storia di un Milite senza nome che divenne simbolo di una generazione letteralmente mandata al Macello per conquistare metri di terra, lontani dalla propria casa.

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