Goodbye, sono il Dottore

Come spiegare le emozioni che provoca il ritiro di uno sportivo diventato Icona e simbolo di uno Sport come Valentino Rossi, la scorsa Domenica a Valencia?

9 Titoli mondiali in quattro differenti classi (125,250,500, MotoGP), quattro differenti case motociclistiche (Aprila, Ducati, Honda e Yamaha), 432 Gare disputate, 115 vittorie, 235 Podi, unico italiano ad aver vinto la 8 Ore di Suzuka, una fanbase a livello mondiale che ha avuto pochi eguali nella storia delle Moto.

Il mio rapporto da tifoso con Valentino è iniziato fin quasi subito dai suoi primi exploit in 125: vedere un ragazzo della mia stessa età (io nato a fine anno quasi, lui nato agli inizi del 1979) proveniente da un piccolo paese delle Marche, riuscire a impensierire e mettersi davanti leggende del Motomondiale e campioni navigati con una facilità disarmante, una guida imprevedibile, che festeggiava le vittorie con una goliardia devastante e irriverente, mi ha conquistato immediatamente.

I primi anni di RossiFumi (in onore al suo idolo Abe, che lo aveva colpito per le sue prestazioni in 500), poi gli anni di Valentinik (in omaggio a Paperinik) e poi, con la prima vittoria in 500, gli anni del Dottore fino ad oggi: una lunga e splendida carriera, con imprese incredibili, rimonte impossibili, vittorie storiche e sconfitte inaspettate. Anni in cui Rossi ci ha regalato la sua Goliardia, le sue celebri scenette a fine gara, i caschi e le grafiche celebrative (tutte realizzate da Aldo Drudi, una leggenda e una istituzione nel campo delle grafiche per piloti).

Ha regalato rivalità epiche con Max Biaggi, Loris Capirossi, Sete Gibernau, Casey Stoner, Jorge Lorenzo, Marc Marquez, battaglie epiche e accese; lo abbiamo visto colpito dalle perdite di Katoh, Simoncelli e Abe, amici e colleghi con cui aveva grandi rapporti e attaccamento (la scomparsa di Simoncelli è stata probabilmente fra quelle che lo ha colpito e influenzato molto di più il suo carattere negli anni successivi).

La popolarità e il successo di Rossi anche fuori dal circuito e l’ambito sportivo (citazioni, comparsate e apparizioni, testimonial per aziende e marchi, produzioni a fumetti e artistiche dedicate a lui) hanno trasformato Rossi in una vera Icona che va oltre la sola parentesi sportiva del pilota originario di Tavullia (PU), ma lo ha portato a diventare un personaggio di successo a 360°, un vero e proprio Brand negli anni che ha messo il numero 46 e la sua faccia ovunque.

Nemmeno le vicende che lo portarono ad avere un contenzioso con l’Agenzia delle Entrate hanno offuscato, nei fan e negli sportivi, l’immagine del Dottore, che non sembra mai aver risentito di una perdita d’amore da parte dei Fan, nemmeno negli ultimi anni di carriera, con risultati altalenanti.

Il ritiro dalle corse (ma non dall’ambiente, dove Rossi rimarrà attivo con la sua Scuderia e l’Academy fondata da lui) ci lascia un vuoto, in attesa di veder spuntare, sulle piste, un altro pilota in grado, come lui, di diventare il Simbolo di uno sport a 360° come è stato il Dottore, con le sue imprese, le sue gesta, le sue goliardate e i suoi lampi di folle genialità nel portare in giro per il mondo quel 46 sulla Carena.

Grazie di tutto, Dottore.

 Foto © AFP/ Video © Youtube/Aventi diritto

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