Il Museo che non ti aspetti – Museo delle Civiltà di Roma

Torna l’editoriale dedicato ai musei particolari e poco conosciuti del nostro Paese, spesso fuori dal grande giro turistico.

Il mese scorso, per impegni legati al Wrestling, sono stato a Roma, nel quartiere dell’EUR e nel tempo libero, ho avuto piacere di visitare un complesso museale molto interessante: Il Museo delle Civiltà di Roma.

Quattro al prezzo di Uno

Questo Museo è di recente fondazione (2016), ma racchiude in se quattro musei storici romani, nati fra la fine dell’800 e la prima metà del 900, specializzati in ambiti diversi, ma legati dal filo comune del raccontare la quotidianità e l’evoluzione della civiltà umana: il museo preistorico etnografico Luigi Pigorini (Nato nel 1876); il Museo delle arti e tradizioni popolari Lamberto Loria, nato nel 1956 (ma le cui origini risalgono al 1906, a Firenze); il Museo d’arte orientale Giuseppe Tucci, nato nel 1957; il museo nazionale dell’Alto Medioevo Alessandra Vaccaro, nato nel 1967.

L’accorpamento ha permesso comunque di mantenere il nucleo originale delle precedenti strutture, che sono tutte collocate nei tre edifici nati per l’Esposizione Universale del 1942 (mai avvenuta) – come tutto il quartiere nel suo nucleo originale – che dovevano ospitare proprio alcune delle mostre dedicate al lato scientifico, antropologico e di cultura popolare durante l’esposizione; con un biglietto unico è quindi possibile visitare i tre poli (tutti vicini e concentrati in Piazza Guglielmo Marconi) e le loro collezioni.

Il Museo Pigorini

Partiamo nella visita dal nucleo più antico del museo, creato alla fine dell’800 da Luigi Pigorini, archeologo emiliano che, con il suo lavoro, fonda il museo Preistorico Etnografico che porta oggi il suo nome.

Purtroppo al momento la sezione Preistoria è chiusa per il nuovo allestimento e il restauro della sezione, ma ho trovato affascinante e ricca tutta la parte etnografica (dove è confluita, nel 2017, anche tutta la raccolta del Museo Orientale intitolato all’esploratore marchigiano Giuseppe Tucci), che ci porta a conoscere approfonditamente le civiltà nei continenti al di fuori dell’Europa (ho apprezzato moltissimo la sezione dedicata all’Africa e quella dell’Oceania, molto interessanti); sempre in questo parte del Polo museale, si inaugurerà a breve il nuovo allestimento del Museo Africano, chiuso nel 1971, che verrà intitolato a Ilaria Alpi con il nuovo nome di Museo Italo-Africano, che si pone anche l’obbiettivo di rileggere in modo critico il colonialismo italiano.

Il Museo Lamberto Loria

Spesso si tende a pensare ai musei dedicati alle tradizioni popolari con una concezione molto classica e datata di una lunga sequenza di oggetti esposti in modo statico e molto “casalingo”, il Museo romano invece punta molto, nelle varie sale, a coinvolgere e rendere vivi questi oggetti e le culture popolari da cui rappresentano.

Il Museo nasce nel suo nucleo storico dalla mostra organizzata nel 1911 dalla Società di Etnografia Italiana, che porta in mostra nella capitale le collezione create dall’italo-egiziano Lamberto Loria a Firenze nel 1906, in quello che di fatto è il nucleo primigenio del Museo, che poi approderà, dopo vicende alterne, in forma stabile nell’attuale sede all’EUR.

(Macchina di Santa Rosa)

Attraverso, musiche, filmati e una esposizione molto moderna (che ho apprezzato molto, anche il fatto che l’intero museo ha l’impianto luci che si attiva a passaggio e presenza, una scelta – dal punto di vista green ed economica – assolutamente apprezzabile), scopriamo quindi la vita nei campi, nei paesini, le manifestazioni popolari (suggestiva l’installazione, nel Salone delle Scale, delle Macchine liturgiche di eventi come La Corsa dei Ceri di Gubbio, La Macchina di Santa Rosa di Viterbo ed altri eventi religiosi e popolari), i mezzi di trasporto popolari e molte altre cose legate alla cultura popolare italiana, un vero scrigno di cultura antropologica popolare italiana.

Il Museo Alessandra Vaccaro

Ultimo per nascita, ma non per l’importanza del materiale presente nello stesso, voluto e creato dall’archeologa romana Alessandra Vaccaro, innovatrice per la ricerca, il restauro e la conservazione nel campo archeologico dedicato agli studi sull’Alto Medioevo.

(La sala dell’Opus Sectile)

Questo Museo racchiude delle vere e proprie chicche, fra le collezioni presenti, che spaziano dal campo della gioielleria e dell’oggettistica, provenienti dagli scavi fatti in Centro Italia, fino a quello che considero il pezzo più bello e pregiato di tutto il complesso museale del Museo delle Civiltà: la ricostruzione della della Domus di Porta Marina a Ostia, unica testimonianza mondiale di opera quasi completa di Opus Sectile di epoca romana, scoperta nel 1949 e ricostruita e restaurata all’interno di uno splendido allestimento museale nel Museo nel 2007, una visuale e una emozione che vale da sola il prezzo del biglietto e la visita dei tre musei del Polo.

Spazio per Mostre ed eventi

Il Museo ospita anche mostre ed eventi temporanei, che possono permettere di scoprire, a persone interessante alle mostre ospitate, questo particolare polo museale.

Fino al 5 Dicembre, ad esempio, ha ospitato la mostra fotografica dedicata al fotografo e antropologo Frank Cancian, morto lo scorso anno, che nel 1957, aveva raccontato e fotografato la vita degli abitanti di Lacedonia, in Irpinia, come studio antropologico sulle popolazioni italiane nel dopoguerra.

(Le foto di Cancian in mostra)

Mentre fino al 30 Dicembre, nell’ambito delle celebrazioni per il 700° anniversario della morte di Dante, le sale del Museo Etnografico ospitano “Ne La Città Dolente. Viaggio nel Mondo dei Morti”, dove, attraverso i vari modi delle culture e delle civiltà di rapportarsi con la Morte e le divinità, rileggiamo in chiave dantesco le varie modalità con cui, nel Mondo, si parla di vita dopo la Morte, Angeli, Demoni e oltretomba.

(Una delle maschere in mostra a “Ne La Città Dolente”)

Occasione per scoprire l’EUR

Visitare il Museo delle Civiltà, oltre che occasione per scoprire un Polo museale ricco di splendidi oggetti e testimonianze che merita davvero una visita (e meriterebbe una maggiore campagna mediatica e di promozione, a mio avviso), è anche occasione per visitare un quartiere come l’EUR e le sue bellezze architettoniche.

la visuale del Palazzo della Civiltà Italiana, del Palazzo dei Congressi o della Basilica di S. Pietro e Paolo, meritano una visita per studiare l’architettura razionalista del ventennio, oltre che guardare lo sviluppo di quello che doveva essere, nell’idea del regime, la vetrina dell’Italia e delle sue conquiste nel corso dell’Expo Mondiale del 1942, o di studiare le architetture nata dall’espansione negli 60, favorite dall’Olimpiade di Roma del 1960, come il Palazzo dello Sport o il Palazzo ENI, o il curioso “Fungo” dell’EUR.

(Una veduta dell’EUR e del Palazzo dei Congressi)

Il quartiere, poi, è dotato di diversi parchi e aree verdi, oltre che di locali per tutte le tasche dove mangiare e strutture alberghiere molto pratiche, che permettono di farne anche una ottima base d’appoggio da cui poi partire, e pianificare, visite nel Centro di Roma.

La visita all’EUR e al Museo delle Civiltà è quindi l’occasione per visitare una Roma meno nota e fuori dal classico Giro del turista nella Capitale.

Museo delle Civiltà – Piazza Guglielmo Marconi 14

  • Martedì-Venerdì 8:00-19:00
  • Domenica 8:00-19:00
    La biglietteria chiude mezz’ora prima
  • Lunedì, Sabato chiuso
  • Per la prenotazione di gruppi, anche autonomi, chiamare il numero 3913283400, attivo dal martedì al venerdì 9:00-14:00.

Biglietto unico
10,00 €, intero
2,00 €, agevolato, per i cittadini dell’Unione europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni
Gratuito ai cittadini sotto i 18 anni, per gli Abbonati e per gli aventi diritto

Abbonamento al Museo delle Civiltà: 22,00 €

Ed ecco tutti i Link utili per seguire il Polo museale:

Sito Ufficiale

Pagina FB

Profilo Instagram

Profilo Twitter

Foto © Enrico Bertelli – 2021

2 Comments

  1. E’ davvero tanto che non frequento più quelle zone e non sapevo di questo accorpamento, ma all’epoca ho davvero amato questi musei, visitati quand’erano ancora entità singole.
    Con il Pigorini ci sono cresciuto, era un museo che costava pochissimo e se non ricordo male ci sono andato anche in gita scolastica. Ho avuto il grande piacere di visitare più volte la sezione preistorica ed era un modo di vedere “dal vivo” quelle cose che altrimenti potevo solo leggere nei libri sull’argomento.
    Dall’alto Medioevo alla civiltà romana sono musei che ho davvero amato, visitati in un momento molto intenso della mia vita (metà anni Novanta) e dovrei avere ancora da qualche parte i vari souvenir e libri presi in quelle occasioni.
    Da quando vivo in provincia gli spostamenti sono più impegnativi e il tempo decisamente inferiore a prima, quando mi bastava una manciata di minuti d’auto per raggiungere quei musei, quindi temo che non tornerò a visitarli, ma sono contento godano ancora di ottima salute 😉

    • Intanto grazie Lucius per il commento ^^ guarda, volendo, ci arrivi bene anche con la metro (la fermata è lì vicino), quindi se ti organizzi, vale una giornata da prendersi per visitarlo, io non li conoscevo e mi hanno conquistato, specie quello dell’Alto Medioevo con la Domus.
      Con l’accorpamento poi, con 10 euro li visiti tutti in un colpo solo, veramente un prezzo popolare per dei musei che, altrove, costerebbero il doppio come ingresso, per quello che custodiscono

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