MCR – Siamo I Ribelli della Montagna

(Sono partigiano.

Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.

Antonio Gramsci, Scritti Giovanili.
Sono Pinotti Avio nome di battaglia ATOS)

Dalle belle città date al nemico
fuggiammo via su per le aride montagne
cercando libertà tra rupe a rupe
contro la schiavitù del suol tradito

lasciammo case, scuole ed officine
mutammo in caserme le vecchie cascine
armammo le mani di bombe e mitraglia
temprammo cuori e muscoli in battaglia

Siamo i ribelli della montagna
viviam di stenti e di patimenti
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir

Siamo i ribelli della montagna
viviam di stenti e di patimenti
ma quella legge che ci accompagna
sarà la fede dell’avvenir

La giustizia è la nostra disciplina
libertà è l’idea che ci avvicina
rosso sangue è il color della bandiera
partigiani dalla folta ardente schiera

SUlle strade dal nemico assediate
lasciammo talvolta le carni straziate
sentimmo l’ardore per la grande riscossa
sentimmo l’amor per patria nostra

Siamo i ribelli della montagna
viviam di stenti e di patimenti
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir

Siamo i ribelli della montagna
viviam di stenti e di patimenti
ma quella legge che ci accompagna
sarà la fede dell’avvenir

Siamo i ribelli della montagna
viviam di stenti e di patimenti
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir

Siamo i ribelli della montagna
viviam di stenti e di patimenti
ma quella legge che ci accompagna
sarà la fede dell’avvenir

Siamo i ribelli della montagna
viviam di stenti e di patimenti
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir

(Io raccomando a voi che siete studenti
quando raggiungete un posto di responsabilitànella società
fate in modo di lavorare per la pace)

Buon Weekend & 69 volte Buona Liberazione….

… Anche perchè ne abbiamo ben più di 69 per festeggiare la Liberazione domani.

Perchè si deve ricordare quanto siamo Liberi oggi, grazie ai sacrifici di Ieri.

Anche di sparare immense cavolate in Rete, sui Media e nelle TV, di scrivere stati deliranti e privi di senso, di invocare la Resistenza e la Liberazione in contesti fuori luogo.

Lo potete fare grazie ai veri Eroi e la vera Resistenza che sono morti e hanno combattuto pure per farvi dire le vostre cavolate….quindi domani fate una bella cosa: domani festeggiateli e rendetegli onore e il giusto rispetto della Memoria.

Magari non sparando cavolate online per 24 0re.

Magari ci riuscite.

Buona Festa della Liberazione

 

25 Aprile, come sempre e più di sempre….

Oggi festeggiamo come sempre la Liberazione, perché è giusto farlo.

Perché se possiamo dire quello che pensiamo liberamente, lo dobbiamo a chi lottò per liberarci.

Perché se possiamo esprimere il nostro disappunto sulle azioni dello Stato e della politica, lo dobbiamo a chi perse la vita per liberarci.

Perché se abbiamo i nostri i Diritti sanciti nero su bianco da una Costituzione, lo dobbiamo a chi ha dato tutto se stesso per liberarci.

Perchè se qualcuno si pole permettere ancora dopo tutto questo tempo  persone che ritengono che OGGI non sia festa PER TUTTI gli italiani o che sia MEGLIO NON PARTECIPARE per non fare “i soliti giochini di propaganda politica” , pensate, lo dovete a chi ha combattuto dando tutto se stesso per LIBERARE PURE VOI, ma pensa…

Buon 25 Aprile pure a voi CIALTRONI che questa festa NON LA VOLETE e mai come stavolta dico BUONA NOTTE, EROI.

25-aprile

Terra e Acqua e Vento non c\’era tempo per la paura
nati sotto la stella quella più bella della pianura

Avevano una falce e mani grandi da contadini
e prima di dormire un \”padre nostro\” come da bambini

Sette figlioli sette di pane e miele a chi li do
Sette come le note una canzone gli canterò

E Pioggia e Neve e Gelo e fola e fuoco insieme al vino
e vanno via i pensieri insieme al fumo su per il camino

Avevano un granaio e il passo a tempo di chi sa ballare
di chi per la vita prende il suo amore e lo sa portare

Sette fratelli sette di pane e miele a chi li do
Non li darò alla guerra all\’uomo nero non li darò

Nuvola Lampo e Tuono non c\’è perdono per quella notteche gli squadristi vennero e via li portarono coi calci e le botte

Avevano un saluto e degli abbracci quello più forte
Avevano lo sguardo quello di chi va incontro alla sorte

Sette figlioli sette sette fratelli a chi li do
ci disse la Pianura questi miei figli mai li scorderò

Sette uomini sette sette ferite e sette solchi
ci disse la pianura i figli di Alcide non sono mai morti

In quella pianura da Valle Re ai Campi Rossi
noi ci passammo un giorno e in mezzo alla nebbia
ci scoprimmo commossi