Vincitori e Vinti…Addio Schell…

Mentre ovunque si vede stati dedicati alla morte di Philip Seymour Hoffman, io preferisco invece parlarvi della morte meno interessante per i media e i frequentatori dei social network: quella di Maximilian Schell, per due motivi:

1) Una persona che si ammazza perchè, nonostante dalla vita abbia tutto (successo, l’amore di una famiglia e un’ottima carriera) decidi di rovinarsi l’esistenza con la tossicodipendenza, non ha il mio rispetto e neanche la mia compassione, perché nessuno ti ha puntato una rivoltella e obbligato a drogarti ma è stata una tua scelta;

2) Omaggiare di tributi un Uomo che ha letteralmente sputato sul successo e l’affetto dei fans ammazzandosi perchè incapace di non smettere di drogarsi non merita di essere incensato; chiaro, ci ha lasciato ottime interpretazioni in grandi film, ma la cosa finisce lì e, onestamente, non mi va di dedicare pianti e omaggi a chi sputa in faccia a quanto di positivo gli ha dato alla vita.

Finito questo breve incipit del “perchè non piangerò la morte di Hoffman”, vado invece a scrivere del perchè invece mi spiace se ne sia andato Schell: nato a Vienna nel 1930, l’attore esordisce nel 1955 nel film tedesco all’Est si Muore, che racconta gli ultimi tragici giorni della seconda guerra mondiale in Germania.

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