La Prima Rece non si scorda Mai – Rogue One: a Star Wars Story

Ritorna (finalmente) l’appuntamento con la rece cinematografica del mio Blog.

Guardate, film ne ho visti assai in questi mesi, ma fra impegni, lavoro, molti reportage fotografici e quant’altro, tempo per scrivere con la dovuta calma i report dei film non ne ho avuti, qualcosa recupererò nelle prossime settimane su alcuni film-cardine del 2016, ma per ora si riparte con l’ultimo visto, il primo atteso spin-off della nuova saga di Star Wars: Rogue One.

(Il Manifesto del Film - © LucasFilm/Walt Disney 2016)

(Il Manifesto del Film – © LucasFilm/Walt Disney 2016)

LA TRAMA – In una remota regione ai confini dell’Impero, Galen Erso (Mads Mikkelsen – la saga di Pusher, King Arthur e 007: Casino Royale), ex-ingegnere dell’Impero, viene raggiunto e costretto a seguire il Direttore Imperiale Krennic (Ben Mendelsohn – Segnali dal Futuro, Black Sea e le serie TV come Neighbours e Bloodline), che lo rivuole per completare l’ambizioso progetto della Morte Nera, l’arma con cui l’Impero avrà il dominio totale.

Erso riesce a nascondere a Krennic la figlia Jyn, che fa trovare e accudire dal suo amico e membro dell’Alleanza Ribelle Saw Gerrera (Species, Ghost Dog, L’Ultimo Re di Scozia e serie TV come The Shield e Criminal Minds: Suspect Behavior)…. anni dopo troviamo Jyn Erso (Felicity Jones – The Amazing Spiderman 2, La Teoria del Tutto e Inferno) prigioniera in una prigione imperiale che viene scortata verso un’altra colonia penale, quando viene salvata dall’Alleanza… I ribelli infatti vogliono usarla per contattare Gerrera, nel frattempo passato a combattere da solo coi suoi uomini su Jedha (Pianeta dove si trovava il Tempio Jedi), perché avrebbe ricevuto informazioni da Erso sul progetto della Morte Nera; Jyn viene così mandata su Jedha assieme a Cassian Andor (Diego Luna – Il Libro della Vita, The Terminal, Milk e Blood Father), ufficiale ribelle e il droide K-2SO, per recuperare informazioni che potrebbero essere utili per la lotta dell’Alleanza contro l’Impero…. Primo spin-off legato alla saga di Star Wars diretto da Gareth Edwards (Monsters, Godzilla) che ci porta a conoscere meglio come i Ribelli riescono ad entrare in possesso dei Piani della Morte Nera (vicenda appena del tutto accennata in Episodio IV: Una Nuova Speranza), oltre ad essere il primo film “slegato” dalla narrazione principale della saga Star Wars fino ad esso apparsa sugli schermi.

(Cassian, Jyn e K-2SO- Foto© LucasFilm/Walt Disney 2016)

(Cassian, Jyn e K-2SO- Foto© LucasFilm/Walt Disney 2016)

 

LA REGIA – Edwards confeziona un film da ritmi buoni, che ben si adatta alla storia portata sullo schermo, con ottime sequenze di combattimento ben gestite (ATTENZIONE SPOILER – la sequenza di attacco agli archivi imperiali è davvero campale e ben girata, con ottima alternanza fra le scene dentro e fuori dagli archivi – FINE SPOILER) e anche i momenti di dialogo sono ben girati; ottimi gli effetti speciali di Neil Corbould (la saga di Superman, la saga di 007, War Horse e Gravity) e John Knoll sono gestiti molto bene fra CGI e ed effetti alla vecchia maniera (protesi e animatronic), ottima anche la fotografia di Greig Fraser, che ci fa apprezzare le atmosfere dei vari pianeti dove si svolge la vicenda.

(Krennic/Mendelsohn - Foto © LucasFilm/Walt Disney 2016)

(Krennic/Mendelsohn – Foto © LucasFilm/Walt Disney 2016)

IL CAST – Ottimo cast, tutti all’esordio nella saga, ma che hanno saputo interpretare al meglio le tematiche di Star Wars, bene i protagonisti ribelli (Jones, Luna), bene anche al cast imperiale (Mendelsohn decisamente ottimo nel ruolo del cinico uomo di stato che fa di tutto per eseguire gli ordini e compiacere l’Impero), bravi anche i diversi comprimari (menzione speciale per Doonnie Yen – la saga di Yp Man, Hero, Seven Swords – nei panni del monaco Jedi non vedente, che ci regala alcune delle sequenze di combattimento più belle del film; menzione speciale anche per il personaggio di K-2SO, portato sullo schermo da Alan Tudyk – Io, Robot, Maze Runner: La Fuga e L’Ultima Parola).

(Jyn con il gruppo di Rogue One - Foto Foto © LucasFilm/Walt Disney 2016)

(Jyn con il gruppo di Rogue One – Foto Foto © LucasFilm/Walt Disney 2016)

 

IL PARAGONE CON LA SAGA – Alcuni hanno sollevato critiche dicendo che Rogue One sia troppo cupo, pessimista o che non abbia una certa atmosfera leggera degli altri episodi (specie episodi 4-5-6) o che ci sia poche “guerre stellari”.

Credo sia un’affermazione decisamente fuoriluogo e che non si comprenda a fondo cosa racconta Rogue One.

-ATTENZIONE DA QUI IN POI POSSIBILI SPOILER SULLA TRAMA-

Rogue One svela al meglio cosa sia REALMENTE la battaglia che l’Alleanza Ribelle sta facendo contro l’Impero: tradimenti, spionaggio, rappresaglie, sacrifici, Rogue One é la storia di un gruppo di persone finora a noi sconosciute che si sono sacrificate per far avere una “nuova speranza” all’Alleanza di sconfiggere l’Impero; Rogue One é il lato più crudo e reale della guerra (la battaglia agli Archivi imperiali, su un atollo che ricorda molto le isole del pacifico, con una battaglia palmo a palmo mi ha ricordato molto le tremende campagne che videro gli americani combattere in estenuanti massacri sulle spiagge degli atolli contro l’esercito giapponese, mi ha anche evocato la sequenza iniziale di Salvate il Soldato Ryan, quando gli americani affrontano l’Inferno di Omaha Beach), che Edwards riporta egregiamente sullo schermo, in cui personaggi che hanno subito batoste profonde nella vita, trovano il loro riscatto, anche se forse nessuno lo saprà mai.

Ecco Rogue One é un tributo ai Ribelli, ai loro sacrifici e a tutto quello che hanno sacrificato per sconfiggere l’Impero.

(La prima apparizione di Vader - Foto © LucasFilm/Walt Disney 2016)

(La prima apparizione di Vader – Foto © LucasFilm/Walt Disney 2016)

 

Poi di rimandi alla saga storica ce ne sono e come: Genuni Momenti Emozione© le scene in cui vediamo Darth Vader sullo schermo (dalla prima apparizione nel suo “sepolcro” rigenerativo, fino all’apparizione finale, decisamente da alti momenti di badassismo imperiale), oppure la battaglia che la flotta ribelle ingaggia nello spazio davanti al pianeta Scarif, rivisitazione ed omaggio alla storica battaglia di Endor – con tanto di omaggio all’ammiraglio Akbar, con gli scontri fra i caccia ribelli e quelli imperiali, o i tanti momenti di citazioni-connessione con la saga che appaiono nel corso del film (e anche con alcuni riferimenti alla saga animata Clone Wars, ad esempio).

(I Death Troopers di Krennic - Foto Foto © LucasFilm/Walt Disney 2016)

(I Death Troopers di Krennic – Foto Foto © LucasFilm/Walt Disney 2016)

IL MESSAGGIO – Il messaggio finale è quello che ogni persona ha occasione di riscattarsi e fare la sua parte per un fine più grande e importante, se trova la forza interiore di cercare le motivazioni per fare la cosa giusta dentro di se (e non è forse la Forza una grande forza interiore?).

In conclusione? Rogue One é un godibilissimo film che consiglio di vederlo in sala se ancora lo trovate nel vostro cinema di fiducia o noleggiarselo, è utile per conoscere un’aspetto poco conosciuto della saga Star Wars, è godibile anche per chi non conosce Star Wars e vuole avvicinarsi magari partendo dalla trilogia storica. Chiudo con un doveroso omaggio: negli ultimi giorni del 2016 ci ha lasciato Carrie Fisher, scomparsa a 60 anni a seguito di complicazioni sorte dopo un infarto avvenuto prima di Natale…. a lei è affidata la chiusura del film (dove appare ringiovanita grazie alla CGI) nei panni di Leia con la frase che è poi l’incipit per Episodio IV.

(L'apparizione di Leila/Fisher nel film - Foto Foto © LucasFilm/Walt Disney 2016)

(L’apparizione di Leia/Fisher nel film – Foto Foto © LucasFilm/Walt Disney 2016)

Riposa in Pace, che la Forza ti sia lieve, Principessa

 

 

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