Blu ha Ragione. e anche Torto, a dirla tutta

(Il Murales #OccupyMordor di Blu prima della sua cancellazione - Foto © Agorawox.it/Blu)

(Il Murales #OccupyMordor di Blu prima della sua cancellazione – Foto © Agorawox.it/Blu)

Ho voluto capire bene prima di dire la mia sulla vicenda che ha tenuto banco la scorsa settimana a Bologna e in Italia (specie sui social e media): la decisione dello Street-Artist Blu di cancellare TUTTE le sue opere bolognesi in segno di protesta.

 

 

L’antefatto: Bologna è stata per diversi decenni la culla naturale della street art italiana, fra spazi più (o meno) legali per molti artisti emergenti italiani e stranieri, alcuni poi diventati appunto artisti di fama internazionale nel genere e di fatto da abusivi artisti “legali” riconosciuti a livello istituzionale, anche.

Questo aveva portato negli anni a non combattere “apertamente” il fenomeno Writers ma a cercare di sfruttarlo, da parte delle istituzioni bolognesi, per creare un circuito artistico “alternativo” (usato anche in qualche modo come fonte di dialogo con le realtà underground e alternative della città, in quel scontrarsi/incontrarsi fra istituzioni e vari collettivi studenteschi o di protesta bolognesi, per il quale andrebbe fatto solo per questo un discorso a parte, ma non è ne l’ambito ne la situazione), fino a quando l’associazione culturale e filantropica Genius Bononiae (dietro cui c’è la fondazione Cassa di Risparmio Bologna e altri enti, che gestiscono, dopo averli restaurati e recuperati, diversi palazzi storici – ora sedi museali – della città) decide di organizzare una mostra dedicata alla Street Art.

(La cancellazione del Murales di Blu - Foto © FrizziFrizzi/Blu 2016)

(La cancellazione del Murales di Blu – Foto © FrizziFrizzi/Blu 2016)

La mostra (che inizia il 18 Marzo, per Info QUI) raccoglie il meglio della produzione mondiale dei writers di ieri e oggi: Bansky, Lee Quinones, Lady Pink, Sane Smith, artisti già da tempo presenti in molti musei internazionali e collezioni private, con opere pubbliche o musealizzate…. poi ci saranno anche opere di writers italiani e straniere, che nell’ambito anche dello scopo principale (e dichiarato) della mostra, sono state rimosse dalla loro sede originale (dove nella maggior parte dei casi si tratta di edifici abbandonati o destinati alla distruzione, o, nel caso di edifici comunque abitati e utilizzati, fatti senza autorizzazione e quindi abusivi, che solo le insistenze della comunità bolognese – cittadini, artisti e intellettuali – aveva impedito la sua cancellazione o distruzione) per iniziare un percorso di restauro, recupero e musealizzazione delle stesse opere.

(Un altra fase della cancellazione del Murales di Blu - Foto © BologninaBasement/Blu 2016)

(Un altra fase della cancellazione del Murales di Blu – Foto © BologninaBasement/Blu 2016)

E qui parte lo scandalo. Da chi grida allo scandalo perché per vedere tali opere si PAGHERA’ un BIGLIETTO (strano, nessuno lo ha fatto per le mostre di Hairing, Basquiat o di altri artisti del murales), a chi grida allo scandalo per il FURTO delle opere dalle loro sedi naturali (che, ricordiamo, almeno a livello legislativo, nascono come opere ed installazioni abusive e non autorizzate)… chi se la prende maggiormente sono Blu ed Ericailcane.

Il secondo realizza un volantino che sparge per la città (e sui social) protestando contro un operazione che definisce da “tombaroli”:

(Il Volantino di Ericailcane - Foto © Agorawox.it/Ericailcane 2016)

(Il Volantino di Ericailcane – Foto © Agorawox.it/Ericailcane 2016)

Blu invece decide di reagire molto più platealmente: armato di vernice grigia e aiutato da diversi assistenti (o come nel caso della sua opera più celebre, quella all’XM24, dagli occupanti e attivisti della struttura), cancella TUTTE le sue opere presenti a Bologna.

 

 

I Wu Ming (con una certa -e assurda- ricerca di origini massoni del presidente della fondazione Genius Bononiae, inserendo i suoi alterchi con i collettivi studenteschi ai tempi in cui era rettore dell’Università a Bologna – come se essere (o essere stati) massoni o rettori universitari siano CRIMINI) ne esaltano la protesta (cosa a cui tra l’altro Blu aveva già abituato, come quando cancellò delle sue opere a Berlino che, a detta di inchieste giornalistiche, potevano essere al centro di possibili speculazioni immobiliari per uffici e appartamenti “vista arte” che doveva sorgere in zona), così anche da altri siti come FrizziFrizzi, BologninaBasement o DoppioZero, mentre sia il curatore della Mostra Omodeo, del curatore delle operazioni di distacco e restauro come Ciancabilla che altri esperti d’arte come Renato Barilli e altri, difendono la scelta di esporre le opere dei writers nelle mostre e le operazioni di recupero, restauro e musealizzazione delle stesse.

 

 

(Il reading dei Wu Ming su Blu nel 2013)

 

Ho anche trovato questo interessante editoriale di Leonardo T sulla vicenda, dal quale ho tratto la mia personale opinione sulla vicenda.

Blu è la perfetta rappresentazione di quello che è spesso un artista: conflittuale, specie con le istituzioni e i fruitori finali delle sue opere, come molti altri – più o meno famosi – artisti della lunga Storia dell’Arte mondiale (si pensi a Michelangelo che demolì il primo ciclo di affreschi da lui realizzato nella Cappella Sistina perché insoddisfatto del risultato, per citare il più famoso), che vuol difendere fino all’estremo la sua visione artistica, anche appunto con una scelta decisamente egoistica (perché lo è) di cancellare opere che tutta una cittadinanza sentiva sue, che le aveva difese negli anni e amate.

Aveva diritto di farlo?

Difficile dirlo dal punto di vista morale (probabilmente sì), legalmente no direi, visto che i muri (specie quelli dell’XM24) da quel che so sono proprietà comunali (e chissà che non vedremo appunto altri strascischi -legali sulla vicenda);

Blu così difende DAVVERO i diritti dell’artista/writer? Personalmente, ritengo di NO: non solo distrugge la sua opera (e quindi distrugge in qualche modo il suo passaggio/esistenza nella storia dell’arte), ma la nega a quella cittadinanza a cui l’aveva (teoricamente) regalata e donata GRATUITAMENTE (e così rende ancora più preziosa la presenza delle sue opere superstiti alla mostra bolognese… un maligno molto maligno la definirebbe “abile mossa commerciale” per un artista, che, ricordiamo, ha opere in TUTTO il mondo e che VENDE le sue opere anche Online);

(la scritta apparsa sul muro riverniciato da Blu -Foto © Iguana Press/Repubblica 2016)

(la scritta apparsa sul muro riverniciato da Blu -Foto © Iguana Press/Repubblica 2016)

E’ SBAGLIATO esporre le opere dei writers – magari staccate dalle sue sedi originarie – al pubblico e chiedere un BIGLIETTO?

NO. Molte opere sarebbero andate irrimediabilmente perdute se non fossero state asportate, nel corso della storia, dalle loro sedi originarie: pensiamo ad esempio che non sapremo MAI l’aspetto che ha avuto San Pietro prima della costruzione della basilica michelangiolesca, raso al suolo per far spazio, trasformata in calce e pietre per la nuova basilica; la distruzione di interi quartieri e tracce storiche operate dalle scellerate opere urbanistiche dell’800 e del 900 nei nostri centri urbani (ricordate che per fare Via dei Fori Imperiali o della Conciliazione sono andati persi secoli di storia) …. porto il mio esempio più vicino: se non fossero stati rimossi subito dopo il terribile incendio causato dal bombardamento del  1944, ma lasciati lì, probabilmente oggi non potremmo godere del ciclo del Trionfo della Morte del Buffalmacco, che sta per ritornare alla sua antica collocazione dopo un attento e paziente restauro di decenni (assieme ad altri dipinti e affreschi ricollocati nel tempo) nel Camposanto di Pisa.

 

(Il Camposanto di Pisa dopo il bombardamento del 1944 - Foto © Opera Primaziale di Pisa/La Nazione/Wikipedia)

(Il Camposanto di Pisa dopo il bombardamento del 1944 – Foto © Opera Primaziale di Pisa/La Nazione/Wikipedia)

Inoltre pensate questo: molte delle primissime opere illegali e sui muri di Hairing e Basquiat, ad esempio (gli storici disegni a gessetto sui famosi “fogli neri” della metro newyorkese, per dire), andati quasi tutti distrutti e dispersi, sono stati salvati, in alcuni casi, da cittadini che li hanno “staccati” e “sottratti” prima che la polizia o gli addetti li buttassero o cancellassero; oggi li possiamo godere in musei e mostre, grazie al cielo ….. a me del passato del presidente di Genius Bonionae e delle sue affilazioni niente interessa, come non interessa se in passato ha fatto denunciare autonomi o se dalla mostra avrà un profitto o meno economico (e d’immagine) o che sia o meno una “eminenza grigia” della città bolognese, a me interessa solo l’Arte.

Se c’è da pagare un biglietto (che serve a pagare non solo i costi della mostra, ma anche quelli che la custodiscono, rendono fruibile, lo spazio, tante cose insomma), lo pago volentieri; se avrò modo di vederla, ci andrò e me la godrò senz’altro; se questa mostra, dietro il “baratto” di far fare soldi a qualcuno, magari permetterà di iniziare, anche in Italia, un serio percorso di valutazione e valorizzazione della street art, che solo negli ultimi tempi si sta capendo che, aiutandola ad inserirsi nei percorsi legali, il suo valore artistico e sociale, cosa che nel passato era stata invece difficile (salvo rarissime eccezioni, come il Murales di Hairing sempre a Pisa).

(La striscia di Tuono Pettinato sulla vicenda Blu - Foto © Tuono Pettinato/Fumettologica 2016)

(La striscia di Tuono Pettinato sulla vicenda Blu – Foto © Tuono Pettinato/Fumettologica 2016)

Poi apprezzo comunque il forte gesto di protesta che Blu, in nome della SUA coerenza, ha fatto, ma a questo punto, non farlo solo in cose mirate: se veramente ritieni coerente lanciare un MESSAGGIO, prendi coraggio fino in fondo e CANCELLA TUTTO quello che hai creato finora.

Allora il dubbio che sia una protesta “furba” sparirebbe all’istante, credimi. 

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7 Comments

  1. Io non ho avuto (troppa) necessità di documentarmi…la “street art” lo dice il nome è definita dalla sua extemporaneità e appartiene al luogo dove viene creata.
    Nel caso di Blu NON è stato chiesto a lui nessuna autorizzazione per appropriarsene e dunque a maggio ragione lui si è incaxxato tanto da distruggere volontariamente le sue opere.
    Ci andiamo di mezzo tutti noi ma il suo ragionamento non fa una grinza.
    Diverso sarebbe stato fare una mostra ‘itinerante’ seguendo il percorso di Blu.
    http://image.slidesharecdn.com/muralesrivera-090324205910-phpapp01/95/murales-diego-rivera-66-728.jpg?cb=1237928445

    sherazadsenzasesenzama

    • L’idea sicuramente di fare dei tour itineranti è bella ovviamente.

      Comunque sia Blu che Ericalicane erano stati contattati, ma non hanno mai fornito risposte (ne negative ne positive) all’adesione alla mostra e al distacco delle opere (che, ricordiamo, è stato fatto anche per un discorso di restauro e conservazione).

      Va anche detto che entrambe le opere erano state realizzate SENZA autorizzazioni all’epoca e su superfici di proprietà comunale, quindi è abbastanza complicato dire chi abbia ragione sull’aspetto LEGALE della questione

      • Vige sunque la regola del silenzio assenzo?
        Le ‘opere’ se fuori norma dovevano essere rimosse (distrutte) non accaparrate.
        Se si voleva fare quadri da poter conservare (e sfruttare economicamente) l’artista non avrebbe utilizzato la formula dei murales….

      • E’ un discorso, quella della conservazione e della fruizione, leggermente più complicato (cito ad esempio appunto la vicenda degli affreschi di Buffalmacco o delle opere di Hairing e Basquiat non a caso)…. come detto: capisco il gesto (personale) dell’artista, ma non ne condivido le conseguenze

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