La prima Rece non si scorda Mai – Maraviglioso Boccaccio

Nuovo appuntamento con la rece cinematografica, stavolta vi racconto l’ultimo film prodotto dai miei conterranei toscani, i Fratelli Taviani (Allonsanfan, La Notte di San Lorenzo, Cesare deve Morire, solo per citare alcuni dei più noti) dedicato al celebre manoscritto del Boccaccio, il Decamerone.

(il Manifesto del film - Foto © RaiCinema/Cinema Undici 2015)

(il Manifesto del film – Foto © RaiCinema/Cinema Undici 2015)

 

LA TRAMA – Firenze 1348: la Peste sta falcidiando l’Europa intera e anche gli abitanti della città toscana sono messi a dura prova; un gruppo di giovani decide di abbandonare la città per scampare al morbo e si rifugiano nella campagna, aspettando la fine dell’epidemia.

(La Peste a Firenze - Foto © RaiCinema/Cinema Undici 2015)

(La Peste a Firenze – Foto © RaiCinema/Cinema Undici 2015)

 

Per passare il tempo, decidono di raccontarsi una novella al giorno, alcune ironiche, altre romantiche, specchio dei vizi e dei costumi dell’epoca ….. Ennesima trasposizione cinematografica delle Novelle boccaccesche (Da Pasolini al cosidetto filone “decamerotico” lunga è la serie di pellicole dedicata al Decamerone, persino la saga di American Pie ha voluto a suo modo “omaggiare” queste storie…) operatodal duo Taviani e con un cast di attori di tutto rispetto.

 

(I giovani durante una delle Novelle - Foto © RaiCinema/Cinema Undici 2015)

(I giovani durante una delle Novelle – Foto © RaiCinema/Cinema Undici 2015)

 

IL CAST – Di tutto rispetto, con i nomi di quella “nuova generazione” del cinema italiano ormai affermati attori, a interpretare i panni dei protagonisti delle novelle: un grottesco Kim Rossi Stuart (La saga del Ragazzo dal Kimono d’Oro e quella televisiva di Fantaghirò, Pinocchio, Romanzo Criminale e Vallanzasca) nei panni del bifolco Calandrino, Paola Cortellesi (programmi Cult come Mai Dire Gol, Nessundorma, film come Chiedimi se sono Felice, A Cavallo della Tigre e Nessuno Mi Può Giudicare) nei panni della “morigerata” Badessa Usimbalda, Kasia Smutniak (Radio West, 13 a Tavola, La Passione) e Michele Riondino (Fortàpasc, Noi Credevamo, Acciaio) nei panni degli sfortunati Ghismunda e Guiscardo; bravi anche gli attori che interpretano i giovani fuggitivi da Firenze, in particolari piaciuti molto Nicolò e Camilla Diana (Serie TV come Codice Rosso e Distretto di Polizia o Don Matteo e film come La Masseria delle Allodole e Sole a Catinelle) nei panni di Panfilo e Lauretta. Menzione speciale per Lello Arena (Scusate il Ritardo, Bertoldo, Bertoldino & Cacasenn0, Luisa Sanfelice, serie Tv come La Smorfia e Striscia La Notizia), nei panni del cattivo e spietato Duca Tancredi.

(Stuart/Calandrino - Foto © RaiCinema/Cinema Undici 2015)

(Stuart/Calandrino – Foto © RaiCinema/Cinema Undici 2015)

 

 

LA REGIA – Buona, ma almeno a me non è riuscito a prendere e coinvolgere il film.

Sarà che Boccaccio è stato raccontato in ogni forma, ma la storia non mi ha coinvolto; non per colpa degli attori, bravi nei ruoli assegnati, ma mi è sembrato in alcuni momenti di vedere quasi un film tv didascalico che un lungometraggio da cinema: le novelle si susseguono senza particolari sussulti o effetti sui protagonisti, da una partenza molto ricca di suggestione (le immagini della Peste e dei suoi effetti in Firenze) a sequenze che non sono riuscite ad affascinarmi, nonostante gli splendidi scorci toscani (bella anche la fotografia di Simone Zampagni) e alcune citazioni visive che dovrebbero richiamare alle “pesti” della cultura moderna (come la sequenza iniziale dell’appestato che si getta dal Campanile del Duomo).

(Cortellesi/Usimbalda - Foto © RaiCinema/Cinema Undici 2015)

(Cortellesi/Usimbalda – Foto © RaiCinema/Cinema Undici 2015)

Se non fosse che l’ho visto in un cinema, sembrerebbe di aver visto una buona e curata produzione televisiva invece di un film cinematografico (e i Taviani hanno negli anni fatto buone produzioni televisive, penso a Resurrezione o Luisa Sanfelice).

 

(Smutniak/Ghismonda & Arena/Tancredi - Foto © RaiCinema/Cinema Undici 2015)

(Smutniak/Ghismonda & Arena/Tancredi – Foto © RaiCinema/Cinema Undici 2015)

 

In conclusione, è un film godibile ma non sembra figlio di quello splendido film che è stato Cesare deve Morire (e che mi ha affascinato non poco, all’epoca), BUONA VISIONE !!!

 

 

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