Dobbiamo smettere di fare beneficenza?

La risposta è ovviamente NO.

Mi trovo costretto a scrivere questo editoriale alla luce della fin troppo dilungata (e assurda) polemica sul recente caso riguardante l’uso delle donazioni fatte, dalle persone, di fondi a una ragazza al centro di un grave caso di discriminazione familiare per il suo orientamento sessuale (non linkerò i dettagli sulla vicenda ne i dettagli sulla ragazza e gli articoli relativi alla polemica, i più di voi ne avranno letto e sentito abbastanza).

Parto da me: mi ritengo fortunato, di come sta andando la mia vita, finora: ho un tetto sopra la testa, ho una salute buona, un lavoro stabile, una famiglia che, bene o male, qualche litigio a parte, ha sempre sostenuto, appoggiato e permesso di fare le mie scelte in libertà (relazionali, lavorative, ecc) senza mai imporre diktat o minacciarmi di buttarmi fuori di casa o rinnegandomi per le scelte fatte.

In maniera abbastanza continuativa, ho sempre lavorato, a parte qualche periodo di sosta fra un lavoro e l’altro più o meno lungo: abbiamo avuto solo un periodo davvero buio, dal punto di vista economico, anni fa.

E non mi vergogno a dire che abbiamo avuto (e ottenuto) in quel periodo l’aiuto della CARITAS, che ci ha aiutato sia in maniera diretta (con un sostegno economico e aiuti di natura alimentare) che indiretta (con tanto aiuto – morale e materiale – da amici di famiglia); quando ci siamo messi in sesto, abbiamo voluto, io e i miei familiari, ridare, in forma di aiuto fisico e in parte economico, quanto ci era stato dato di aiuto, in quel periodo.

Ma non abbiamo subito pressioni da chi ci aveva aiutato, nessuno ci ha detto “oh ti diamo una mano, ma mi raccomando: resta umile e non spendere in maniera futile quei soldi, ci aspettiamo che tu poi ci sia grato e che tu poi, quando sarai di nuovo in piedi da solo, ci restituisca la gratitudine con impegno e volontariato eh”.

Nel corso della mia vita, ho sempre cercato, un po per convinzione cristiana, un po per solidarietà umana, di aiutare chiunque, davanti a me, avesse bisogno di una mano, un aiuto, sia fisico che emotivo che economico: non mi vergogno a dire che ho quando ho potuto lasciare qualche soldo a persone bisognose per strada, fatto donazioni a raccolte fondi, laddove è stato possibile, ho organizzato pure io direttamente raccolte fondi per sostenere associazioni, iniziative di beneficenza ecc.

Erano tutte situazioni REALI di bisogno? la maggior parte sicuramente, per quanto ho sempre riuscito a verificare e trovare conferma.

Sono sempre andati a BUON FINE i soldi donati o raccolti? Mi sento di dire sì, nella maggior parte dei casi?

Ho avuto qualche fregatura? Nel caso di aver donato qualche soldo o offerto un pasto caldo o qualche sostegno diretto a persone trovate per strada in stato di bisogno, è possibile; nell’ambito di progetti di beneficenza sostenuti, posso dire di aver avuto una fregatura SOLO una volta.

E non ho problemi a dire anche l’ambito: la triste vicenda della “Missione Arcobaleno”, nata per aiutare i profughi albanesi in fuga dal Kosovo, sconvolto da una guerra civile fra albanesi e serbi.

Io e l’associazione di cui faccio parte tuttora, raccogliemmo, come tanti, fondi sia in denaro che in generi alimentari e vestiti da inviare in Albania a sostegno dei rifugiati; eravamo realmente convinti dell’operazione e la parte logistica e di raccolta in Italia era stata seguita e cristallina, i problemi e le speculazioni emersero arrivati sul territorio albanese, dove elementi corrotti dell’amministrazione e la criminalità organizzata intercettarono fondi e donazioni, con sprechi e speculazioni.

La delusione fu tanta, ma ho smesso di fare beneficenza? No, semplicemente, ho cercato di stare più attento, chiedere dati e conferme dei progetti che volevo sostenere, idem la mia associazione, ha imparato la lezione e verificato, in seguito, con maggiore attenzione tutta la trafila, quando partecipa a progetti non direttamente seguiti e organizzati da lei.

Lo stesso faccio quando vedo o trovo persone bisognose per strada: cerco di capire chi ho davanti, cerco di non favorire questuanti o persone che, appare evidente, NON useranno i soldi per quello che chiedono, quindi evito di darle a quei soggetti e privilegio altri che appaiono seriamente genuini e bisognosi e che so non sprecheranno i soldi o i beni di conforto che donerò loro.

La beneficenza e l’aiuto verso il prossimo NON dovete farlo nella recondita speranza di ricevere un Grazie, di ricevere lodi dai social, dagli amici o dall’opinione pubblica, o perché un domani vi restituiscano il favore dato, fatelo perché vi sentite di farlo e basta, fatelo per dovere civico di aiutare il prossimo.

E se lo fate, non aspettatevi PER FORZA che il ricevente debba condurre una vita umile, di eterna gratitudine o che addirittura diventi il nuovo San Francesco d’Assisi: non tutte le persone bisognose faranno quello che vi ASPETTATE faranno come reazione.

Analizzando poi la vicenda oggetto della “pietra dello scandalo” in questione: Ha TRUFFATO qualcuno? No, dal punto di vista legale, non vi ha fregato nulla: ha speso male parte dei soldi donati (opinione molto labile, a seconda di come vedete o meno i soldi spesi da lei), ma per quanto ne sappiamo, altri li ha spesi per cose effettivamente necessarie (una casa, vestiti, spese mediche ecc).

Poteva gestire meglio i soldi donati? Sì, forse la cosa migliore sarebbe stata affidarsi a persone esperte di gestione dei fondi, più che ad agenti e avvocati, questa è una critica accettabile e costruttiva, ma per il resto, è una persona adulta, maggiorenne e nella piena facoltà mentale delle sue funzioni, quindi, che piaccia o meno, ha il diritto di gestirsi i soldi ricevuti come meglio crede (che sia sbagliato o giusto, è una nostra opinione personale).

Ha deluso le aspettative delle persone? a quanto pure sì, quindi? Merita per aver comprato una macchina, un cane e altre cose insulti, minacce e altro? No, personalmente, se non ci fosse stata questa eccessivo interesse mediatico, meriterebbe semplicemente l’Oblio, invece di una pubblicità gratuita che la rende solo più APPETIBILE ai media e ai social (e alle frustrazioni politiche di alcuni partiti che stanno usando la vicenda per questioni assolutamente ESTRANEE alla stessa come il DDL Zan e le discussioni sull’orientamento di genere).

Detto questo, per quello che riguarda a me, continuerò a donare e sostenere iniziative benefiche e raccolte fondi senza problemi, sempre stando attento a dove vanno i fondi e al loro uso, ma non smetterò di farlo per una vicenda così banale come questa.

(Copertina: Le 7 Opere di Misericordia – Maestro di Alkmaar – 1504 – Foto © Wikipedia/Rijksmuseum Amsterdam)

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